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Andrea Rivoira

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Su Andrea Rivoira

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    Professionista Radiologia

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  1. Ottimo, buono a sapersi!! Nella caviglia gamba e ginocchio però, secondo me, conviene sempre tenere il tubo sotto perché così quando vado in proiezione laterale l'arco a C passa sotto il lettino e non al di sopra, riducendo il rischio di inquinamento del campo operatorio, ed anche la sfocatura geometrica diventa, secondo me, sovrapponibile perché con l'IB posizionato sotto comunque ho il lettino che è abbastanza spesso e mi distanzia l'arto di almeno 5-10 cm a seconda del modello del lettino, mentre utilizzando l'IB sopra al paziente riesco ad arrivare quasi a contatto con l'arto inferiore cosa più complessa invece nell'arto superiore. Come vi siete spiegati un riduzione della diffusa con l'IB posizionato sotto al lettino nel vostro studio? Le vostre misurazioni prendevano in considerazione solo la diffusa o anche la radiazione di fuga del tubo? Hai assolutamente ragione:-):-)
  2. Più che altro può essere usato per fare proprio due scatti rapidi su una mano, ma è comunque preferibile utilizzare un supporto radiotrasparente per la mano ed utilizzare l'arco a C nel modo corretto. Anche perché c'è sempre il rischio di rovinare il case dell'IB e si potrebbero avere problemi per utilizzo improprio dell'apparecchiatura.
  3. Personalmente sì, quando possibile utilizzare sempre l'arco a C con il tubo sotto il lettino. Qualora per qualsiasi motivo fosse necessario utilizzare l'IB al contrario conviene ancora di più cercare di allontanarsi il più possibile e fare allontanare tutti gli operatori non necessari. Perché noi ed chirurghi siamo tenuti a conoscere i principi di radioprotezione, ma gli infermieri strumentisti, che a volte si trovano molto vicino al campo ed al tubo radiogeno, non penso che seguano corsi di radioprotezione, se non per iniziativa delle singole aziende sanitarie.
  4. Si può anche sostenere e che posizionare il detettore sotto negli interventi, per esempio, della mano (e quindi il tubo in alto) può dare dei vantaggi dal punto di vista dosimetrico perché si può fare appoggiare la mano direttamente sull'IB (una volta rivestito con teli sterili) ed in questo modo si è sicuri che la proiezione verrà correttamente, soprattutto dal punto di vista esposimetrico, mentre utilizzando l'IB nel modo corretto, data la maggior distanza della mano dal detettore, è più difficile centrare correttamente e quindi può essere necessario effettuare più esposizione per averne una corretta, vanificando così la riduzione della dose agli operatori. Questo ragionamento viene meno con la sempre maggiore diffusione di IB dotati di centratore laser che permettono anche a distanza una corretta centratura della zona in esame, e anche con IB non dotati di centratore luminoso un buon modo per ottenere esposizioni sempre corrette in queste situazioni è quello di bloccare i dati esposimetrici una volta ottenuta la correttezza esposizione.
  5. Tolto lo scatter, altri motivi utili per cui conviene tenere il tubo sotto il tavolo operatorio sono che il tavolo effettua un po' di filtrazione della componente più "molle" e per il fatto che la radiazione di fuga, che ogni tubo ha, rimane sotto il tavolo ed al massimo investe la parte al di sotto del ginocchio degli operatori. Per questo anche sulle mani conviene, secondo me, mantenere il tubo radiogeno posto sotto al lettino. In ogni caso puoi contattare la fisica sanitaria della tua struttura per chiarimenti o per effettuare delle misurazioni specifiche.
  6. Non conosco quell'intensificatore di brillanza in particolare, ma tendenzialmente conviene iniziare ad utilizzare i parametri che ti da l'apparecchiatura in automatico (tramite autoesposimetro). Per ottenere buone immagini è importante avere sempre l'area centrale dell'IB ben centrata al distretto in esame (che funziona appunto da autoesposimetro). Questo in generale. Per quanto riguarda l'utilizzo sulla colonna può aiutarti l'utilizzo dei diaframmi se le immagini non sono ben definite a causa della diffusa del paziente. In laterale inoltre devi sempre fare attenzione a come l'autoesposimetro fa la media tra paziente ed aria. Se c'è troppa aria l'immagine viene troppo sottoesposta oppure sul passaggio dorso-lombare può capitare di o sovraesporre le vertebre dorsali o sottoesporre quelle lombari. A volte si rende necessario farne due differenti Sugli intensificatori di brillanza non ci sono dati esposimetrici assoluti come può essere (a grandi linee) per una radiografia, perché può cambiare di molto a seconda di vari fattori tra un'apparecchiatura e l'altra; casa produttrice, potenza del generatore, tecnologia utilizzata (IB, DR), dimensione paziente, e altro ancora. Una cosa che puoi provare se l'immagine in automatico non ti soddisfa è quella di partire da quei dati e modificarli poi manualmente per tentativi aumentando o diminuendo te. Considera inoltre che su alcuni IB puoi variare solo i kV e non i mA; non so il tuo come sia a riguardo. Andrea
  7. Tu imposti il ritardo dalla fine della scansione precedente, giusto? Quindi se parti a 35 sec per la fase arteriosa e dura 5 sec, finita l'acquisizione saranno passati 40 sec. Quindi per avere la fase venosa, per esempio, che parte a 90sec dall'iniezione del mdc, devi impostare 90-40sec = 50 sec. Per la tardiva fai lo stesso ragionamento Quindi 180-90(ritardo venosa)-5(ritardo scansione venosa)= 75 sec
  8. Esatto, è la medicina preventiva ed il medico del lavoro che decidono. Poi a seconda della patologia che uno ha avuto possono allontanarti da un servizio a tempo indeterminato o solo per un determinato periodo.
  9. In tal caso si può fare una "Y", soprattutto se quella da studiare è la diafisi omerale.
  10. Però qui poi si va fuori dal discorso principale della discussione che era sulla proiezione trans-toracica nei controlli post frattura. Quell'argomento penso sia stato già ben sviscerato
  11. Concordo con te Tommy Anche se sui traumi gravi noi effettuiamo comunque due proiezioni standard della spalla, senza extraruotare l'arto nel caso ci siano fratture. La trans-toracica la effettuiamo solitamente nel caso di fratture al di sotto del collo chirurgico della testa dell'omero per valutarne eventuali scomposizioni, o nel caso che dopo aver effettuato le altre proiezioni rimangano dei dubbi.
  12. Su GE si chiama MAR e (per lo meno sulla TC che abbiamo noi) richiede un pitch inferiore ad 1 per essere utilizzato. Di materiale non ho niente ma, come suggerisce tommy, magari puoi trovare qualcosa in rete. Hai già provato a guardare sui siti delle varie case produttrici?
  13. Secondo me ne basta una, perché altrimenti andresti ad irradiare il paziente due volte sulla stessa zona per ottenere poi due immagini che sono quasi identiche.
  14. Andrebbe obliquato (in questo caso cranio-caudalmente) in rapporto a quanto il sacro è più o meno parallelo rispetto al piano sensibile, perché a differenza dell'AP si risente del fattore panza.

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