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Luca Bartalini

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Tutti i contenuti di Luca Bartalini

  1. Ciao a tutti! Grazie per la presentazione scoppiettante Alessandro, troppo buono! Spero che il progetto possa aiutare realmente a divincolarsi in questo nebuloso mondo legato agli artefatti in RM. Il contenuto del libro è a portata di tutti ovviamente ma il progetto nel suo complesso è abbastanza articolato. Per chi volesse saperne di più, stasera (Giovedì 18) alle ore 18:30, verrà fatta una diretta in streaming sul canale Facebook dell'Ass. AITASIT la quale ha gestito tutta la parte di editing e di pubblicazione. Link: https://www.facebook.com/AITASIT-102266276494046/ A fra poco e : #BeArtifactStyle
  2. Ciao. Per l'anatomia RM a me piace tantissimo questo: https://www.lafeltrinelli.it/libri/atlante-rm-apparato-muscolescheletrico/9788829920730?utm_source=Google-shopping&utm_campaign=comparatori&utm_medium=cpc&utm_term=9788829920730&zanpid=2478130950379784192&gclid=EAIaIQobChMIjafzjNLL3QIVwprVCh0k8wwEEAQYBSABEgLugPD_BwE Per la pstologia/semeiotica specifica questo: https://www.amazon.it/Risonanza-magnetica-dellapparato-locomotore-Dussault/dp/B00C1ZZZO8
  3. Io conosco questo: https://www.ajronline.org/doi/10.2214/ajr.184.6.01841744 Senza contare gli spot sui siti delle varie case produttrici tipo questo: http://www3.gehealthcare.in/en/products/categories/magnetic-resonance-imaging/musculoskeletal-imaging/2d-3d-merge#tabs/tabE2385AEB806541C3B156A4DECED036ED
  4. Semplicemente perché non esistono sistemi di campionamento ADC che riescano a lavorare nell'ordine dei MHz. Almeno che non ci siano state evoluzioni negli ultimi 2 anni...
  5. Salve colleghi, mi sono messo a ristudiare e riorganizzare gli appunti della fisica RM, impresa che richiede molto tempo e impegno ma ne vale fortemente la pena. Mi sono però bloccato sul parametro di BANDWIDTH!!!!!! Allora, da quello che sono riuscito a capire, si tratta della larghezza di banda di campionamento applicata dal convertitore ADC nella fase di campionamento dell'eco (digitalizzazione). Inoltre ho capito che riducendo il valore espresso in Khz, si riesce ad aumentare il rapporto S/r, tagliando fuori il campionamento delle code dell'eco che trasportano rumore di fondo. La riduzione dello stesso però riduce anche la velocità di campionamento, conseguentemente si richiede anche un tempo di eco maggiore.... Fino qua penso di essere stato coerente Il problema però è il seguente: Se riduco il parametro vado a ridurre la FREQUENZA DI CAMPIONAMENTO? penso di no anche perchè, se cosi fosse, la mia digitalizzazione sarebbe meno efficace!!!!!! ma allora cosa vado a modificare?
  6. Ciao Martina. Come ti è stato scritto dai colleghi, Kpacs è un programma in grado di creare DICOM partendo da qualunque file immagine (non intendo .iso ma jpg per esempio). I principali tag DICOM li puoi editare tu e probabilmente si riesce anche a strutturare un albero DICOM completo con DICOMDIR (sinceramente non l'ho mai fatto). Se non ero Kpacs ti scriverà nell'immagine automaticamente "Secondary Capture" in modo che non possa essere confuso con un DICOM originale. Ovviamente fai molta attenzione perché far girare DICOM costruiti a mano è estremamente pericoloso. Anche se riprendi i tag originali non è detto che tu li metta correttamente e comunque non riuscirai a ricrearlo in modo originale. Non distribuirli assolutamente al paziente o altro in quanto possono venir fuori grossi problemi!!
