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Mau

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  1. Intanto grazie per la risposta! Si anche io non mi trovo molto bene con questo propagate coverage, mi pare crei più problemi che altro. Leggendo sul manuale vedo che questa funzione è studiata per far mantenere a due sequenze lo stesso FOV e la stessa copertura nel senso delle fette, e per riuscire a mantenere quest'ultima spesso la macchina va a scombinare altri parametri come n.fette, spessore ecc, in particolare in sequenze che non sono proprio uguali. Il problema è che mi fa questo "scherzetto" anche quando non sono io a impostare direttamente questa funzione. Ad esempio mi succede in un distretto dove abbiamo salvati due protocolli differenti, uno con sequenze a 4mm e uno a 5mm (e le sequenze, in entrambi i protocolli, hanno lo stesso nome di geometria salvato): se inizio con le sequenze a 5mm, nel momento in cui trascino dentro una sequenza del protocollo a 4mm, questa mi passa automaticamente a 5mm anche se, PRIMA di aprirla, tolgo col tasto dx il propagate coverage e cambio il nome della geometria mettendolo diverso. E' proprio come se, nel momento stesso in cui trascino la sequenza, ancora prima di aprirla, entri in funzione il propagate coverage in automatico associandomi gli stessi parametri delle altre sequenze a spessore diverso. Per ora sto risolvendo, quando capita, rimettendo manualmente i dati che vedo tra parentesi quando apro la sequenza, che sono i dati originari da protocollo. Questo capita secondo te perchè le sequenze sono state salvate nel mio protocollo già col propagate coverage impostato? A parte la sistemazione manuale che ho detto prima, reinserendo i dati tra parentesi originari, e il prendere le sequenze dal database Philips, ci sono altri trucchetti per evitare questo inconveniente? Già che ci sono poi ne approfitto per chiedere delucidazione in merito a un altro parametro impostabile: di fianco al Gap c'è una casellina da flaggare con scritto "default", cosa si ottiene esattamente cliccando su questa casellina? Ho visto che se è selezionata non ti fa variare il gap e mi pare di capire che lo decida la macchina, ma con che criterio? Se invece si deseleziona ti permette una modifica "libera" del gap, a discrezione dell'operatore. E penso che, in sequenze legate dal propagate coverage, anche questa spunta vada a intervenire in qualche modo...
  2. Ciao a tutti! Dopo un annetto di lavoro su una RMN Siemens, mi ritrovo a lavorare su una risonanza Philips Ingenia. Dopo qualche settimana di lavoro su quest'ultima sto gradualmente imparando il "modo di ragionare" di questa macchina ma sto avendo alcune difficolta su alcuni aspetti. Cerco di spiegarmi: sui protocolli Philips le sequenze simili tendono ad essere "legate" in modo che i pacchetti abbiano tutti lo stesso centro e la stessa inclinazione; su Siemens invece è l'operatore a dare il comando in modo che la sequenza si posizioni con lo stesso orientamento geometrico di un'altra seq. Philips lavora quindi molto più tramite queste connessioni preimpostate e bisogna stare attenti con queste diciture perchè se si muove un pacchetto anche tutti gli altri con la stessa dicitura si muovono allo stesso modo. Ho poi capito la funzione del "propagate coverage" che sostanzialmente consente, a due sequenze collegate da questa funzione, di avere, oltre alla stessa inclinaz e posizione del pacchetto data dalla stessa dicitura geometrica, anche le stesse fette, fov ecc. Fin qui più o meno c'ero. L'altro giorno però mi sono trovato in difficoltà con una cosa: se non ricordo male stavo impostando una seq T1 cor e medico mi chiede di posizionare anche una seq T2 dixon cor, con stesse fette-spessore della T1. Trascino dentro quindi una T2 dixon cor (che aveva stessa dicitura "cor" della T1, e quindi già stesso centro della T1) e tramite "propagate coverage" gli copio gli stessi parametri (n.fette, spessore ecc) della T1. Faccio quindi partire la T2 dixon ma, mentre la seq va, mi accorgo però che, col propagate coverage, mi