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Giuseppe Walter Antonucci

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Su Giuseppe Walter Antonucci

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  1. Ringraziando per i complimenti, segnalo il link alla versione cartacea: http://amzn.eu/5vUec3p Lo staff rimane a disposizione per chiunque volesse intraprendere progetti analoghi. Intanto agosto, come da nostra tradizione, è foriero di ghiotte novità :-)
  2. In conclusione per tutto quanto enunciato e per tutto ciò che si trova nelle specifiche DICOM/NEMA e IHE si evince che: 1) in una qualsivoglia controversia legale legata all'esposizione indebita, è possibile risalire con estrema accuratezza alle circostanze che hanno prodotto l'esposizione stessa; 2) prima di procedere ad una eventuale valutazione del danno da parte dell'esperto in Fisica medica, sia il CTU che il CTP non potranno non tener conto di tutte queste circostanze e del grado di autonomia/non autonomia professionale in cui operava il TSRM; 3) con l'entrata in vigore della L. 24/17, potranno essere nominati CTU e/o CTP dei TSRM con competenze specifiche (infatti io e qualche altro collega già ce ne occupiamo da tempo); 4) Dunque nel caso in cui si continuasse sulla linea del "practitioner"="medico specialista" a fronte di una responsabilità di tipo contrattuale del TSRM si configurerebbe una DUPLICE responsabilità Aquiliana del medico in quanto a) responsabile dell'impianto e b) soggetto "delegante" l'atto radiologico 5) in caso di illuminato ravvedimento su una più realistica linea del tipo "practitioner"="Professionista dell'imaging", risulterebbe rafforzata la tesi della responsabilità contrattuale del TSRM in quanto "professionista competente dotato di completa autonomia professionale e capacità di comprendere lo scenario in cui opera" mentre la responsabilità Aquiliana del medico si prefigurerebbe solo quale Responsabile dell'impianto. (Riflettendoci c'è una bella differenza). 6) E' utile a tal proposito ricordare che le specifiche NEMA sono il risultato di più di 20 anni di adattamento di database e protocolli di comunicazione alla situazione lavorativa reale di centinaia di migliaia di centri radiologici sparsi in tutto il mondo e la loro integrazione costituisce un "Unicum" con la gestione di risorse umane e tecnologiche di tutto l'Enterprise radiologico mondiale. Se dunque tutto il mondo funziona "con" e anche "grazie" all'autonomia professionale dei radiographers, proprio faccio fatica a comprendere il perchè l'Italia debba differire dall'Orbe terracqueo e sopratutto il motivo di tanto autolesionismo. 7) Quindi o decidiamo di uniformarci ad architetture ed archetipi dei sistemi Healthcare Enterprise che funzionano (la cosa vale non solo in campo radiologico ma in tutte le specialità) su un modello di autonomia professionale "federata", cioè in collaborazione, oppure chi di dovere prima o poi dovrà discostarsi dagli standard e progettare architetture valide solo in questo Paese (ovviamente facendoci fare una colossale figura barbina ogni volta che si tenterà una integrazione fra sistemi più "IEC compliant") 8) ultimo ma non meno importante, fosse per me, prenderei chiunque abbia suggerito quella traduzione e lo inviterei con rispettoso sussiego a: imparare a memoria il dizionario DICOM e le pubblicazioni dell'ACR degli ultimi 20 anni studiare le architetture dei moderni PACS dipartimentali nei sistemi sanitari più evoluti e capire che sono diversi dalla Macchina di Leibniz che ha visto nascere in gioventù recitare i motivi per cui vuole far fare a tutto lounge radiologico italiano una figura coprostatica in saecula saeculorum andare finalmente a giocare con i nipotini capire che le compresse di Xanax e il Seropram a volte vanno anche usati, giusto per rilassarsi un pò, tanto qui non si vuol rubare nulla a nessuno. Io ora mi fermo, per favore nel 2018 se avete problemi non disdegnate l'idea di pagare due consulenze ad altrettanti professionisti: il Fisico e il TSRM Amministratore di Sistema. Sceglieteli liberamente, pagategli la parcella e fatevi mettere al riparo da casini, sono soldi spesi bene.
  3. SCENARIO N. 2 Imposto sul telecomandato 80Kv, scala 320mA e 0.04 sec (cioè all'incirca 12 mAs). Uso un telecomandato e/o un troco moderni e un DR di ultima generazione. Una volta effettuata l'esposizione, la modalità passa TUTTI i valori ( Kv, mA, tempo, DFF, e collimazione, insomma popola tutti i tag da (0018,0010) a (0018,A003) limitatamente a ciò che è di propria pertinenza) alla workstation che quindi può stimare (sottolineo STIMARE) la dose/organo assumendo che il paziente sia un maschio adulto normotipo a partire dal DAP. Diviene così facilmente intuibile che se sparo (per ipotesi) dal tubo una dose pari a 0.35 mAs a 2 metri di distanza, ho bisogno di una maggiore accuratezza per misurare la quantità effettiva di fotoni che raggiunge il pannello, ecco probabilmente perché per il tag (0018,1405) c'è bisogno di tre ordini di (grandezza) risoluzione in più. A tal proposito è utile leggere la specifica IEC 62494-1:2008 che dice testualmente che tale valore assume un significato solo nei CR e DR e non nelle altre modalità, mentre andando a spulciare le specifiche NEMA, si evince che il tag (0018,1405): "This may be a calculated or measured value. Examples are the detector entrance dose (KB), the CR sensitivity value (S), or the logarithmic median (lgM)." Dunque non siamo nel campo della dose efficace (non sia mai) ma ci avviciniamo a poter comprendere in quale situazione ha operato il TSRM [per avere un quadro completo dovremmo conoscere BMI, gruppo etnico e sesso (quello biologico) del paziente].