  7. Ciao Paolo. Bentrovato. Concordo con Vito nel fatto che siano due buone macchine ma molto dipende per Hitachi dal modello (Airis II - Airis Vento - Airis Mate) e per Esaote dal pacchetto software (Performa - eXP) La S-scan può fare di base tutte le articolazioni (anca Monolaterale) e colonna cervico-lombo-sacrale. Può essere comprata la licenza per il dorsale e con il top di gamma estesa può fare anche l'encefalo. La Hotachi in funzione del modello e della dotazione può essere anche total body, compreso addome addirittura. Le variabili da considerare sono molte quindi valutate in base alle necessità del vostro centro Facci sapere
  8. E-scan in tempi contenuti scordatela. E' una macchina che secondo me ad oggi non è più accettabile. Per fare immagini "buone" serve troppo tempo e comunque non sono più al passo con i tempi.
  9. IL motivo dell'assenza di segnale è ovviamente il posizionamento della bobina come scritto nella diapo. Sbagliano quasi tutti. Visto come devi mettere la bobina l'unica possibilità è mettere il paziente in decubito per il cervicale ma non so quali risultati tu possa ottenere. Quasi impossibile che il paziente stia fermo, supponendo di riuscire a posizionarlo...Sulle basso campo, già in condizioni ottimali con bobina dedicata e protocolli ottimizzati, siamo in condizioni critiche, specialmente per la corda midollare. Se un paziente non entra nella bobina è meglio che la faccia in un apparecchio ad alto campo oppure fatti dotare della bobina cervicale multicanale XL
  10. Sagittale: read Assiale: slice
  11. L'articolo può fare scalpore per il risultato ma il contenuto è principalmente sfruttato per capire quali sono i meccanismi di apprendimento di un cervello primitivo per applicarlo ai meccanismi di Learning informatico. Il piccione segnerà il futuro del radiologo :-D (Battutaccia Tommy non me ne volere) Nessuno ha la veggenza qua dentro, si possono fare solo supposizioni in base all'andamento delle cose. Personalmente credo che la figura del radiologo sia quella più a rischio in questo processo. Questo non significa che sparirà ma che magari si riadatterà all'evoluzione delle cose. Lo stesso vale per il TSRM. Dal mio punto di vista nel campo della RM per esempio fra 10 anni non credo sia più necessario un operatore esperto di tecniche di acquisizione in quanto tutto si baserà su una unica acquisizione con estrazione di tutte le informazioni da un unico spazio K riempito in modo complesso con tecniche compressed sensing e finger print. Rimarrà la parte di posizionamento forse e post-processing, il resto sarà tutto auto-adattivo. Magari sono un visionario fulminato.... ci sta
  12. Il programma di cui parli credo che sia "Watson for radiology" e delle tecnologie deep learning Personalmente credo che la strada sia quella, su tutti i campi del mondo sanitario in particolare. Ovviamente non parlo di altri settori dove l'automazione ormai è assodata Alcuni profili professionali che oggi conosciamo cambieranno da qui a 10 anni, per non dire che scompariranno forse... vedremo
  13. L'IET che utilizzi (sotto i 15 msec) è già molto basso, non ti conviene scendere. Mi pare che il limite sia 10. Il TE è indirettamente legato a ETL e IET nelle fast, non lo puoi modificare direttamente
  14. Per vedere se ci sono differenze bisogna che tu ripeta la sequenza T1 a 5 e 3 con TR RIDOTTO, sullo stesso paziente con magari una alterazione visibile. Su pazienti diversi serve a poco. Poi ovviamente se hai tempo di fare fast T1 5-3 e SE pura è il top
  15. Ciao. Una risposta netta e sicura al 100% credo non te la possa dare nessuno ma è indubbio che sulle basso campo le SE pure in T1 reagiscono molto meglio delle fast, specialmente se quest'ultime hanno un treno di echo elevato. Personalmente lavoro, o meglio, ho lavorato molto e solo su basso campo e ho sempre preferito le SE pure in T1, specialmente in casi delicati come quello elencato ed in presenza di MDC. Molti centri fanno MDC con basso campo. Vedendo i parametri ed ipotizzando che tu stia parlando di una Hitachi Aperto potresti provare a portare ETL da 5 a 3. Questo ti dovrebbe permettere di abbassare nettamente il TR avendo un contrasto T1 sensibilmente migliore. Ovviamente il tempo di acquisizione salirà. Prova e facci sapere che sono curioso...