aveva cambiato qualcosa che non mi piaceva molto (mi aveva cambiato il gap penso) e non era proprio simile alla sequenza T1 fatta prima. Decido quindi di ritrascinare dentro la sequenza T2 dixon cor dal protocollo per vedere che gap avesse la sequena "pulita" da protocollo e, per evitare casini con le sequenze che stavano già andando che avevano la stessa dicitura "cor", prima di aprirla cambio dicitura mettendo un altro nome. Con mia grande sopresa però, nonostante avessi cambiato la dicitura e verificato che questa seq non avesse il propagate, una volta aperta la sequenza appena tirata dentro dal protocollo, continuava a copiarmi i parametri come la seq dixon T2 che stava andando. Come mai questa cosa? Come faccio a vedere i parametri "puri" del protocollo quando tiro dentro una sequenza che ha la stessa dicitura ("cor" in questo caso) di una sequenza che ho già fatto o sta andando? Sembra quasi un bug della macchina... alcune volte, pur cambiando la dicitura geometrica della sequenza prima di averla aperta, continua comunque ad associarmi una nuova sequenza appena trascinata modificandone i parametri come la sequenza che è già stata fatta... invece che appunto farla vedere "pulita", come è stata impostata nel protocollo. é un po' un casino da spiegare, spero di aver reso l'idea. A chi lavora su Philips è mai capitato questo problema?
  3. Ciao a tutti utilizzo da alcuni mesi una Risonanza Siemens Avanto. Volevo chiedervi alcune cose in merito alle sequenze volumetriche (di questa macchina ma anche in generale). 1. Innanzitutto, domanda forse stupida ma volevo esserne sicuro, sequenze "volumetriche" e "sequenze 3d" sono la stessa cosai? 2. Il concetto base che rende una sequenza "volumetrica" (e che la differenzia da una sequenza normale) è semplicemente il fatto che tra le fette non c'è un "gap" ? L'application mi ha spiegato che Siemens (non so se solo su Avanto o in generale) tende ad acquisire le sequenze volumetriche contigue (ovvero senza gap tra le fette, ma senza che esse siano imbricate) mentre tipo Philips le fa addirittura con le fette leggermente imbricate (sovrapposte) tipo TC... comunque il concetto è appunto che una volumetrica è una normale sequenza solo che non c'è uno spazio tra le varie slices, in modo da perfmette le ricostruzioni su altri piani... giusto? 3. Vi riporto poi quando mi è stato spiegato: le volumetriche che maggiormente utilizzo su Avanto sono le VIBE (su massiccio e collo) e le sag MPRage (su encefalo). Prendendo ad esempio l'MPRage questa ha spessore di acquisizione 1mm e voxel isotropico, ovvero con dimensioni 1x1x1mm (i primi due numeri sono la risoluzione "nel piano", mentre il terzo lo spessore di strato di acquisizione), la VIBE invece ha spessore acquisizione 0,6mm e sempre voxel isotropico 0,6x0,6x0,6. Avendo chiaramente il voxel isotropico entrambe mi permettono di fare correttamente le ricostruzioni MPR. Ricordo l'application che mi disse che, per evitare l'effetto "gradino" nelle ricostruzioni, è importante che il voxel rimanga isotropico o che al limite le dimensioni del voxel "in piano" (ovvero del pixel) siano inferiori a quelle dello spessore. Quindi per esempio quando nell'MPRage dell'encefalo vado a ridurre il FOV, il voxel da 1x1x1 diventa magari 0,9x0,9x1, ma in questo caso per le ricostruzioni, secondo l'application, non ci sono problemi perchè la risoluzione in piano è inferiore di quella del voxel; e in effetti mi capita spesso di ridurre il FOV nelle volumetriche e non ho mai avuto problemi con le ricostruzioni. Ma se dovessi fare l'opposto, ovvero aumentare il FOV e portare la dimensione in piano a essere superiore a quella dello spessore (es 1.2x1.2x1), potrebbero crearsi problemi con le MPR a causa dell' effetto "gradino"? In realtà una volta ho provato con un MPRage a ingrandire il FOV e a ridurre lo spessore, andando ad avere un voxel del tipo 1.2x1.2x0.8 (0.8 mm di spessore di acquisizione) ma non mi è sembrato che le MPR ne risentissero più di tanto (non ho visto nessun effetto "gradino")... Vi ritrovate anche voi con questo concetto?
