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  3. Ovviamente il criterio di scelta è la pecunia, suppongo che se trovasse due apparecchi con fascia di prezzo simile, prenderebbe quella che può fare anche la CBCT. Per ora mi ha incaricato di trovare un pantomografo standard con telecranio, poi confido nei fornitori per le offerte relative alla cone-beam e persuaderlo. Ti assicuro che se provasse a prendere un vecchio CR glielo tirerei dietro! Per curiosità: di quali applicazioni si tratta? Sapresti darmi un prezzo indicativo per quell'apparecchiatura?
  4. Assolutamente farebbe confusione. Già è difficile leggere i nomi al volo sui cartellini, non oso immaginare se prima ci fossero i titoli. La ma risposa era solo un " non sarebbe sbagliano", non un "dovrebbe essere così". Condivido in pieno il pensiero di @Alessandro Tombolesi, meglio sapere la qualifica che il titolo.
  5. Salve, per qualsiasi problema scriva pure.
  6. Quindi in sostanza con una laurea da tecnico di radiologia cosa posso fare oltre al tutor?
  7. Un contratto comunque ce l'hai, e su quello c'è scritto cosa tu devi e puoi fare. È con quello che devi rivolgerti ad un sindacato, anche solo per chiedere consiglio. Da come la metti tu sembra evidente l'abuso di richiesta che stanno perpetrando nei tuoi confronti, e dovresti fare attenzione ad accettare una situazione di questo tipo per evitare abusi ulteriori in futuro.
  8. Io ho accettato il contratto anche perché si prospettava una assunzione data la mancanza di personale. Ma sta accadendo che anche i medici vengono licenziati e riassunti a partita iva. Quindi figurarsi un tecnico per di più senza esperienza come me. Ma il fatto che mi infastidisce è che mi si chieda di fare la reperibilità anche con questo tipo di contratto. In pratica non svolgo nessun apprendistato perché sto piazzato in radiologia data la mancanza di personale e lavoro autonomamente. Gli esami li spunto con l'account dei colleghi che si fidano del mio operato. Ma password e dosimetro mi verrebbero anche fornite a breve. Il fatto è proprio che in sede di firma del contratto, nessuno ha mai menzionato la reperibilità e che la dovessi svolgere dopo neanche due mesi con questo tipo di contratto. Un conto è un normale contratto di lavoro, che anche se ci rimettessi mi fermerei dove lavoro. Ma a queste condizioni fermarmi significherebbe spendere tutto quel poco che guadagnano per garantire l'arrivo in clinica in tempo utile. Ne mi sento in grado di gestire un esame in emergenza da solo Colleghi del laboratorio analisi sono esentati dalla reperibilità proprio per la distanza, ma giustamente sono strutturati. Io come libero professionista ho sul piatto o fermarmi qui o essere licenziato
  9. E i cultori della materia? Possono farlo tutti?
  10. Ci vuole del coraggio a fare come dici te, Anche perché se rifiuti mi sa che c'è un altro ad accettare
  11. Da collega giovane con qualche anno di esperienza ti dico che hai sbagliato ad accettare il contratto!!! Va bene prendere dimistichezza con gli esami, ma farsi sfruttare proprio non va bene! Sono Segretario del mio Collegio, ai ragazzi che vengono ad iscriversi consiglio di non accettare paghe da fame e di non fare volontariato. Penso sia meglio fare piuttosto un altro lavoro e provare a fare concorsi! Detto ciò, la situazione non è legale, Anche io sono stato un falsa partita iva (anche se con uno stipendio maggiore) e mi sono rivolto ai sindacati, i quali mi hanno detto che la monocommittenza, un tot di ore fatte per lo stesso datore di lavoro e il lavoro consecutivo di più mesi nello stesso posto corrispondono a un lavoro parasubordinato, quindi è un diritto essere assunti. Un'altra questione: se succede qualcosa, visto che non hai la possibilità di eseguire gli esami, su chi ricade la responsabilità??
  12. Qui direi che nessuno meglio di un sindacato potrebbe aiutarti. Io non sono un sindacalista, ma se lo fossi preferirei occuparmi di queste cose piuttosto che di assicurazioni
  13. Faccio 36 ore settimanali dal lunedì al sabato ma ho accettato per fare esperienza dato che appena usciti dall'università ammetto che anche se possiedo buone conoscenze teoriche in pratica sapevo fare ben poco. Ma tutto mi sarei aspettato meno che essere trattato come tappabuchi a due soldi.
  14. per quel poco che ne so io, il libero professionista non ha obblighi di alcun tipo. Va da sè che anche la clinica non ha alcun obbligo verso il libero professionista, e puo' decidere di interrompere la collaborazione in ogni momento. La tua sembra una situazione da denuncia, anche se non ho capito quante ore fai per quei 800 euro lordi. Al tuo posto io punterei ad andare via il prima possibile e segnalare il tutto al tuo collegio- sindacato.