  16. ROOOOX. No, ho già impegni per il master, non ce la faccio purtroppo
  17. Esagerato!!! :-D Come logica hai detto bene, più alta è la risoluzione e più puoi osare ma dipende dal tipo di bobina e soprattutto dal tipo di sequenza. La stessa variazione di SpeedUp su due classi di sequenza diverse con stessi parametri di risoluzione spaziale possono portare a risultati molto diversi. Si potrebbe stare una giornata intera a discutere su questo parametro. Prova a giocarci e fatti la tua idea. Parti con piccole variazioni mi raccomando poi, quando hai preso confidenza, puoi osare
  18. Dopo secoli di torpore ritorno ;-) Lo SpeedUp è una tecnologia avanzata commerciale di Esaote compresa nella versione top di gamma che riduce i tempi appunto riducendo le codifiche di fase ma in realtà la perdita di risoluzione non è proporzionale in quanto utilizza un algoritmo particolare associato alla trasformata Wavelet (No Fourier), si potrebbe definire un compressed sensing tecnicamente. Per farla facile risparmi tempo non alterando la risoluzione, una sorta di bacchetta magica. Ovviamente questo è vero in determinate condizioni ed aumentare in modo indiscriminato la percentuale di speedUp senza andare a considerare altri parametri di acquisizione può portare a peggioramento incontrollato dell'immagine. Come sempre in RM, usare tutto ma consapevolmente
  19. Sicuramente si, assieme alla radioprotezione è l'argomento cardine per il tecnico di oggi/domani secondo me. Era dal 1950 che non pubblicavo un topic :-D
  20. Segnalo, per chi fosse interessato, che la data limite per l'iscrizione all'anno 2017-2018 del master in oggetto è stata prorogata al 3 Gennaio invece che l'11 Dicembre. Maggiori info a questo link http://www.unibo.it/it/didattica/master/2017-2018/amministratore-di-sistema-in-diagnostica-per-immagini-e-radioterapia
  21. UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI FIRENZE Anno Accademico 2012 -2013 SCUOLA DI SCIENZE DELLA SALUTE UMANA DIPARTIMENTO DI SCIENZE BIOMEDICHE SPERIMENTALI E CLINICHE MASTER di PRIMO LIVELLO in “SPECIALISTA NELL’OTTIMIZZAZIONE E NELLO SVILUPPO DI APPARECCHIATURE DI RISONANZA MAGNETICA ED ELABORAZIONE DI IMMAGINI IN AMBITO CLINICO E DI RICERCA” Tecniche di saturazione selettina con Inversion Recovery SPIR Vs SPAIR Alessandro Tagliavini alletaglia84[chiocciolina]hotmail.it Riassunto Le tecniche di soppressione del grasso con pre impulso d’ inversione selettivo in frequenza, chiamate genericamente CHESS-IR (CHEmical Shift Saturation Inversion Recovery), si basano sulle differenze delle frequenze di precessione dei protoni dell’ acqua e del grasso. Due esempi di sequenze CHESS-IR sono la SPIR (Spectral Presaturation Inversion Recovery) e la SPAIR (SPectral Adiabatic Inversion Recovery), maggiormente indicata per lo studio di regioni anatomiche che determinano la disomogeneità di B1. Nelle sequenze CHESS-IR quando il segnale del grasso attraversa lo zero, la slice viene eccitata e misurata, cosi che il grasso apparirà nero, in quanto non darà contributo all’ immagine. Se B1 non è uniforme, l’ angolo di abbattimento (flip angle) varierà sulla slice eccitata e in alcuni punti la curva di rilassamento non attraverserà lo zero al momento dell’ eccitazione, cosi che il segnale del grasso non sarà nullo e localmente visibile nell’ immagine. Questo fenomeno risulta particolarmente evidente nella pelvi, nel ginocchio e nel seno. La tecnica SPAIR riesce a ridurre questo problema grazie all’ utilizzo di un vero impulso d’ inversione a 180°, selettivo in frequenza e adiabatico, cioè insensibile alle disomogeneità del campo magnetico B1. La caratteristica che rende l’ impulso adiabatico migliore di un normale impulso di radiofrequenza è la doppia modulazione di ampiezza e di frequenza (solitamente sono modulati solo in ampiezza). Parole chiave Saturazione selettiva, SPIR, SPAIR 1. Introduzione Durante l’ esecuzione di un esame di risonanza magnetica è