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Irene Rigott

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  1. Coi DR si nota la defferenza
  2. Fuoco grande significa che sono possibili tempi espositivi più brevi con mA alti, mentre con il fuoco piccolo bisogna / vengono usati tempi più lunghi. Poi, la questione geometrica: fuoco piccolo x quelle proiezioni dove serve una maggiore risoluzione spaziale.(per esempio torace PA e piccole estremità)..ma con molti plates CR non ha senso perchè la risoluzione dei pixel é minore.
  3. Buonasera, rispondo solamente per il calcolo che proponi: il valore del DAP va diviso per l'area a livello della cute e non per l'area del rivelatore. Il campo 35x43 è la dimensione del detettore. Rinnovo il suggerimento di non cercare a fare un calcolo dose "fai da te" ma di rivolgerti al fisico sanitario della struttura che ti ha fatto l'esame. Inoltre ti segnalo il sito dell Associazione di Fisica Medica Italiana dove è presente un forum che risponde a quesiti di questo tipo.
  4. Buonasera, ci dispiace, ma non possiamo fare consulenze dosimetriche individuali in questo forum. Ti consigliamo di rivolgerti alla struttura dove hai eseguito l'esame, e chiedere al radiologo e al fisico medico che ti venisse spiegato tutto dettagliatamente. Speriamo nella tua comprensione. Un saluto dallo staff
  5. Oioioio...succede a tutti. Purtroppo sono link vecchi definiti ancora con il vecchio nome del sito... Se andate nella sezione wiki RX le trovate tutte Per mettete a posto i link mi scuso in anticipo ma prima di fine ottobre non credo di poterlo sistemare
  6. NON usare ALCOL!!!! Ci vuole un liquido speciale. I controlli di qualità devono essere fatti per legge; anche le cliniche private le devono fare. Per un esposizione uniforme dovresti usare un filtro o di rame o di alluminio. Prova a vedere se il tubo ne ha uno integrato. Per capire l esposizione puoi orientarti con il lgM. Se è tra 1.8 e 2.1 puoi considerarla buona. Il valore di 3.4 indica che hai saturato il rivelatore. Tutti pixel hanno valore massimo ottenibile
  7. Ciao Simone, mi occupo di controlli qualità dei sistemi CR da più di 15 anni e non mi è capitato di vederle cosi, ma credo che non è (solo) un problema di plate ma soprattutto del processing. Mi pare di intravedere che le hai "timbrate" come una proiezione? In tal caso il sistema è programmato a far vedere bene tutte le differenze di contrasto e quindi vedi così granulose. Per i controlli dei plates: 1. Cancellare con il comando "erase" 2. Timbrare con "system diagnosis" e "full range" e scan class 200 3. Verificare il lgM ed il SALlog. Misurare mean pixel value e deviazione standard con una ROI usando un programma tipo imageJ, Osiris o e-film. Il valore del lgM deve essere inferiore a 0.02. Il MPV deve essere meno di 100 e la DS meno di 5. 4. Verificare visivamente l'immagine ma la condizione è che sia stata processata in modo lineare "for processing" e non "for presentation" con le LUT cliniche. In ogni caso puoi contattare il vostro servizio di Fisica Medica e far presente il tuo controllo e farti spiegare anche i loro controlli. Facci sapere, questo è un "problema" molto interessante!
  8. Benvenuta Eleonora
  9. Ciao e benvenuta, come ti sembra "Aspetti tecnici nell'imaging delle demenze con PET - radiofarmaci a confronto" ? Ti consiglio di evitare di approfondire troppo l'aspetto della farmacocinetica, ma piuttosto di analizzare aspetti pratici, tecnici, procedurali, post-processing...
  10. piccola precisazione: il tirocinio sui tre anni é di almeno 1500 ore con obbligo di frequenza, e non dovrebbe dipendere dalla sede. I piani didattici, almeno sul numero di ore, sono nazionali
  11. allora, io credo che ci sono due campi per i mAs, perché nei generatori attuali succede questo: io imposto 12 mAs sul tavolo di comando. Poi vengono erogati i raggi. In contemporanea c´é n circuito che effettua anche la misura della quantitá dei fotoni e quindi si potrebbe creare una differenza tra valore impostato e valore erogato. Durante i controlli della linearitá della dose per apparecchi DR succede spesso, che imposto 12 mAs, ma poi una volta effettuata l´esposizione vedo che ne ha erogati 11.9 mAs. Percui, se ho capito quello che ha spiegato GWA, i 12 mAs sono l´atto volontario, mentre i 11.9 mAs é la dose come conseguenza...e se si ha appunto una situazione a limite come il torace a 2m e bisogno di pochiccimi mAs, é necessario avere il campo con unitá di misura diversa. Questo é almeno la mia spiegazione che mi sono data... Sul DAP: ti do assolutamente ragione. Il valore del DAP é la quantitá di fotoni in uscita dal tubo, ma questo dipende in ogni caso - dal tipo di paziente - dal tipo di rivelatore - dal tipo di proiezione - dall´occhio del radiologo -... -... Quindi due valori diversi per la stessa proiezione dipendono probabilmente non solo da una meno accurata collimazione, ma sicuramente anche dalla diversa corporatura del paziente... Il problema é la definizione che riguarda come usare questi indicatori di dose: sono sempre riferiti a pazienti standard in proiezioni standard. Secondo me, per avere almeno una risposta su che cosa incontrano i fotoni, si dovrebbe tenere traccia della tipologia di dimensione del paziente...
  12. Certo che puoi, anzi, devi! Sulle griglie trovi info a questo articolo del blog "Un Fotone a Colazione"
  13. Per la mammo non si usa il DAP. Li si esprime la dose ghiandolare media come grandezza dosimetrica.
  14. per risalire all´area di collimazione bisogna cercare l´estensione dell´immagine in termini di pixel per lunghezza e larghezza e poi combinare quelle informazioni con la dimensione del singolo pixel...sono info contenuti nel header DICOM ma hai voglia, fare i calcoli ogni volta...???

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