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Good Practice... & good luck

Alex Tom

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Prometto che questa è l'ultima volta che parlo di interventistica TC guidata, ma lo farò perché a volte penso sia necessario prestare particolare attenzione.

Innanzitutto parliamo di biopsie ossee, quindi di quei casi in cui in genere si va a prelevare un tessuto per fare diagnosi differenziale tra due tumori. In questo preciso ambito non è che il nostro "goal" sia la radioprotezione a tutti i costi, per questo vi presento un caso diverso, il peggiore : diagnosi differenziale tra tumore ed infiammazione, su una vertebra... di un bambino di dieci anni, che tra l'altro arriva dall'altra parte d'Italia in una specie di viaggio della speranza in cui è chiaro che i medici dell'altro ospedale a titolo prudenziale abbiano preferito chiedere una seconda opinione ad altro centro prima di sbilanciarsi in una diagnosi di un certo tipo.

Per inciso, è lodevole questo atteggiamento prudente piuttosto che l'ostentazione della certezza di fronte a certa posta in gioco.

Quindi: siamo su una T11, abbiamo una marea di organi radiosensibili, non abbiamo la certezza di quante scansioni saranno necessarie per sostentare il lavoro del radiologo, potrebbe essere tumore ma anche no, per cui il paziente potrebbe non dover mai fare radioterapia, e sopratutto il paziente ha solo dieci anni. Come procediamo?

Cominciamo con lo scout tanto per iniziare :

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Dobbiamo fare una TC pre intervento perchè quella fatta altrove, vai a capire perché, ha il CD che non si apre più, quindi cercando di tenere la dose bassa ma non troppo cerchiamo di fare delle immagini leggibili simil diagnostiche:

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A questo punto, cercando di mettere in pratica ogni nozione di radioprotezione che si ha, spremiamo il più possibile la macchina durante la prima scansione con ago da biopsia, ovviamente lavoreremo d'ora in avanti con scansioni assiali non elicoidali :

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Il radiologo fa subito notare che è si importante la radioprotezione, ma è più importante riuscire a vedere la punta di un ago, perché oltrepassata la corticale, quell'osso probabilmente sarà molto molto molle, ed in un attimo rischia di finire in aorta con quella traiettoria, e su quell'immagine fatta con 80 kV non si vede la punta dell'ago, troppo rumorosa e troppo artefatto da indurimento del fascio.

Tra l'altro bisogna ricordare che in una biopsia ossea è preferibile riuscire a prelevare anche dell'osso sano se si vuole avere un buon risultato in analisi, pertanto bisogna spingersi molto in profondità, e molto vicino alla fine della vertebra.

Quindi lui procede con l'introduzione e noi :

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Da notare come un semplice aumento di 20 kV determini quasi un raddoppio di dose.

Purtroppo non è ancora sufficiente, il rumore ma sopratutto il cono d'ombra da indurimento provocato dall'ago è troppo vistoso ed inficia la procedura, quindi nella prosecuzione :

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Passiamo direttamente a quella che già sapevamo essere la migliore delle scansioni sull'adulto, constatando che purtroppo lo è anche sui bambini.

Durante la procedura ci si avvale di ricostruzioni MIP per essere sicuri del punto di arrivo :

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Ed è ben comprensibile la differenza tra gli 80 ed i 140 kV.

Come purtroppo avevamo preventivato la procedura è durata moltissimo, i prelievi sono stati molteplici ed il numero delle scansioni è stato superiore a 20, quasi un record in negativo per la procedura.

Chissà che dose avremo dato al povero malcapitato su quei 2 cm di fetta che abbiamo ripetutamente irradiato...

CTDIvol cumulativo della procedura : 18 mGy e DLP poco superiore ad 80 mGy.cm, meno di un esame TC diagnostico fatto sulla stessa zona.

Se mettiamo in conto che il risultato della biopsia è stato negativo per cellule tumorali (quindi trattavasi di tessuto infiammatorio) ...

Credo che possiamo essere soddisfatti di aver messo in pratica un poco di radioprotezione accontentandoci di avere immagini appena appena sufficienti a far vedere la punta di un ago di metallo.


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Bhe intanto perchè smettere di scrivere su queste cose che sono descritte in modo così interessante.

Allora. Io da padre sinceramente ti dico che non mi importerebbe nulla di un eventuale lieve eccesso di dose, se questa mi consente di arrivare ad un risultato, tantopiù se negativo. Questo non significa che non si debba fare attenzione a determinati dettagli, ma il discorso della bassa dose alla fine ricade sempre su queste problematiche: non è che poi se abbasso troppo rischio di fare degli esami che non sono più correttamente diagnostici?

Io non sono un'esperto, ma mi sembra che l'ago sia andato giù bene, procedura ben eseguita.

Faccio anche notare che se hai dovuto aumentare i dati non è tanto per il paziente ma soprattutto per l'ago, visto che quello è quello che più indurisce il fascio.

Forse una critica alla gestione (che non dipende da voi probabilmente), una RM non poteva dare qualche indicazione in più? Contrasto, diffusione, ecc.....

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al prossimo bimbo di nove anni che dovrà fare lo stesso esame immagino che non andrete per tentativi ma utilizzerete il protocollo già bello che fatto

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