all’ ordine del giorno il fatto di dover studiare regioni anatomiche che contengono grasso, sia esso posto in superficie e quindi in prossimità della bobina di ricezione (come nel caso del seno o del ginocchio), oppure localizzato più in profondità come nel caso dell’ addome. Nella maggior parte delle immagini di risonanza magnetica il segnale derivante dal tessuto adiposo appare iperintenso rispetto alle altre strutture e risulta quindi di fondamentale importanza riuscire ad eliminare, o quanto meno diminuire, il segnale prodotto da quel tipo di tessuto, perché la capacità di discriminare e sopprimere selettivamente il segnale del grasso può aiutare a distinguere una lesione o altri tessuti da strutture contenenti tessuto adiposo. Le tecniche di saturazione del grasso si dividono in due grandi categorie, a seconda che esse siano basate sull’ utilizzo del fenomeno del Chemical Shift. Tabella 1: tecniche di saturazione del grasso Lo scopo di questa tesi è quello di analizzare le tecniche di soppressione basate sul Chemical Shift, e più precisamente quelle che utilizzano un pre impulso d’ inversione selettivo in frequenza, chiamate genericamente CHESS – IR (CHEmical Shift Inversion Recovery). 2. Tecnica e Metodologia L’ uniformità del campo magnetico statico è uno dei requisiti imprescindibili in un’ apparecchiatura di risonanza magnetica e pur partendo da questo presupposto localmente si avranno delle variazioni del campo a livello molecolare. I protoni delle molecole d’ acqua (contenenti H2O) vedranno un campo effettivo differente da quello presente nei tessuti adiposi (contenenti legami chimici CH2 e CH3) e per questo motivo il segnale dell’ acqua avrà caratteristiche diverse dal segnale del grasso. Rispetto all’ acqua il segnale del tessuto adiposo è spostato a una più bassa frequenza di precessione esprimibile secondo la formula: Δƒ = ƒf - ƒw = σ f,w * γ * B0 Tale spostamento nelle frequenze di risonanza prende il nome di “Chemical Shift” e la costante σ esprime tale spostamento in termini di variazione relativa di frequenza; il Chemical Shift tra acqua e grasso è equivalente a 3,5 ppm (σ f,w = 3,5/106) che, considerando un campo magnetico da 1,5 T, corrisponde a uno shift in frequenza di circa 220 – 225 Hz. Figura 1: Chemical Shift acqua – grasso Le tecniche di soppressione del grasso con pre impulso d’ inversione selettivo in frequenza (CHESS – IR) si basano sulle differenze delle frequenze di precessione dei protoni dell’ acqua e del grasso. La tecnica SPIR (Spectral Presaturation Inversion Recovery) utilizza un impulso d’ inversione spettralmente selettivo per eccitare solo gli spin del grasso. Considerando che la frequenza di Larmor è proporzionale a B0 (ω0 = γ * B0), le sequenze CHESS – IR richiedono un campo magnetico B0 il più omogeneo possibile, in modo che le frequenze di acqua e grasso siano costanti su tutta la superficie del campo di vista. Una disomogeneità del campo magnetico B0 porterà ad una disomogenea soppressione del grasso sull’ immagine acquisita. L’ omogeneità del campo magnetico B0 viene raggiunta grazie ad un buon magnete e ad un’ adatta procedura di shimming. Tuttavia, anche in un campo magnetico idealmente perfettamente omogeneo, introducendo il paziente si generano delle disomogeneità che potrebbero indurre delle imperfezioni nella soppressione del tessuto adiposo. Tali disomogeneità possono ad esempio provocare uno slittamento dello spettro del segnale, di modo che l’ impulso SPIR non riesca a saturare il grasso (vedi colonna di sinistra in Fig.2) oppure causi una soppressione dell’ acqua anziché del grasso (vedi colonna di destra in Fig.2). Figura 2: immagine con B0 non omogeneo – Philips Field Strenght, Issue 24 – 2004 Per cercare di contrastare questo fenomeno è necessario utilizzare una procedura di shimming che avrà il compito di ricreare il più possibile l’ omogeneità del campo magnetico B0, riducendo cosi al minimo gli slittamenti