  4. Grazie mille mi hai chiarito molte cose! Non ho capito però perchè, se riduci il phaveFOV%, riduci il tempo, e viceversa aumenta se lo ingrandisci. Se penso alla fisica di acquisizione della RM, mi è chiaro il concetto per quanto riguarda la risoluzione, ovvero mi è chiaro il motivo per cui se la aumento il tempo aumenta e se la diminuisco il tempo diminuisce (perchè appunto cambia il numero di "passi" di codifica di fase da acquisire: quindi + risoluzione --> + pixel --> + "passi" da codificare --> + tempo); ma se vario il FOV perchè cambia anche il tempo (dato che appunto so per certo che al variare del FOV, su questa macchina, la matrice rimane invariata)? Dipende forse dal discorso che dicevi del tempo che impiega la macchina a ricostruire i pixel che dicevi (qui sotto)? ""quello che cambia è che il computer nel primo caso ricostruisce "meno pixel" (e quindi perde meno tempo) mentre nel secondo caso ne ricostruisce altri in sovrannumero (e quindi ci mette di più)."" Se così fosse però allora si trattarebbe di tempo in più necessario non tanto all'acquisizione ma alla ricostruzione
  5. Buongiorno a tutti! Sto lavorando da alcune settimane su una Siemens Avanto e smanettando un po' coi parametri non capisco il perchè di alcune variazioni che mi da la macchina. Partendo dal FOV, se non ho capito male, la macchina permette di modificare il FOV Read e il FOV Phase; quest'ultimo è però in pratica espresso in percentuale rispetto al FOV Read. Quindi sostanzialmente se ho il 100% di FOV Phase avrò un FOV quadrato mentre, con valori diversi, rettangolare (la macchina permette di andare sia sotto al 100% che sopra con valori anche di 120-130%). Quindi se aumento il FOV phase mi apre praticamente il FOV solo in direzione della codifica di fase, mentre se aumento il FOV Read ho visto che apre il FOV sia in direzione di fase che di frequenza (perchè appunto il FOV phase è espresso in percentuale al FOV read quindi se modifico quest'ultimo di conseguenza mi si modifica anche il FOV in direzione di fase). Spero di aver reso l'idea C'è poi un parametro che mi permette di variare la "resolution" (quindi sostanzialmente il numero di pixel della matrice presumo) e anche qui ho due parametri modificabili: un "Base resolution" (mi fa scegliere mi pare tra 480, 320, 256, ecc o valori simili) e un "Phase resolution" (anch'esso espresso in percentuale relativamente al valore del "Base resolution"). Ho visto che il tempo di acquisizione varia, ovvero diminusice, se vado a ridurre il Phase FOV (se riduco invece il FOV read rimane uguale), se vado a ridurre il Base resolution e se riduco il Phase resolution. Fatta questa premessa vi chiedo cosa non mi torna: 1. I due parametri Phase resolution e Base Resolution mi sapete dire cosa vanno a modificare esattamente? Mi vanno a modificare i pixel (diminuire/aumentare) della matrice in direzione della fase e della freqeunza? 2. Da quel che so, il tempo di acquisizione è influenzato dal numero di "passi" di codifica di fase che la macchina deve fare, ovvero sostanzialmente al numero di pixel presenti nella matrice in direzione di codifica di fase (maggiori sono i pixel da riempire, maggiori saranno le righe del k spazio e i relativi "passi" di codifica di fase per riempirle e maggiore sarà quindi il tempo di acquisizione). Quindi mi torna che se vado a ridurre la Phase resolution,poichè riduco i pixel, mi diminusce il tempo, ma come mai diminuisce il tempo anche se riduco il Phase FOV e la Base resolution? Per quando riguada la diminuizione del Phase FOV, ho subito pensato che ci fosse una riduzione del tempo dovuta al fatto che magari la macchina diminuisse in automatico la matrice se si riduce il Phase FOV, ma in realtà ho visto che i parametri Base and Phase resolution rimangono invariati al variare del FOV... quindi non mi spiego la variazione del tempo... 3. Domanda associata alla precedente... cercando in rete ho trovato spiegazioni in merito a un "Non Square FOV" ma ci ho capito poco... centra forse con la cosa che non mi spiego detta sopra? Riuscite a spiegarmi in modo semplice in cosa consista? Grazie mille a tutti!
