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FrancyRad

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  1. Le proverò, grazie intanto! nel frattempo sto cercando qualcosa in rete sul frequency offset per capire se la variazione di questo parametro possa in qualche modo influenzare la buona riuscita della saturazione su Philips. Qui c'è un link interessante https://mriquestions.com/uploads/3/4/5/7/34572113/optimizing_spir_and_spair_fat_suppression.pdf In pratica dicono di variarlo andando a tentativi e vedere se i risultati migliorano. Dalle informazioni raccolte finora penso di aver capito che sia questo parametro che l'utilizzo del picco che compare all'inizio della sequenza settando f0 siano entrambi buoni metodi per aiutare la macchina con la saturazione. E rispetto a quanto ho scritto nel messaggio sopra dove pensavo comparisse solo il picco dell'acqua, oggi in realtà col tentativo che ho fatto mi è comparso di fianco anche quello del grasso (o almeno credo), quindi molto simile a quello che avevo su Siemens. Restiamo in attesa se qualcuno sa qualche altra info/trucchetto in merito
  2. Non conosco molto bene le dixon., posso in pratica ottenere, sfruttando uno degli echi, una sorta di "simil T1 fatsat" ricostruita digitalmente che andrebbe bene usata anche dopo mdc al post delle T1 fs classiche? sai dirmi invece qualcosa sul Frequency Offset di Philips e su come utilizzarlo al meglio x le fatsattate? Mettendo in "post-proc" la spunta sul f0 riesco a far uscire la schermata con il picco che dicevo per settare la macchina sul valore dell'acqua quando in automatico non si centra bene e già qualche risultato in più mi sembra di vederlo. Purtroppo la macchina a volte ci sbaglia la saturazione non solo sulle dita o sul cervicale ma su distretti che dovrebbero risultare meno complicati. Grazie mille
  3. Ciao Andrea. Quindi per la tua esperienza non hai notato più artefatti da sense/problemi in distretti dove si utilizzano bobine più piccole? Chiedo perché nei protocolli che han salvato sulla macchina per la maggior parte delle sequenze del torace-addome-pelvi c'è già impostato il sense attivato con un fattore di circa 2, 2.1, ecc mentre nelle sequenze di altri distretti (mi viene in mente encefalo, articolari ecc) il sense è completamente disattivato. Per questo ho pensato che l'utilizzo dell'imaging parallelo fosse più limitato in distretti più piccoli e con bobine con meno canali E non ho capito che intendi quando dici che le Philips attuali utilizzano solo i canali che servono, con l'imaging parallelo non si vanno a sfruttare anche i canali adiacenti? Hanno cambiato tecnologia?
  4. Ciao Luca grazie! Se riesco nei prossimi giorni vedo di allegare anche qualche immagine se la recupero. Si trattava comunque di una zona dove c'era un "buco nero" nell'immagine, come appunto da mancanza di segnale in quel punto, non in tutta l'immagine ma solo in una parte di essa. Inoltre questo artefatto non era presente in tutte le slices della sequenza ma solo in alcune. Sì, lavoro con le SPIR e le fatsattate che faccio mi servono soprattutto per le T1 dopo mdc. La macchina fa manutenzioni regolarmente, non saprei però se anche per quando riguarda l'omogeneità magnete, mi informo. Rispondo ai suggerimenti indicati e intanto cerco di chiarirmi anche qualche dubbio 1) La STIR sarebbe una soluzione ma avrei una ponderazione possibile solo in T2 FS per quel che so, no? 2) Dixon le uso pochissimo perché non le amano molto i medici ma le conosco vagamente. Se proprio le T1 fatsattate dopo mdc vengono male, potrei fare in alternativa una dixon T1, sfruttando in particolare l'eco Water ottenendo sostanzilamente una "simil T1 fat-sat" da usare post mdc giusto? 3) Proverò le SPAIR anche se non ci ho mai lavorato perché da quello che ho letto in rete ho trovato che, oltre ad aumentare un po' il tempo, sono più adatte per il T2 (tipo nel protocollo addome le T2 Fatsattate che abbiamo sono settate con lo SPAIR alcune). Ti risulta? Danno buoni risultati anche in T1? 4) Il post a cui facevo riferimento prima ho visto che l'hai proprio scritto tu! Nel pezzo dove scrivi "Tali disomogeneità possono ad esempio provocare uno slittamento dello spettro del segnale, di modo che l’ impulso SPIR non riesca a saturare il grasso oppure causi una soppressione dell’ acqua anziché del grasso" nel primo caso mi ritroverei chiaramente delle zone in cui il bianco del grasso è rimasto senza che sia saturato e scuro a dovere, mentre nel secondo quando dici che la SPIR va a sopprimere l'acqua erroneamente invece del grasso sulle immagini come risultato finale avrei proprio dei "buchi neri" in alcune zone tipo il problema che si è verificato a me, giusto? 