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  1. Grazie delle risposte @Andrea Rivoira E' interessante quello che dici di posizionare la mano direttamente sul detettore, lo vedo però un pochino difficile dal punto di vista pratico sopratutto per procedure lunghe o che richiedono ampio spazio di manovra. Quindi in linea di massima consigli sempre detettore sopra e tubo sotto, per i soliti motivi scatter e radiazione di fuga, bene!!
  2. Salve, in sala operatoria so per certo che è buona pratica avere sempre il tubo sotto il paziente e il detettore sopra. Questo serve per ridurre la dose agli operatori, dal momento che la maggior parte dello scatter va in direzione opposta al raggio centrale ed è quindi diretta verso il suolo (correggetemi se sbaglio). Tuttavia è anche vero che per ridurre la dose devo cercare di avere il detettore il più possibile vicino alla zona che sto irradiando: il detettore se lontano dice al tubo di sparare di più perchè riceve meno raggi X --> perciò più dose. Quindi la mia domanda è: data una procedura ortopedica mirata alle estremità (mani o piedi per esempio), non sarebbe meglio posizionare il detettore sotto il tavolo in modo da tenerlo il più possibile vicino alla zona di interesse (con conseguente risparmio di dose) e lasciare allo stesso tempo maggiore spazio di manovra ai chirurghi? Grazie
  3. Si certo è in linea con mio il ragionamento, questo mi ha confermato che ho compreso!! Molto chiari, grazie ancora!!
  4. Giusto, che scemo ad ogni TR cambia Gy Grande, grazie ancora mi hai chiarito un po!!!!
  5. Grazie mille!! mi hai chiarito abbastanza ....ricapitolando la bandwidth che applico è singola, ma contiene al suo interne diverse radiofrequenze che mi permettono di eccitare tutti i nuclei di idrogeno lungo l'asse z di cui ho bisogno nello stesso momento! Ora però mi sorge un'altra domanda: l'area oggetto del mio studio contenuta nel FOV viene acquisita tutta contemporaneamente o fetta x fetta?
  6. Ho letto però il mio problema sussiste Cioè poniamo per esempio che io voglia acquisire dal fegato alla sinfisi...quando viene applicato Gz si ha una diversa frequenza di precessione lungo l'asse z, perciò per eccitare i protoni posti cranialmente dovrò inviare una bandwidth diversa da quella necessaria per eccitare i protoni più caudali...giusto? Se è così allora significa che invio degli impulsi di radiofrequenza via via in serie da "sopra a sotto" (o viceversa). Sto sbagliando tutto??
  7. Buongiorno a tutti, è la mia prima discussione e volevo porvi una domanda sul processo di encoding in RMN, che non mi è ancora del tutto chiaro. Risulterà probabilmente una banalità, ma continuo a fare confusione! Posto che per la codifica spaziale è necessaria l'applicazione di 3 gradienti, rispettivamente in ordine temporale Gz, Gy e Gx e ovviamente l'applicazione di una transmit bandwidth in modo tale da far risuonare i protoni. La mia domanda è questa: una determinata bandwidth seleziona solamente una determinato spessore di slice, quindi per eccitare tutto il volume oggetto del mio studio e ottenere l'immagine finale del distretto corporeo di mio interesse vengono applicate diverse radiofrequenze seriate le une dalle altre, ad intervalli temporali diversi?? Il ragionamento è corretto??

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