  4. SCENARIO N. 1 Imposto sul telecomandato 80Kv, scala 320mA e 0.04 sec (cioè all'incirca 12 mAs). Uso un plate CR su cui sono stati precedentemente trasferiti i tag dicom necessari all'identificazione di Pat. ID e ACC. number più tutto ciò che occorre alla rivelazione dell'immagine. Espongo il plate e lo pongo nel rivelatore. Non vi è alcun modo di passare al plate valori quali: Kv, mA, tempo, DFF, e collimazione. Quindi i relativi campi DICOM sarebbero null, tranne il caso in cui fosse montato sul collimatore un Doseguard. In tal caso avrei almeno Kv e mAs IN USCITA DAL TUBO ma ancora nessuna informazione su DFF e collimazione. In questo caso il doseguard comunica alla Workstation i dati in uscita dal tubo ma nessuno potrà dire che fine abbiano fatto quei fotoni (infatti fra collimatore completamemte aperto e completamente chiuso c'è una netta differenza) così se la collimazione fosse (diciamo così, a caso) 5x5 cm, non avendo nozione della DFF e della presenta/assenza della griglia nonchè dello spessore del paziente, non potremo stimare la quantità di fotoni che hanno incontrato il paziente e che successivamente hanno incontrato il detettore. In tal caso la dose sarebbe espressa in mAs perchè è un intero numerico fornito direttamente dal Doseguard . Se mai il secondo campo fosse popolato, sarebbe un derivato del primo valore ponendo DFF e collimazione come valori di default di comodo. (A tal proposito sarebbe interessante se tutti andassero periodicamente a guardare i tag dal (0018,1160) al (0018,1202) Ovviamente la faccenda si complica nel momento in cui non uso più valori impostati manualmente ma metto l'autopilot al cervello e uso l'AES
  5. rispondo splittando il grafo degli scenari in tre post diversi. Però non dite che sono lungo e fino al week-end non vi risponderò più perché devo finire un meraviglioso lavoro che sto facendo in collaborazione con Andrea & Co. e non voglio che lui mi cazzji ( non sost. plurale ma congiuntivo presente stile rag. Filini :-) ) :
  6. Dunque proviamo così: SCENARIO n.1 "somministrazione come atto volontario" = sono un TSRM, so che un torace PA viene bene con 80Kv e 12 mAs ma mi sfugge che il paziente è un bimbo di tre anni. (Va bene come esempio anche il viceversa) "somministrazione come conseguenza" sono un TSRM, ho somministrato 80Kv e 12 mAs ad un bimbo di tre anni, il telecomandato è retrofittato e non passa i parametri DFF e collimazione alla Workstation, che di conseguenza non sa cosa passare al PACS, così nel dubbio (e in assenza di una normativa di riferimento) l'analista che ha scritto il SOP delle due macchine impone dei valori di default che fanno si che i dati siano sovrapponibili. SCENARIO n.2 "somministrazione come atto volontario" = sono un TSRM, so che un torace PA viene bene con 80Kv e 12 mAs ma mi sfugge che il paziente è un bimbo di tre anni. (Va bene come esempio anche il viceversa) "somministrazione come conseguenza" sono un TSRM, ho somministrato 80Kv e 12 mAs ad un bimbo di tre anni, il telecomandato (moderno) passa i parametri DFF e collimazione alla Workstation, che di conseguenza passa al PACS la dose assorbita contestualizzandola rispetto a quanto misurato alla sorgente. Non per dire, ma è la dimostrazione che tradurre "practitioner" in "medico specialista" è una assurdità di valore storico
  7. Se la modalità (SCU) è giapponese e il pacs (SCP) è sviluppato in Europa/America la cosa ha un senso perchè i giapponesi codificano da dx verso sx e noi al contrario Per quanto riguarda i diversi campi dicom forse potrebbe essere di aiuto questo: http://barsanti.tripod.com/scienze/radgrand.html che spiegherebbe l'uso di due campi affini (il primo attiene alla "somministrazione", intesa come atto volontario, di una dose e il secondo come sua diretta conseguenza , ove sia possibile misurarla, il che spiega perché in alcuni casi i campi sono popolati ed in altri sono null) N.B. entrambi i valori nel dizionario dicom sono espressi come IS (Integer String) e posso assumere valori -2^31<= n <= (2^31-1).
  8. Il carattere  è il risultato della conversione di µ dall'UTF8 al set di caratteri UTF16 codificati in esadecimale (ovvero se si passa dall' hex8 0xC2 all'hex16 0x00C2 aggiungendo semplicemente due byte senza preoccuparsi di troncare gli ultimi due byte dell'hex8 (in questo caso b5). Può succedere quando si passa da un encodind DICOM explicit Little Endian ad un Big Endian e l'analista fa confusione lasciando che µ sia figlio del SCU. Ovviamente tale confusione è propria solo di quella specifica accoppiata modality-PACS, non è una regola generale. Farei una segnalazione alle case madri (senza fretta, ovvio ;-) )
  9. Diciamo anche che una commissione d'esame dovrebbe prendere spunto dalle domande e NON copiarle pedissequamente. In passato a me è capitato di redigere intere batterie di domande per un avviso e mai mi sarei sognato di copiare alcunché. Qui poi il discorso si amplia e va oltre la sfera della scienza :-)

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