5) oggi comunque ho cercato un po' nelle impostazioni e ho trovato il modo di far uscire il grafico del picco prima di far partire la sequenza: vado nella colonnina post-proc e dove parla di "f0 " invece che default setti che vuoi impostarla manualmente. Non sono certa però di come poi sfruttare questa cosa: esce un grafico dove hai un solo picco che penso sia quello dell'acqua e a intuito credo che ci si debba centrare su quello, in modo da far capire alla macchina che quello è la tua "frequenza 0" e che vuoi farla lavorare sul picco dell'acqua. Non vedevo però il picco del grasso. Su siemens facevo saturare meglio le sequenze sempre sfruttando un grafico simile dove però vedevo due picchi, a sinistra del grasso (più alto) e a destra dell'acqua (più basso); e facevo in modo, quando la macchina era settata male, di settarla sul picco dell'acqua calcolando 220Hz di differenza dal picco del grasso, che di solito è il più alto e definito dei due. Qui su Philips ho solo il picco dell'acqua e da quel che ho visto posso solo centrare la macchina su quello. C'è poi l'altro parametro del "frequency offset", sempre impostabile nella sequenza, che non capisco come possa aiutare a saturare meglio la sequenza, qualche idea? Perdona le tante domande! Ho cercato di dividere per punti così non mischiamo
  5. Grazie Luca! Si infatti in questi giorni sto un po' testando diversi utilizzi del sense per capire fin dove posso osare. Con la nostra macchina abbiamo sia bobine multicanale phased array, che utilizziamo per addome-torace-pelvi che anche bobine più piccole e dedicate per l'articolare e la bobina body utilizzata x encefalo e massiccio. A parte il suggerimento che mi hai dato del provare, è giusto concettualmente il discorso che il sense si possa utilizzare con più "scioltezza" in distretti più ampi dove si utilizzano le bobine phased array piuttosto che in uno più piccolo dove si utilizzano bobine più piccole e dedicate? Per esempio considerando un addome-pelvi potrò "spingere" di più col sense rispetto a un esame di un arto o un encefalo? Perché se penso che come principio il sense va ad utilizzare anche i canali adiacenti della bobina x velocizzare l'acquisizione, a logica direi che funzioni meglio con distretti grossi dove la bobina utilizzata ha tanti canali a disposizione, come appunto la phased array dell'addome.
  6. Ciao a tutti, su RM Philips Ingenia mi capita ogni tanto, nelle sequenze T1 FatSat del rachide (in particolare sul cervicale) e degli arti, di avere problemi con la saturazione spettrale del grasso che risulta non ottimale. I problemi che ho sono sostanzialmente due: o il grasso non viene saturato bene, rimane troppo "bianco" in alcune zone, oppure in alcune immagini vedo delle bande nere, come se la macchina invece del grasso avesse proprio saturato tutto, ricevendo pochissimo segnale in quella zona. Il secondo problema è quello che si presenta più spesso e mi da più problemi. Premetto che con le Fatsat, sia T1 che T2, setto sempre lo shim su "volume" e metto meticolosamente il volumetto verde di shimming per omogeneizzare bene il campo. Leggendo un po' sul forum, in particolare anche nel post qui sotto, penso che il mio problema sia dovuto al fatto che la macchina a volte non lavora bene sui picchi di acqua e grasso e quindi fatichi nel discriminarli, sbagliando a sopprimere il picco del grasso. Nel post riportato infatti c'è scritto che i problemi che ho anche io, di mancata saturazione del grasso (grasso bianco invece che scuro) o di assenza di segnale (bande nere sulle immagini), possono essere dovuti a una sbagliata "frequenza di offeset". Fatte queste premesse, i dubbi che ho sono i seguenti: 1.Mi confermate che il due problemi che ho quando utilizzo il Fat sat, dando per scontato che il volume di shim sia messo correttamente, siano i tipici inconvenienti che si presentano quando la macchina legge male e di conseguenza lavora male sui picchi di acqua e grasso? 2. Sulla Siemens dove lavoravo prima, per ovviare a questo problema, in alcune sequenze avevamo impostato nelle sequenze un parametro che permetteva di far uscire una sorta di grafico che mostrava i picchi di acqua e grasso di quel distretto in esame: spesso la macchina in automatico si settava in modo sbagliato e non riconosceva bene i picchi, con questo grafico facevamo in modo di far lavorare la macchina correttamente sul picco dell'acqua, in modo da avere una soppressione del picco del grasso più performante. Esiste qualcosa di simile in Philips? E' possibile selezionare qualche opzione nella sequenza che permetta di avere un grafico similare in modo da controllare che la macchina sia tarata bene? 3. Centra forse questa "frequenza di offset" citata in quel post? E' questo il parametro su Philips che va a interagire sulla corretta lettura dei picchi da parte della macchina? Se sì, come si imposta correttamente? Grazie mille a chi potrà aiutarmi
