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La TC di spalla ed il metodo PICO

Alex Tom

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L'esame di TC della spalla con metodo PICO. già descritto al link:

http://fermononrespiri.com/topic/10262-il-ruolo-della-tc-nello-studio-della-spalla-instabile/?hl=pico

è un esame che viene richiesto spesso dai chirurghi ortopedici nei pazienti affetti da instabilità cronica, cioè con difetto glenoideo cronico (bone loss) e nelle conseguenze di lassità legamentosa ed instabilità di spalla che provocano fratture di glena come la Bankart.

Tale esame rende possibile, al chirurgo, la scelta di intervenire sulla stessa spalla con due metodiche diverse: a cielo aperto oppure mediante artroscopia.

E' facile rendersi conto della differenza tra i due tipi di intervento, per la complessità e per il tipo di recupero funzionale che ne conseguono; è fondamentale infatti che ad essere operati a cielo aperto siano solo i pazienti che realmente necessitino di un intervento invasivo e maggiormente rischioso rispetto ad uno artroscopico.

E quindi veniamo a noi :

l'intervento a cielo aperto di trasposizione coracoidea finalizzato alla stabilizzazione dell'articolazione gleno-omerale è indicato per quei pazienti che presentino deficit osseo glenoideo severo e superiore di una percentuale, a seconda della letteratura in merito che si desideri considerare, dal 25% al 21% rispetto al controlaterale sano, ed in letteratura gli ortopedici hanno diversi lavori più o meno sperimentali a cui affidarsi per le loro decisioni cliniche.

A questo punto risultano evidenti alcune considerazioni tecnico-radiologiche:

1- La corretta quantificazione del difetto osseo glenoideo influisce pesantemente sulla scelta terapeutica

2- L'esame deve essere eseguito in comparativa per non irradiare due volte (destra e sinistra) il torace e la tiroide

3- L'esame deve essere eseguito con la dose minima indispensabile che la macchina ci consente al fine di ottenere delle immagini sufficientemente indicative del tenore e del difetto osseo

4- L'esame deve permettere buone ricostruzioni multiplanari, perchè sarà su quelle che si eseguiranno misurazioni

5- Le MPR dovranno essere eseguite in maniera identica sulla spalla destra e su quella sinistra

Anche in un esame che può sembrare banale possiamo apprezzare quanto la giusta tecnica d'indagine impatti sia sulla dose che sulla scelta terapeutica.

Sul discorso dose non entro più di tanto, perchè il parco macchine è talmente variegato che solo l'esperienza sulla singola apparecchiatura ci permette di affermare che un certo esame si possa fare con certi dati esposimetrici. Quello che so per certo è che un esame come questo si può fare anche con una dose pari ad 1/10 rispetto ad un esame TC spalla tradizionale, ed il paziente giovane ringrazia (sopratutto la sua tiroide).

Sul discorso MPR vi illustro con qualche immagine :

Innanzitutto è necessario che lo stesso piano sia ricavato sulla spalla destra come sulla sinistra :

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Quindi ottenute le due sagittali che rappresentino meglio il piano articolare della glena :

blogentry-3658-0-24563500-1413883328_thu

Si traccia l'area A sulla superficie sana e la si riporta pari pari su quella malata :

blogentry-3658-0-49342000-1413883389_thu

A questo punto calcolando l'area d che rappresenta il difetto osseo è anche facile calcolare la percentuale che serve agli ortopedici.

Una cosa che so per certo è che i clinici apprezzano molto le immagini 3D della glena ottenute con trasparenza dell'omero, e gli attuali software di elaborazione permettono questi giochetti anche con poco dispendio di tempo e su esami a bassa dose :

blogentry-3658-0-32663300-1413883984_thu

Perchè oltre alla valutazione quantitativa basata su metodi più o meno scientifici, se fossi un chirurgo mi piacerebbe avere una preview od un'idea di quello che devo andare a fare, ed il nostro imaging può aiutare molto se ben fatto.


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