locali delle frequenze spettrali di acqua e grasso. Con l’ abbassamento della frequenza offset l’ impulso SPIR è più distanziato dal picco dell’ acqua; in questo modo la soppressione dell’ acqua stessa è evitata, ma potrebbe presentarsi un’ ampia area con un’ incompleta soppressione del grasso (vedi situazione di sinistra in Fig.3). Utilizzando invece frequenze offset innalzate la soppressione del tessuto adiposo è ottenuta in ogni punto, ma cosi facendo l’ impulso SPIR risulta essere molto vicino al picco dell’ acqua, provocando una riduzione del segnale in una vasta area (vedi situazione di destra in Fig.3). Figura 3: utilizzo delle frequenze offset in SPIR - Philips Field Strenght, Issue 24 – 2004 3. Discussione Come è già stato detto in precedenza, la tecnica SPIR utilizza un impulso d’ inversione spettralmente selettivo per eccitare solo gli spin del grasso. È fondamentale che il tempo d’ inversione Tnull sia tale che a questo tempo la magnetizzazione longitudinale (MML) del grasso sia zero, cosi che gli spin del tessuto adiposo non contribuiscano alla formazione dell’ immagine. L’ angolo d’ inversione della SPIR è molto minore di 180°, solitamente 100 – 110°, e per questo motivo il “null time” del grasso viene raggiunto poco dopo l’ invio dell’ impulso selettivo, riducendo cosi i tempi d’ acquisizione. Nelle sequenze CHESS – IR, come la SPIR, quando il segnale del grasso attraversa lo zero, la slice viene eccitata e misurata in modo che il tessuto adiposo apparirà nero nell’ immagine in quanto non darà contributo al segnale. Se B1 non è uniforme, l’ angolo di abbattimento (flip angle) varierà sulla slice eccitata e in alcuni punti la curva di rilassamento non attraverserà lo zero al momento dell’ eccitazione, in modo che il segnale del grasso non sarà nullo e localmente sarà ancora visibile nell’ immagine. Questo fenomeno risulta particolarmente evidente, ad esempio, nel seno, nel ginocchio, nell’ addome e nella pelvi. Figura 4: variazione del flip angle con B1 non uniforme - Philips Field Strenght, Issue 24 – 2004 Come abbiamo già più volte ripetuto l’ omogeneità della soppressione del grasso è intrinsecamente connessa all’ uniformità del campo magnetico B1 e, anche se a livello del sistema possiamo agire sulla bobina regolandola in modo da ottimizzare il più possibile l’ uniformità di B1, anche solo il corpo stesso del paziente influirà negativamente sull’ uniformità dell’ intensità dell’ impulso di radiofrequenza per l’ abbattimento del segnale, provocando una variazione del flip angle all’ interno della superficie della fetta in esame. Con l’ utilizzo della tecnica SPAIR (SPectral Adiabatic Inversion Recovery), invece, questo problema viene drasticamente ridotto grazie all’ utilizzo di un vero e proprio impulso d’ inversione a 180° selettivo in frequenza e adiabatico, quindi insensibile alle possibili disomogeneità del campo magnetico B1. Solitamente gli impulsi vengono modulati solo in ampiezza e la caratteristica che rende l’ impulso adiabatico migliore di un normale impulso di radiofrequenza è la sua doppia modulazione, in frequenza oltre che in ampiezza. Inoltre, in aggiunta a questo tipo d’ impulso, vengono utilizzati anche dei gradienti di spoiler che fanno si che ogni residuo di magnetizzazione trasversa venga distrutto. Oltre all’ impulso a 180° è necessario, come per la tecnica SPIR, che il tempo d’ inversione TInull sia tale che a questo tempo la magnetizzazione longitudinale (MML) del grasso sia zero, in modo che gli spin del tessuto adiposo non contribuiscano alla formazione dell’ immagine. Figura 5: SPectrally Adiabatic Inversion Recovery (SPAIR) – Siemens Magnetom Flash – 3/2007 Altri vantaggi di questa tecnica includono la possibilità di poter utilizzare una parziale soppressione del tessuto adiposo, come avviene a volte in alcune applicazioni ortopediche, oppure la possibilità di modificare il delay time, come si può vedere dal grafico sottostante. Figura 