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RM a BASSO CAMPO. Facciamo il punto........

Luca Bartalini

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Il mondo delle RM a basso campo è in continua e rapida evoluzione e credo sia arrivato il momento di fare il punto per stabilire quali sono ad oggi quelle presenti sul mercato e cosa ci possiamo aspettare da queste macchine.

Quando si parla di basso campo, trattiamo di strumentazioni permanenti, "aperte", con geometrie molto diverse, sia dedicate che total body. Il range di teslaggio è compreso fra 0,2T e 0,4T con direzione di campo magnetico verticale o comunque ortogonale all'asse longitudinale del paziente una volta posizionato.

La loro geometria è molto apprezzata dai pazienti, specialmente se claustrofobici, in quanto consente di eseguire esami con minore oppressione legata sia alla configurazione aperta che, da non sottovalutare, al rumore acustico nettamente più basso rispetto ad una macchina ad alto campo magnetico. Oltre a ciò, in funzione delle esigenze della clinica e dell'entità dei disturbi RF esterni, viene montata spesso una gabbia di Faraday a trama che consente una interfaccia diretta con il paziente, senza la necessità di disporre di campanelli di allarme e/o interfono.

Ci sono anche altri vantaggi legati alla relativa semplicità di installazione in spazi ristretti, specialmente per tomografi puramente dedicati articolari, ai bassi costi di acquisto (con molta variabilità fra dedicati e total body), alla relativa semplicità di ottenimento di permessi, alla assenza totale di criogeni, ai bassissimi consumi elettrici, ai bassi rischi di sicurezza legati all'immissione di materiali non RM compatibili, alla bassissima quntità di RF depositata e quindi nessun problema di SAR ecc.......

Ovviamente non è tutto oro quello che luccica. Tali sistemi infatti, essendo permanenti, soffrono di una intrinseca disomogeneità di campo magnetico statico, se confrontati con apparecchiature superconduttive. Ciò ovviamente è compensato da svariati artifici, in primis la qualità di shimming e sistemi di correzione di distorsione geometrica. Ciò nonostante il FOV esplorabile varia da un minimo di 15 cm per apparecchiature puramente dedicate ad un massimo di 35 cm per i sistemi total body. Per le macchine superconduttive di buona qualità arriviamo a 50 cm con ovvii vantaggi esplorativi.

Il basso teslaggio, sommato al fattore omogeneità sopraccitato, complica molto la gestione delle tecniche di soppressione spettrale che sono presenti solo su sistemi total body di ottima qualità, associati a tecniche di shimming attivo.

Inoltre il rapporto segnale-rumore (SNR) di base su cui contare per le nostre low field è,per motivi fisici, nettamente più basso. Come concetto generale quindi la risoluziona spaziale di immagine ottenibile in tempi accettabili con una basso campo sarà inferiore/nettamente inferiore rispetto ad un sistema ad alto campo magnetico, senza considerare l'impossibilità, con alcuni distinguo, di applicare tecniche avanzate di imaging (DWI-DTI-CSI ecc). Il fatto che la percezione del dettaglio sia inferiore non significa automaticamente che sia insufficiente.

Al fine di massimizzare la resa diventa molto importante quindi la catena RF, le bobine di ricezione in dotazione e non ultimo, la competenza e l'attenzione da parte dell'operatore tecnico. Quest'ultimo a mio avviso, senza rischiare di essere di parte, è il nodo cruciale in quanto:

La qualità di immagine finale sarà sicuramente superiore basandosi su un tomografo di minor qualità ma con operatore capace a massimizzare le sue caratteristiche, rispetto ad un apparecchio più performante gestito da un tecnico non competente. Se poi si associa l'apparecchiatura di livello alla competenza allora si raggiunge l'eccellenza.

Il concetto vale in generale su tutte le apparecchiature, ma diventa cruciale per le strumentazioni a basso campo per i motivi di cui sopra.

Sono convinto che una delle cause per le quali ad oggi molti sono portati ad abbinare "scarsa qualità" a "basso campo", sia da imputare proprio a noi TSRM. O meglio alla mancanza di capacità/voglia/interesse di imparare a gestire la propria macchina in modo consapevole. Questa è una critica che mi faccio in prima persona ovviamente.

Al seguente link un approfondimento sulla "corretta" gestione di uno specifico tomografo. Il concetto è però estendibile a tutte le strumentazioni a basso campo.

http://fermononrespiri.com/blog/9/entry-25-importanza-nel-posizionamento-corretto-del-paziente-in-rm-dedicata-intro/

Al link sottostante una simpatica ma utile discussione di confronto sul nostro FORUM, fra Basso e Alto campo

http://fermononrespiri.com/topic/11654-andrea-vs-luca-alto-contro-basso/?hl=alto

PS: Ci sono sicuramente dei limiti oltre ai quali è pericoloso andare, anche se si dispone di ottimi aparecchi a basso campo, TSRM competenti e medici radiologi accurati. Non apro questa parentesi che coinvolge direttamente anche e soprattutto la parte medica anche se sarei felicissimo se si aprisse un dibattito serio e rispettoso fra TSRM e radiologi al fine di capire quali sono tali limiti, ricordando sempre che il fine è quello di dare in mano al paziente un esame di contenuto passando necessariamente in un rapporto diretto fra TSRM e medico radiologo. Le due profesioni a mio avviso DEVONO necessariamente collaborare per evitare di cadere negli egoismi di classe. La mancanza di comunicazione e collaborazione porta sempre a disastri, a prescindere dal teslaggio.


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7 Comments


Grande Luca. Hai espresso un concetto che secondo me è fondamentale. La qualità dell'esame non la fa il tomografo, ma il tecnico che lo usa.

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da 0,2 a 0,4 T , ma se non sbaglio philips aveva messo in commercio una 0,6T.. nessuno l'ha mai vista ??

Come definizione trattiamo gia di medio campo oltre gli 0,5T e quindi di macchinari non più permanenti ma superconduttivi/resistivi. Un mondo diverso quindi. Riesci a linkarmi la macchina di cui parli?

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Grande Alberto!!

Non la conoscevo.

Come ti dicevo però si può inserire gia nelle medio campo ed è superconduttiva per di più.

Parliamo di classi di macchina diverse in tutto e per tutto.

Le immagini di copertina non sono affatto male, anzi.

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un esame a basso campo, per quanto ottimizzato, non sarà mai all'altezza di un esame fatto come si deve su di un alto campo.

è inutile, non puoi tirare fuori il sangue da una rapa.

credo che nemmeno il più bravo dei tecnici su uno 0.4T potrà mai raggiungere nè tanto meno superare il livello di un 1.5T fatto con qualità standard.

e se mai ci riuscisse, allora farebbe davvero meglio a lavorare su un 1.5T, vorrebbe dire che è sprecato per lavorare sui bassi campi.

poi è chiaro che il tecnico è una "capra" può fare disastri anche usando un 3T.... ma se restiamo nell'ambito di capacità professionali medie, purtroppo per i bassocampisti il confronto non c'è proprio storia

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