  15. Buongiorno a tutti. Sono Federico Pettorossi un giovane T.S.R.M. Ho accettato un primo impiego lavorativo come libero professionista presso una clinica privata con un corrispettivo mensile fisso di 800 euro lordi. Ben conscio del tipo di contratto offertomi, presentatomi come una sorta di "apprendistato" ho comunque accettato per poter fare esperienza e perché è l'unica possibilità lavorativa che mi si è presentata. Do le mie disponibilità a svolgere i turni tutti i giorni della settimana e anche se li ho più volte richiesti, ancora non ho ne dosimetro ne password per certificare l'esecuzione di esami. Se non fosse per la bontà dei miei colleghi che mi hanno fatto prendere dimestichezza con i diversi macchinari della struttura per la direzione mi sarei ritrovato a lavorare solo con macchine che non so usare in completa autonomia perché durante il percorso di studi non ho fatto mai pratica con questo tipo di macchinari. Durante l'ultimo turno lavorativo ho inoltre scoperto che il direttore sanitario mi ha messo in reperibilità senza chiedere la mia disponibilità ne avvertirmi. Chiedendo quindi un appuntamento per parlare di questa situazione e spiegare che non sono in grado di raggiungere la clinica in tempo utile e quindi non posso garantire la pronta disponibilità, come avviene in altri reparti. Ricevo pronta risposta che la distanza dalla clinica non è un loro problema e che la reperibilità è prevista dal CCNL altrimenti stracciano il contratto. In pratica anche i miei colleghi e i medici radiologi mi fanno notare che vengo trattato come un lavoratore dipendente e che il mio caso è quello di una falsa partita iva. Chiedo se per caso esistono norme che certificano che il direttore sanitario può obbligare il libero professionista a svolgere turni di pronta disponibilità, o posso rifiutare anche a costo di ricevere lettera di rescissione del contratto perché comunque dovendo dormire fuori casa ci rimetterei e di molto. Vi ringrazio e chiedo scusa per il lungo messaggio. Cordiali saluti
  16. Purtroppo clustrofobia e maschera in radioterapia non vanno affatto d’accordo... è un problema molto frequente ma spesso la forza dei pazienti è davvero incredibile! Ti faccio i miei complimenti e non mancherò di portarti ad esempio quando mi capiterà di dover incoraggiare un paziente impaurito! tantissimi auguri e grazie per la testimonianza!!!!
  17. ha appena completato una corsa con Runtastic di 5,46 km in 32m 14s con l'app #Runtastic: https://t.co/XWpL5J9KXQ

  18. Salve a tutti, mi chiamo Stefano e sono un paziente; per un problema abbastanza comune ho avuto bisogno di sottopormi ad un ciclo di adroterapia che comportava l'immobilizzazione della testa per mezzo della nota maschera confezionata con materiale plastico termomodellante. Debbo specificare che da tempo la claustrofobia mi provoca veri attacchi di panico in situazioni che, fino a poco fa, erano per me del tutto normali come prendere un ascensore, frequentare luoghi affollati o rimanere imbottigliato nel traffico, addirittura una volta sono andato nel panico perché non riuscivo a togliermi un giubbotto poiché la zip si era bloccata sotto il collo, in poche parole vado in sofferenza se la mia libertà di movimento è condizionata da "altri", che siano cose o persone non fa differenza. Il giorno del confezionamento della maschera sono riuscito a malapena a reggere per il tempo necessario al raffreddamento del materiale plastico dopodiché non c'è stato verso di fare la RM di simulazione nemmeno con la sedazione. Il pensiero che avrei dovuto ripetere ancora una volta la RM di simulazione ed affrontare poi l'intero ciclo adroterapico di circa 30 sedute, (rivelatesi poi essere 33), per un tempo stimato intorno ai 30 minuti a seduta, mi ha gettato nello sconforto ed ho dovuto necessariamente inventare una soluzione per affrontare il brutto periodo che mi attendeva. Ho pensato che l'unica soluzione per superare la prova sarebbe stata quella di "allenarmi" a casa prima di intraprendere l'impervio percorso e, visto l'eccellente risultato finale, desidero condividere la mia esperienza con quanti si trovano oggi nelle mie stesse condizioni di qualche mese fa. Mi rendo conto che la procedura non è di semplice realizzazione ma se non avete molta dimestichezza nel fare piccoli lavori manuali potete sempre farvi aiutare da un parente o un amico. Materiale necessario: · due secchi di plastica identici (tipo quelli della tinta per muri da 14 litri, se appena più piccoli è meglio); · un pezzo di tubo di plastica di circa 20 cm (tipo