  7. Ciao! vi scrivo per capire meglio l'utilizzo di un parametro presente sulla Philips Ingenia che sto utilizzando nel centro dove lavoro. So che il SENSE utilizza l'imaging parallelo per ridurre i tempi, sfruttando il segnale che arriva dai canali adiacenti. Concettualmente ho capito la funzione di questo parametro, ma mi chiedevo quando fosse più sensato utilizzarlo e quando no. Vedo che la maggior parte dei colleghi lo utilizza soprattutto in grandi distretti (addome, torace, pelvi, ecc) dove si utilizzano bobine phased array, quindi multicanale; mentre in distretti più piccoli (arti, encefalo, massiccio, ecc) tendono a non toccarlo quasi mai e vanno ad agire più sul turbo factor, aumentandolo, per ridurre un po' i tempi. E' sensato come ragionamento? E' meglio utilizzare il SENSE prevalentemente in grossi distretti e limitarne invece l'utilizzo in zone più piccole come arti e testa?
  8. @Tommy27 un consiglio: qui si parlava del singolo studio dell'acromion-claveare chiesto singolarmente, con quindi le 3 proiezioni dedicate riportate qui sopra (ap a tubo dritto, subassiale con tubo caudo-craniale e Y di neer). A volte però gli ortopedici ci chiedono Rx spalla + acromion claveare. Qui da noi con una semplice Rx di spalla di solito eseguiamo solo intra e extra (2p) ma a tubo inclinato cranio-caudale, per vedere meglio spazio sub-acromiale. Dici che in questi casi potrei "sfruttare" l'intra o la extra della spalla anche come "AP dell'acromion claveare" (ovvero quella della figura 1 sopra), magari tenendo il tubo dritto in una delle due standard della spalla (o la intra o la extra appunto)? O secondo te è meglio rifare comunque tutte e 3 le proiez dedicate per l' A.C. oltre alle due standard della spalla?
  9. Ok si penso di esserci se ho capito bene i metodi che hai scritto con "tecnica del panchetto" intendi semplicemente il far appoggiare la gamba non in esame del pz in avanti (rispetto all'altra) su uno sgabellino mentre con "gambe ad L" ti riferivi al posizionamento che dicevo io prima con il pz che appoggia entrambe le gambe al suolo e tiene quella non in esame un poco indietro rispetto all'altra da esaminare?
  10. Come pensavo grazie anche io avrei fatto tutte e 3 le proiezioni solo sul Sx ! Per quanto riguarda la LL io di solito, col normale ginocchio in carico, non la faccio con appoggio mono- come dici ma con entrambe le gambe appoggiate al suolo (quella non in esame indietro x capirci). Dici che anche fatta come la faccio io, in questo specifico caso, va bene ugualmente?
  11. Buongiorno a tutti avevo letto tempo fa questa discussione che ho ripreso oggi dopo che mi è capitata sottomano una richiesta di un ortopedico che chiedeva "Rx ginocchio Sx in carico bi e mononpodalico". Questo esame è stato eseguito da un collega che purtroppo vedo raramente e con il quale non ho avuto modo di parlare ma, scorrendo le immagini eseguite, non mi torna molto come ha fatto l'esame: basandomi su quanto è stato spiegato in questa discussione, con una richiesta del genere io avrei semplicemente fatto una AP in monopodalico, una AP in bipodalico e una sola LL normale in carico (quindi 3 immagini e tutte e 3 comprendendo solo ed esclusivamente il ginocchio sx richiesto). Nelle immagini che ho visto invece, il collega ha sì eseguito le due AP con i due differenti appoggi (bipodalico e monopodalico), ma nell'AP bipodalica ha compreso entrambe le ginocchia nella stessa immagine (dx e sx) mentre solo nell'AP monopodalica si è limitato al solo ginocchio sx richiesto. Ha poi eseguito sia la LL del ginocchio dx che del ginocchio sx (quindi ha fatto la LL in un unico appoggio, come avete consigliato voi, ma bilaterale). Che dite? Può effettivamente aver senso in questo caso comprendere, nell'AP bipodalica, entrambe le ginocchia ed andare a eseguire le LL bilaterali come ha fatto il mio collega, oppure è più sensato come avevo inteso io l'esame (solo 3 rx e tutte e 3 comprensive solo del ginocchio richiesto)? Grazie mille a tutti in anticipo!!