  6. No Rosanna ti sei spiegata benissimo! Anzi ti ringrazio davvero per la pazienza nello spiegarmi tutto mi sei stata utilissima avevo capito male io un concetto che ora è finalmente chiaro... Chiedo solo una cosa a @LucaB @Luca Bartalini , o anche a Rosanna o a chi sa darmi una mano se lo sapete: rileggendo ieri la discussione ho letto bene questo esempio riportato. E' chiarissimo ma non capisco a cosa si riferiscano, quando citi il primo TR 800 (=16*50) e il secondo TR (=10*50), i numeri "50". I numeri 16 e 10 sono chiaramente il numero di fette dei due esempi citati, ma il 50 cosa rappresenta? Tra l'altro facendo il prodotto tra il n. di fette riportato nell'esempio e questo valore "50" viene proprio fuori il valore di TR citato nell'esempio (nel primo il TR 500 e nel secondo il TR 800)... ma appunto non capisco cosa rappresenti quel numero mi sapete aiutare?
  7. Ok ho riletto tutta la discussione e penso di aver capito finalmente dove sbagliavo... ho interpretato credo male questa commento sopra. Divido il post in due per non mischiare troppo: 1. Avevo capito che l'accorgimento usato dalla macchine di aumentare il TR all'aumentare delle slices (se non aumento concatenazioni), fosse prevalentemente un trucco per evitare di aumentare il TA... poi avevo capito che un TA lungo aumentasse troppo il SAR e quindi l'accorgimento dell'aumento del TR servivesse anche per poter usare un turbo factor maggiore, ricudendo così il TA e quindi il SAR. Ma sbagliavo (appunto addirittura un Turbo Facor maggiore aumenta il SAR come hai detto...) Avevo frainteso il senso del discorso. Se ho capito bene il concetto è molto più semplice di come pensavo: le sequenze TSE (le uniche in cui appunto si parla di concatenazioni da quanto abbiamo detto) sono sequenza che usano molti impulsi e quindi già di loro tendono ad avere un SAR elevato. Se la sequenza rimane impostata come da protocollo è tutto ok; se invece gli aumento le fette, devo usare o le concatenazioni (sopratutto se aumento di tante fette) o aumentare il TR (se aumento poche fette) per far "riposare" il SAR tra i vari impulsi... l'aumento del TR o l'uso delle concatenazioni servono quindi prevalentemente a dissipare il SAR durante la sequenza e non tanto a ridurne il TA totale come credevo. In pratica mi ero convinto che il TA totale della sequenza fosse il principale responsabile dell'aumento del SAR ma invece i principali fattori sono appunto gli impulsi vari della sequenza e quanto essi siano ripetuti e vicini tra loro nel tempo. 2. Con la frase che hai scritto "il TR minimo funziona per evitare che aumenti TA" io in pratica avevo capito che intendessi con "TR minimo" l'accorgimento che fa la macchina di aumentare il TR in automatico quando aumenti fette (da qui il fraintendimento...) di cui abbiamo parlato finora (che ora ho capito essere più un trucco per smaltire il SAR e non tanto per non far allungare il TA come pensavo) ma immagino che in quella frase con "TR minimo" intendessi semplicemente la funzione che usa la macchina per avere sempre il TR più basso compatibile con le impostazioni di quella sequenza (questa funzione si che invece permette di evitare che il TA lieviti dato che appunto con questa impostazione hai sempre il TR più basso possibile). Ti tornano entrambi i punti?