quello usato nei boccagli per immersioni o quello usato nella realizzazione di impianti elettrici esterni); · circa 5 kg di gesso; · una tavola lunga almeno un metro e mezzo e larga 25/30 cm, (io ho usato quella di una panca per addominali che ho smontato dal supporto metallico); · alcuni metri di velcro largo 5 cm e 10 cm; · una busta di plastica fine, (tipo quelle che si usano per confezionare i prodotti al banco alimentari del supermercato); · un cucchiaio in plastica. Per prima cosa tagliate la base di uno dei due secchi in plastica ad una altezza di circa 15 cm dal fondo quindi, dopo aver messo sulle labbra un po' di rossetto, "baciate" l'interno del fondo del secchio. Questa procedura serve come misura per praticare un foro esattamente all'altezza della bocca, il foro dovrà avere lo stesso diametro del tubo in plastica. Dopo aver praticato il foro inserite il tubo all'interno dello stesso. A questo punto poggiate il mezzo secchio su due sedie che verranno avvicinate tra loro avendo l'accortezza di far capitare il tubo che fuoriesce dal fondo tra le sedie stesse, (FOTO A) e (FOTO B). In corrispondenza delle due sedie posizionate altre tre o quattro sedie allineate tra loro, (dipende dalla vostra statura), quindi impastate il gesso creando un impasto abbastanza liquido ed uniforme; questa operazione va fatta in un tempo relativamente breve perche il gesso indurisce velocemente. Preventivamente praticate un piccolo foro all'altezza della bocca anche sulla busta di plastica dopo averla "indossata " per il tempo necessario. Dopo aver versato il gesso semiliquido nel mezzo secchio, (senza riempirlo fino all'orlo!), stendetevi a pancia sotto sulle sedie allineate tra loro, infilatevi la busta in testa facendo capitare il piccolo foro in corrispondenza della bocca, infilate l'estremità del tubo nel foro della busta, mettete la stessa estremità del tubo in bocca per respirare e schiacciate il viso nell'impasto cercando di muovervi il meno possibile per un tempo che dovrebbe variare tra i 5/10 minuti... vi avverto che anche questa non è una situazione proprio piacevole per chi ha il nostro problema... Quando il gesso avrà tirato potete alzarvi e, a questo punto, avrete un calco in gesso del vostro viso, (FOTO C), io nell'impasto ho inserito anche un po' di rete per intonaci ma credo che sia del tutto superflua. Dopo almeno un paio d'ore tirate fuori delicatamente il calco dal mezzo secchio e con un taglierino o un vecchio coltello, prestando attenzione sia a non ferirvi sia a non rompere il calco, togliete un bel po' di gesso superfluo sul retro del calco in modo di alleggerirlo, il peso finale dovrebbe aggirarsi intorno ai 3 - 3 ½ Kg quando è completamente asciutto, (FOTO D). Ricordatevi di allargare un po' anche la zona corrispondente alla bocca e alle narici in modo da favorire la respirazione e permettere anche di inserire il manico del cucchiaio di plastica che metterete in bocca girato in sotto, simulando così il fastidio del byte che poi troverete nella vera maschera, (FOTO F). Ad operazione conclusa inserite il calco nel secondo secchio di plastica che preventivamente andrà sagomato in modo tale da lasciare un varco per inserire il collo, (secchio a destra della FOTO B). A questo punto siete in possesso della vostra maschera casalinga che, grazie al suo peso, riprodurrà abbastanza fedelmente la pressione e la sensazione che proverete quando verrete bloccati sul tavolo del macchinario da quella vera. Siete quindi pronti per affrontare la vostra prima seduta virtuale di radioterapia nella stanza di casa che più preferite. Poggiate sul pavimento la tavola e fate capitare il velcro, già unito come da foto, nei punti corrispondenti alla fronte e alle spalle, (FOTO G) e (FOTO H); stendetevi sulla tavola e fatevi bloccare con il velcro, dopo qualche seduta sono operazioni che riuscirete anche a fare da soli, (FOTO I); mettete, o fatevi mettere, il secchio con il calco sulla faccia dopo avere messo in bocca il cucchiaio in plastica; durante questa fase prestate massima attenzione che il calco non scivoli via dal secchio sagomato con il rischio concreto che vi colpisca inevitabilmente il viso, (FOTO L); io per evitare il contatto del gesso con le palpebre chiuse mettevo un fazzoletto di carta a protezione. Appena messa la "maschera" la prima volta ho resistito pochi secondi è dovuta intervenire mia moglie che mi ha liberato immediatamente, tanto è bastato comunque per farmi arrivare il cuore in gola in un bagno di sudore, quindi ho insistito e sono passato via via a tempi