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Come misuriamo la dose?

Jac N

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blog-0592388001336975626.jpgFin dalla Direttiva della Commissione Elettrotecnica Internazionale IEC 60601, che ha avuto una prima stesura nel 1999, è divenuto obbligatorio per i produttori di TC indicare chiaramente sulla console la dose.

Si è molto dibattuto su quali e quanti indicatori usare per la dose in TC finché l’accordo si è raggiunto con la creazione di due grandezze: il CTDI ed il DLP.

Il CTDI, Computed Tomography Dose Index, è una grandezza ricavata sperimentalmente misurando la dose in uscita da una camera a ionizzazione sottile (pencil chamber) avente una lunghezza attiva di 100 mm (fig,12).

Questa grandezza, creata già nel 1984, permetteva, anche con TC molto lente, di misurare subito la dose a cui si stava lavorando effettuando una singola scansione.

Il CTDI è stato poi modificato in considerazione del fatto che la dose in TC non si distribuisce uniformemente e ha un maggiore “peso” in periferia piuttosto che al centro della scansione; nasce così il CTDI pesato descritto come CTDIw dove:

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Visto che il CTDIw è la dose di una singola scansione assiale, negli anni è stato poi arricchito di un parametro tipico delle scansioni volumetriche: il pitch.

Viene quindi definito il CTDIvol come pitchCTDIw che è il valore che troviamo scritto nei tavoli di comando delle TC odierne.

Quindi, il CTDI è un ottimo indicatore per capire che livello di dose si sta erogando con determinati valori di kV e mAs e, nel Sistema Internazionale, ha come unità di misura il Gy (Gray) o, più comunemente in TC, un sottomultiplo, il mGy.

Con il progressivo aumento dell’ampiezza della copertura lungo l’asse del paziente nelle ultime macchine TC, si è compreso come un CTDI misurato su 100mm cominciasse ad avere un significato molto ridotto: per permettere una misura adeguata della radiazione di fuga dal tubo e della radiazione diffusa, l’area di misurazione deve essere molto più grande dell’effettiva ampiezza del fascio, ecco perché si sta cercando di rivedere la tecnica di calcolo della dose.41

Il CTDI non rende però la dose totale e quindi, in esami effettuati con la stessa tecnica (kv, mAs, pitch, ecc…) ma numero di scansioni diverse il CTDI risulta essere uguale.

Da qui il senso della seconda grandezza il DLP, Dose Lenght Product, che è il prodotto del CTDI per la lunghezza della scansione (numero di strati per spessore), e si misura in cmGy×(fig.14).

La dose totale non tiene conto, però, della differente radiosensibilità dei vari organi; è chiaro, ad es., che una dose di 60mGy avrà effetti diversi se la zona irradiata sarà una mammella piuttosto che un cranio.

Per avere, quindi, un risultato che tenga conto della differente radiosensibilità dei tessuti dobbiamo moltiplicare la dose totale per un fattore di ponderazione (indicato con wT), diverso da organo ad organo, ottenendo così, finalmente, la cosiddetta Dose Efficace (simbolo E) che viene misurata nel S.I. in Sv (Sievert) o, meglio, in mSv.

I fattori di ponderazione sono stati rivisti nel 2007 dall’ICRP42 (Commissione Internazionale sulla Radioprotezione) modificando quelli preesistenti (del 1991); spicca la correzione del coefficiente delle gonadi, passato da 0,20 a 0,08 in virtù di una comprovata minore radiosensibilità; di seguito, un estratto dei nuovi coefficienti:

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Ovviamente, non possiamo calcolare la dose moltiplicando il DLP per tutti i coefficienti dei vari organi esaminati, perciò è stata creata la Dose Efficace Normalizzata, un fattore di ponderazione per ogni segmento corporeo:

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Es.: in un esame TC del cranio con un DLP di 1200 cmmGy× la dose è: mSv52.20021.01200=×.

Qualcuno ha anche proposto delle Dosi Efficaci divise per età,

Ricordo che: molto utili per un’analisi più veloce della dose erogata nei bambini.

- La misura della dose con il DLP che troviamo nella console è approssimativa, calcoli più veritieri richiedono una valutazione diretta del CTDI tramite camera a ionizzazione;

- Le dosi risultanti vanno corrette al rialzo per i bambini – nonostante si usino le Dosi Efficaci in base all’età – perché per loro il rischio radiologico è comunque più alto per le maggiori aspettative di vita.


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