6: aggiustamento del delay time nella tecnica SPAIR - Philips Field Strenght, Issue 24 – 2004 4. Conclusioni Dal confronto tra queste due tecniche di soppressione del tessuto adiposo con pre impulso d’ inversione selettivo in frequenza si evince che entrambe dipendono dall’ omogeneità del campo magnetico statico B0, ma che solo una delle due dipende anche dall’ omogeneità del campo magnetico B1. Oltre al fatto che è possibile una parziale soppressione del grasso, ed essendo insensibile a quest’ ultimo tipo di disomogeneità, la tecnica SPAIR può essere considerata la migliore delle due tecniche di saturazione basate sul Chemical Shift, soprattutto per la caratterizzazione di certi tipi di lesioni. Figura 7: immagini T2W TSE con soppressione SPIR (a sinistra) e SPAIR (a destra) - Philips Field Strenght, Issue 24 – 2004 Ovviamente però la tecnica SPAIR avrà anche un rovescio della medaglia, rappresentato dall’ aumento del tempo totale d’ acquisizione e dal maggior deposito di energia (SAR) nei confronti del paziente dovuto all’ impulso d’ inversione a 180°. 5. Bibliografia [1] W. Horger “Fat suppression in the abdomen”, Siemens – Magnetom Flash, 114 – 119, (3/2007). [2] F. Visser “Optimizing SPIR and SPAIR fat suppression”, Philips – Field Strenght Issue 24, 21 – 24, (2004). [3] T. C. Launstein “Spectral Adiabatic Inversion Recovery (SPAIR) MR imaging of the abdomen”, Siemens – Magnetom Flash, 16 – 20, (2/2008). [4] M. M. Ribeiro, et al. “STIR, SPIR and SPAIR techniques in magnetic resonance of the breast: a comparative study”, J. Biomedical Science and Engineering, 6: 395 – 402, (2013). [5] W. Horger, et al. “Fat suppression techniques – a short overview”, Siemens – Magnetom Flash, 56 – 57, (1/2011). [6] M. Niitsu, et al. “Fat suppression strategies in enhanced MR imaging of the breast: comparison of SPIR and Water Excitation sequences”, JMRI, 18: 310 – 314, (2003). [7] R. Brown, et al. “Breast MRI at 7 Tesla with bilateral coil and robust fat suppression”, JMRI, 39: 540 – 549, (2014). [8] Q. Peng, et al. “Novel rapid fat suppression strategy with spectrally selective pulse”, Magnetic Resonance in Medicine, 54: 1569 – 1574, (2005). [9] J. N. Dumez, et al. “Simultaneous spatial and spectral selectivity by spatiotemporal encoding”, Magnetic Resonance in Medicine, 71: 746 – 755, (2014). [10] M. Henningsson, et al. “Fat suppression for coronary MR angiography at 3T: 2 point Dixon versus Spectral Presaturation with Inversion Recovery (SPIR)”, Journal of Cardiovascular Magnetic Resonance, 15 (suppl.1): E9, (2013). [11] T. C. Lauenstein, et al. “Evaluation of optimized inversion – recovery fat suppression techniques for T2 – weighted abdominal MR imaging”, JMRI, 27: 1448 – 1454, (2008). [12] U. K. Udayasankar, et al. “Role of SPectral Presaturation Attenuated Inversion – Recovery fat suppressed T2 – weighted MR imaging in active inflammatory bowel disease”, JMRI, 28: 1133 – 1140, (2008). [13] E. E. Sigmund, et al. “Stimulated echo diffusion tensor imaging and SPAIR T2 – weighted imaging in chronic exertional compartment syndrome of the lower leg muscles”, JMRI, 38: 1073 – 1082, (2013).
  22. Ciao Simone. Purtroppo gli artefatti di cui 1) Purtroppo gli artefatti da pulsazione vasale non li puoi togliere in quella macchina non avendo compensazione di flusso e bande di presaturazione 2) Il limite è visivo sull'immagine, non è possibile definirlo a priori 3) Purtroppo non hai molto margine, l'unica cosa mi verrebbe da dire che la soppressione del grasso non venga bene con quel TR, in ogni caso servono immagini. Come ti avevo gia detto quella macchina è un disastro, non ti aspettare molto. Comunque proviamoci...
  23. Troppi argfomenti nello stesso topic. Aprine due diversi dedicati a polso e cervicale, poi discutiamo. In ogni caso non ti aspettare molto da quella macchina. Mi spiace dirlo ma per molti versi è un disastro

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