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Irene Rigott

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  1. Oioioio...succede a tutti. Purtroppo sono link vecchi definiti ancora con il vecchio nome del sito... Se andate nella sezione wiki RX le trovate tutte Per mettete a posto i link mi scuso in anticipo ma prima di fine ottobre non credo di poterlo sistemare
  2. NON usare ALCOL!!!! Ci vuole un liquido speciale. I controlli di qualità devono essere fatti per legge; anche le cliniche private le devono fare. Per un esposizione uniforme dovresti usare un filtro o di rame o di alluminio. Prova a vedere se il tubo ne ha uno integrato. Per capire l esposizione puoi orientarti con il lgM. Se è tra 1.8 e 2.1 puoi considerarla buona. Il valore di 3.4 indica che hai saturato il rivelatore. Tutti pixel hanno valore massimo ottenibile
  3. Ciao Simone, mi occupo di controlli qualità dei sistemi CR da più di 15 anni e non mi è capitato di vederle cosi, ma credo che non è (solo) un problema di plate ma soprattutto del processing. Mi pare di intravedere che le hai "timbrate" come una proiezione? In tal caso il sistema è programmato a far vedere bene tutte le differenze di contrasto e quindi vedi così granulose. Per i controlli dei plates: 1. Cancellare con il comando "erase" 2. Timbrare con "system diagnosis" e "full range" e scan class 200 3. Verificare il lgM ed il SALlog. Misurare mean pixel value e deviazione standard con una ROI usando un programma tipo imageJ, Osiris o e-film. Il valore del lgM deve essere inferiore a 0.02. Il MPV deve essere meno di 100 e la DS meno di 5. 4. Verificare visivamente l'immagine ma la condizione è che sia stata processata in modo lineare "for processing" e non "for presentation" con le LUT cliniche. In ogni caso puoi contattare il vostro servizio di Fisica Medica e far presente il tuo controllo e farti spiegare anche i loro controlli. Facci sapere, questo è un "problema" molto interessante!
  4. Benvenuta Eleonora
  5. Ciao e benvenuta, come ti sembra "Aspetti tecnici nell'imaging delle demenze con PET - radiofarmaci a confronto" ? Ti consiglio di evitare di approfondire troppo l'aspetto della farmacocinetica, ma piuttosto di analizzare aspetti pratici, tecnici, procedurali, post-processing...
  6. piccola precisazione: il tirocinio sui tre anni é di almeno 1500 ore con obbligo di frequenza, e non dovrebbe dipendere dalla sede. I piani didattici, almeno sul numero di ore, sono nazionali
  7. allora, io credo che ci sono due campi per i mAs, perché nei generatori attuali succede questo: io imposto 12 mAs sul tavolo di comando. Poi vengono erogati i raggi. In contemporanea c´é n circuito che effettua anche la misura della quantitá dei fotoni e quindi si potrebbe creare una differenza tra valore impostato e valore erogato. Durante i controlli della linearitá della dose per apparecchi DR succede spesso, che imposto 12 mAs, ma poi una volta effettuata l´esposizione vedo che ne ha erogati 11.9 mAs. Percui, se ho capito quello che ha spiegato GWA, i 12 mAs sono l´atto volontario, mentre i 11.9 mAs é la dose come conseguenza...e se si ha appunto una situazione a limite come il torace a 2m e bisogno di pochiccimi mAs, é necessario avere il campo con unitá di misura diversa. Questo é almeno la mia spiegazione che mi sono data... Sul DAP: ti do assolutamente ragione. Il valore del DAP é la quantitá di fotoni in uscita dal tubo, ma questo dipende in ogni caso - dal tipo di paziente - dal tipo di rivelatore - dal tipo di proiezione - dall´occhio del radiologo -... -... Quindi due valori diversi per la stessa proiezione dipendono probabilmente non solo da una meno accurata collimazione, ma sicuramente anche dalla diversa corporatura del paziente... Il problema é la definizione che riguarda come usare questi indicatori di dose: sono sempre riferiti a pazienti standard in proiezioni standard. Secondo me, per avere almeno una risposta su che cosa incontrano i fotoni, si dovrebbe tenere traccia della tipologia di dimensione del paziente...
  8. Certo che puoi, anzi, devi! Sulle griglie trovi info a questo articolo del blog "Un Fotone a Colazione"
  9. Per la mammo non si usa il DAP. Li si esprime la dose ghiandolare media come grandezza dosimetrica.
  10. per risalire all´area di collimazione bisogna cercare l´estensione dell´immagine in termini di pixel per lunghezza e larghezza e poi combinare quelle informazioni con la dimensione del singolo pixel...sono info contenuti nel header DICOM ma hai voglia, fare i calcoli ogni volta...???
  11. tipo, con il Siemes DR luminos al tag 0018,115E Image Area Dose Product: 2.020 si puó leggere il DAP (ma purtroppo manca l´unitá di misura ). Quel apparecchio ha il misuratore del DAP integrato al collimatore e quindi mi riporta il valore
  12. no. non lo fa. il campo é relativo ai mAs espressi in micro Ampere secondi; la strana A davanti indica l´utilizzo di un carattere che non é sulla tastiera standard... noi per i controlli di fisica sanitaria andiamo spesso a leggere il valore dei mAs proprio da questo campo
  13. Quindi hai 5.2mAs e 5.4mAs x caviglie e 1.8mAs x torace PA e 9.4mAs x torace LL Valori espositivi nella norma direi
  14. In ogni caso, ne i microAs ne le relative x ray exposure sono il DAP Sapendo i mAs i kV e le varie distanze in gioco si può calcolare la dose al paziente...

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