  12. Perfetto ti ringrazio ti chiedo solo le ultime due cose che non mi sono ben chiare 1. così come hai detto x il terzo perzo in aggiunta collimato, anche i 2 pezzi larghi "standard" li fai facendo appoggiare al pz il lato convesso della scoliosi? Cioè tipo nel pz che ti ho riportato con quella scoliosi ad "S" (con curva a sin dorsale e dx lombare), tu faresti appoggiare per la LL standard della dorsale il fianco sin e per la LL standard della lombare il fianco dx? 2. supponiamo di aver acquisito, con un pz molto scoliotico, 3 immagini come dicevamo prima (di cui magari due in appoggio dx e una in appoggio sin), secondo te è buona cosa ruotare in post-processing le immagini tutte "nello stesso verso"? Se sì, è indispensabile in questo caso indicare con una lettera il lato di appoggio del pz nei singoli "pezzi"?
  13. mmm quindi vediamo se ho capito bene : 1- In uno studio di dorsale e lombare, tu le due LL centrate e collimate in modo "standard" (la prima prendendo indicativamente da C7 a L1 e la seconda da D11-D12 al sacro) le fai sempre e poi al limite ci aggiungi una terza LL mirata nel punto che ti serve (eventualmente in appoggio controlaterale)? Chiedo perchè, coi pz molto scoliotici, ho visto anche fare le LL usando una cassetta 35x43 diviso 3 facendola in 3 scatti separati più "piccoli" ma secondo me così era molto più complicato riconoscere le vertebre dato che nessuno degli scatti aveva i riferimenti di un LL standard... 2- Ti porto un esempio classico di pz molto scoliotico con una scoliosi convessa a sin nel tratto dorsale e convessa a dx nel tratto lombare. Con un pz del genere io farei una LL della dorsale, centrata standard (con collimazione circa da C7 a L1) con pz in appoggio sin e poi una LL della lombare, sempre centrata standard (con collimazione circa da D11-D12 al sacro) con pz in appoggio dx. Dopodiché, se ad esempio mi accorgo che nella parte bassa della dorsale non vedo bene alcune vertebre col primo tipo di appoggio che ho tentato, posso aggiungere una LL con appoggio controlaterale (quindi in appoggio destro in questo caso) centrata e collimata solo quel punto... Ti torna?
  14. Stavo leggendo i tuoi consigli dato che anche a me capitano spesso pazienti con forti scoliosi Oltre a far appoggiare il lato convesso della scoliosi (trucco che già uso), hai parlato della possibilità di fare un' ulteriore LL con il pz che appoggia l'altro fianco. Consideriamo di dover eseguire uno studio dorso-lombare con un pz fortemente scoliotico: andrò a eseguire le due LL standard (di dorsale e lombare) facendo appoggiare al pz in entrambe il lato più convesso della scoliosi. Quindi, avendo queste due LL la centratura "standard" , indicativamente prenderò con la dorsale da C7 a L1 e con la lombare da D11-D12 al sacro (più o meno ovviamente...). Supponiamo poi che in un tratto della colonna sia meglio eseguire un'ulteriore proiezione con il lato controlaterale appoggiato perchè vedo male delle vertebre: questa LL aggiuntiva secondo te, per il miglior riconoscimento delle vertebre, è meglio che abbia riferimenti ossei come nelle LL centrate "standard" (tipo il sacro per la lombare) o, dato che ci sono già le LL centrate in modo standard, posso semplicemente centrarla e collimarla prendendo solo il tratto di colonna che mi serve studiare meglio? Mi spiego meglio: anche non avendo particolari riferimenti ossei, il radiologo riesce a riconoscere le vertebre esaminate nella LL aggiuntiva semplicemente andando a confrontrarla con le due LL centrate in modo "standard" (che hanno invece riferimenti ossei per contare le vertebre)?

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