maggiori fino ad arrivare a sedute di mezz'ora, (all'inizio mi facevo bloccare anche le mani così da riprodurre fedelmente anche la completa dipendenza da terze persone). Dopo circa dieci giorni di allenamento casalingo sono stato chiamato dal Centro per la RM di simulazione che ho voluto fare senza sedazione, mi sono aiutato soltanto con circa 20 gocce di Lexotan prese poco prima... è stato un successo! Tuttavia, nei giorni a seguire, mi sono allenato ancora toccando punte di 45 minuti... è veramente dura scoprire quanto possa essere lungo un così breve lasso di tempo... Dopo altri quindici giorni ho iniziato il ciclo adroterapico, 33 sedute da circa 25/30 minuti ciascuna, quattro o cinque volte è durata anche 40 minuti per via di problemi tecnici... non illudetevi, non è stata una passeggiata ho sofferto fino all'ultimo giorno senza mai abituarmi all'idea, ci sono stati giorni in cui sono stato sul punto di chiamare l'assistenza ma ho resistito e sono convinto che se ce l'ho fatta è stato solo grazie all'assiduo allenamento casalingo. Non credo che siano in molti quelli disposti ad incasinarsi il cervello con secchi, tubi, gesso ed altro ma ho voluto rendere pubblica questa mia idea perché sento che ne sarà valsa comunque la pena se riuscirò a dare una mano d'aiuto anche ad uno solo di voi. Buona vita a tutti. PICT0130.psd PICT0131.psd PICT0132.psd PICT0133.psd PICT0134.psd PICT0135.psd PICT0136.psd PICT0137.psd PICT0140.psd PICT0147.psd
  19. Salve a tutti sono Stefano, sono un paziente e mi sono appena registrato.
  20. Si e comunque, giusto per dare una parvenza di spiegazione, ammesso e non concesso che noi si sia in grado di darla correttamente, quei dati così riportati sono parziali, e non sono utili al fine di un ipotetico calcolo dosimetrico. E comunque, in fondo ma proprio in fondo, con tutta la buona volontà che un fisico riuscirebbe a mettere, il dato calcolato sarebbe un dato di "esposizione", non "assorbito dal paziente", pertanto inutile all'utente in un ipotetico calcolo di rischio di cancerogenesi. Purtroppo, spesso, i sensazionalismi di certi articoli di giornale fanno più male che bene. Saluti
  21. una curiosità... ma un OPT nuovo di fascia medio-alta, ovviamente DR, quanto viene a costare?
  22. Non diamo informazioni relative alle dosi dei pazienti. Per eseguire la tac ho sentito che nella zona di Ancona hanno appena installato la tac più potente del mondo Chiuso
  23. Salve a tutti, mi chiamo Roberto e non sono un tecnico di radiologia, bensì un paziente che avrebbe bisogno di qualche delucidazione. A breve dovrò sottopormi and una TAC torace + addome smc, visto che negli ultimi 10 anni, mi sono già sottoposto a 3 TAC, volevo che mi aiutaste a capire se la dose di radiazioni a cui sono stato già esposto è alta e come minimizzare l'esposizione per la prossima TAC. Vi elenco, di seguito, gli esami che ho fatto in passato con tutte le informazioni che sono riuscito a reperire dai CD: - 2017 TC CRANIO - TOTAL DLP 1149/TOTAL MAS 6989 (sul referto è indicata una dose di 45 msv, è possibile?) KV 120/380 MAS - 2010 TC ATM CON RICOSTRUZIONE 3D 120KV / 251 MAS ESEGUITA CON PHILIPS BRILLIANCE 16 - 2008 TC CRANIO KV 130/MAS 260 ESEGUITA CON BRILLIANCE VA47C Dai dati che ho riportato sopra è possibile risalire alla dose di radiazioni a cui sono stato sottoposto? (Ho 36 anni, sono alto 170 cm e peso 79 kg) Per quanto riguarda la nuova tac che devo fare, volevo sapere se conoscete dei centri di radiologia a Napoli/Caserta e provincia che utilizzano macchinari di ultima generazione in modo da prendere meno radiazioni possibili. Vi ringrazio anticipatamente per la vostra disponibilità
  24. RT @Runtastic: We know you've been working out hard this new year! Put some ginger in your tea or stir fry. https://t.co/t70vJ3xduB

  25. Io credo che il titolo di dottore sia controproducente e de-professionalizzante. D'accordo sul fatto che il titolo dipenda dal corso di studio, ma ad un paziente cosa volete che interessi? Personalmente preferirei sapere se davanti ho un infermiere, un tsrm od un fisioterapista, ecc ecc. Il resto sono chiacchiere e distintivo Poi dipende dal contesto, non nego che mi piaccia quando impropriamente ai congressi mi attribuiscono quel titolo, ma quello è un contesto differente, è attività para-lavorativa
  26. quindi secondo te non genererebbe incomprensioni un ospedale con cartellini del tipo Dott. Radiologo, Dott. Infermiere, Dott. Radiologo, Dott. Amministrativo, Dott. Portantino ecc. ecc. ?
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