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Alessandro Tombolesi

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About Alessandro Tombolesi

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    Professionista Radiologia

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  1. Ciao, Cerco di risponderti prendendo spunto da una descrizione della radiomica tratta dal sito dello IEO: "Con tali tecniche, è possibile studiare l’eventuale correlazione fra i dati ottenuti dalle immagini e le caratteristiche molecolari e genomiche del tumore, con l’obiettivo finale di estrarre direttamente dalle immagini indicazioni sull’aggressività della malattia, sulle terapie più indicate e sulla risposta alle cure. Nel prossimo futuro, si auspica che i dati raccolti dagli esami di imaging radiologico siano convertiti in dati quantitativi e che questi dati siano sfruttati come supporto decisionale alla pratica clinica per migliorare l'accuratezza diagnostica e il potere prognostico." Trattandosi di intelligenza artificiale, laddove il potere decisionale del clinico sarà sempre più condizionato da algoritmi e meno da cervelli, l'Imaging sarà sempre fondamentale. Entrare in questo settore come TSRM è più che uno sviluppo, lo definirei senza enfasi un successo. Quindi vai pure avanti prima che ci ripensino. In bocca al lupo.
  2. Si la vedo dura in quel caso, meglio ad occhio
  3. Si
  4. E' impossibile rispondere a questa domanda in modo esaustivo. Oltre a quel che dice Luca aggiungo che i tecnici non sono tutti uguali, c'è chi impara in 2 ore e chi dopo un anno commette sempre gli stessi errori. Quindi l'unica cosa che si può fare è procedere per consigli. Prendine quattro o cinque, fagli seguire la seduta di application specialist e mettili a lavorare per il primo periodo, fino a quando non sosterranno anche la seconda settimana di application, che solitamente si concorda dopo 1 o due mesi dalla prima. Nel frattempo questi avranno il compito di definire protocolli e modalità lavorative con i fisici e medici. Successivamente ne inserisci a lavorare in affiancamento 1 o 2 per volta fin quando questi non arriveranno al livello dei primi, e qui lo sai meglio te di chiunque altro di quanto tempo avranno bisogno. Considera sempre che un refresh dopo un po' di tempo è fondamentale per solidificare l'apprendimento. Personalmente sono sempre stato contrario alle "ammucchiate", secondo me meglio che in pochi si impossessino dell'apparecchiatura in primis, e comunque questi sono obiettivi sempre a lungo termine. In bocca al lupo
  5. Se vuoi pubblicizzo il mio ... ;)))
  6. No, purtroppo il libro da te citato non lo conosco. Altri libri li trovi all'interno di discussioni come:
  7. Era un po' che questa sezione non veniva aggiornata. Un link ad un nuovo contenuto. Bye
  8. ct Il KV e l'immagine in TC

    Cosa cambia ad esaminare un distretto corporeo con scansioni a KV differenti? Fondamentale da ricordare è che piccole modifiche al valore del kV producono grandi cambiamenti nello spettro energetico del fascio radiante e quindi profonde modificazioni nella qualità di immagine, il kV quindi va gestito con estrema attenzione e conoscenza. Aumentando la differenza di potenziale (espressa in kVp) applicata agli elettrodi del tubo radiogeno, vengono incrementate sia l’energia media che l’energia massima del fascio. Ciò comporta inoltre una variazione della quantità di fotoni emessi, poiché il numero di raggi x prodotti per Frenamento è tanto maggiore quanto è elevata l’energia degli elettroni incidenti. Nella figura tratta dal libro "Radiation Dose from Multidetector CT - Second Edition" di Denis Tack, Mannudeep K. Kalra, Pierre Alain Gevenois, Springer si possono apprezzare le variazioni dello spettro energetico al variare dei KV, e si può verificare quanto realmente aumenti sia il valore medio che il valore massimo dell'energia: Esiste infatti una formula semplice da ricordare che ci indica la dipendenza della dose dai kV, che a parità di mAs, segue all’incirca una dipendenza quadratica. Passando da 100 a 120 kV, si ha un incremento di dose pari a (120/100)^2 , ossia del 44%. Tale aumento deve essere pertanto compensato da una corrispondente riduzione di mAs, se si vogliono mantenere costanti i valori di dose: Quindi in linea di massima modificare arbitrariamente il KV non è proprio una buona idea se non si conoscono bene apparecchiatura e conseguenze dosimetriche. Ma da un punto di vista di qualità di immagine? A prima vista nulla, si sa che con 80 KV non si riesce ad esaminare uno spessore elevato perché la scarsa penetrazione del fascio determina un livello di rumorosità elevato, a differenza dei 140 KV con i quali invece si riescono ad esaminare spessori più elevati. Ma a livello di scala dei grigi? Le HU sono rispettate e sono sempre le stesse? Proviamo quindi a scansionare un fantoccio antropomorfo con quattro tipologie di scansione ad isodose ma KV variabile tra 80 e 140: Non che si apprezzino grandi differenze nella qualità delle immagini, si conferma tuttavia la percezione visiva del maggiore contrasto tra le strutture a bassi KV rispetto agli alti KV, e contestualmente si apprezza riduzione del rumore medio, variabili misurabili anche da strumenti di campionamento quali le ROI: che ci confermano quanto a parità di dose il rumore diminuisca notevolmente, fino anche di 1/3 nel passaggio tra i bassi e gli alti KV. Quindi il KV è una variabile che determina profondi cambiamenti nell'immagine, e nella dose.
  9. Non so rispondere, qualcuno più giovane di me forse
  10. In sostanza è una tecnica utile ad aumentare la risoluzione di contrasto
  11. Un po' più in basso, sotto le opzioni avanzate :
  12. Ogni info aggiuntiva è bene accetta, quando pertinente alla procedura. Peraltro nel caso di esami RX vari la presenza della barra è sicuramente già documentata nel quesito.
  13. Non ho capito la domanda, che tipo di procedura? In linea di massima non deve seguire nessuna procedura aggiuntiva a quella prevista dall'esame da fare.
  14. Quindi questo corso? Come è andato? I discenti ti hanno soddisfatto? La platea era all'altezza? Ti è piaciuto il mare? Lo ripeterai?
  15. Dopodiché con questo si rasenta la follia.

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