  8. Ho letto tutto il tuo articolo! molto ben fatto complimenti Si l'aumento del fattore turbo so che aumenta il SAR ma d'altro canto riduce di molto il TA... Io avevo inteso che, ridurre il TA, fosse sinonimo anche di riduzione del SAR, perchè appunto avevamo detto (commento qui sopra) che il ripetere troppo a lungo una sequenza rischia di "friggere" il pz... Avevo quindi capito che l'utilizzo di turbo factor maggiori, da un lato andasse si a modificare la sequenza rendendola intrensecamente più ad "alto SAR", ma dall'altro mi permettesse, globabalmente, di ridurlo (grazie alla riduzione dei tempi di acquisizione). Se effettivamente l'utilizzo di turbo factor più elevati, a livello di SAR, porta semplicemente svantaggi, continuo a non capire l'utilità di alzare il TR se aumento le fette... Prendiamo sempre la mia sequenza nativa di 15 fette: la voglio portare a 20 e non voglio aumentare le concatenazioni, la macchina in automatico mi aumenta il TR perchè capisce che acquisire più fette rispetto a quelle di partenza mi aumenterebbe troppo il SAR; a che cosa mi serve questo aumento del TR se non lo "sfrutto" con un turbo factor maggiore? La sequenza non ne risulterebbe velocizzata e i TA (e il SAR) sarebbero sempre alti... Che l'aumento del TR sia quindi solo un accorgimento per far passare più tempo (e quindi "smaltire" più SAR) tra un impulso e l'altro? (più che uno stratagemma per aumentare il turbo factor come pensavo...)
  9. Allora per quanto riguarda il discorso del togliere una concatenazione per regolare il TR in effetti anche a me è parso strano. Chiederò... Alla fine, se mi accorgo che il TR è troppo basso, penso che come hai detto la cosa più immediata sia andare ad agire direttamente su di esso aumentandolo senza star lì a toccare le concatenazioni più di tanto.... A meno che il razionale sia stato il fatto che non aveva senso avere così tante concatenazioni, dato che comunque il TR era già bassino per quel tipo di sequenza e le fette da fare non erano poi così tante da dover usare tutte quelle concatenazioni? Per quanto riguarda invece l'impostazione del turbo factor pensavo sinceramente si aggiustasse automaticamente... Ti spiego perchè: Dove sono ora usiamo una Siemens Avanto e vedo che i tecnici, quanto devono aumentare le slices rispetto alla sequenza del protocollo,agiscono in due modi... innanzitutto sia che aumenti di poco le slices (1-2 ad esempio) sia che le aumenti di tanto (da 15 slices passi a 25 per esempio), quando vari il numero di fette la macchina ti da un avviso dove ti dice che per aumentarle deve aumentare il TR di un tot. Se le slices aggiunte sono poche, i tecnici "accettano" questo aumento e non toccano altro, se invece TR aumenta tanto (soprattutto nelle T1 dove si rischia di sfasare pesatura) aggiungono una concatenazione e abbassano nuovamente il TR. Fin qui tutto mi torna perchè coincide con quanto detto qui. Non mi torna però una cosa nel primo "modus operandis": ovvero se le slices aggiunte sono poche, come detto i tecnici semplicemente danno l'OK al messaggio che dice che il TR deve aumentare se voglio aggiungere quelle fette e non toccano le concatenazioni. Ho visto però che che il parametro del turbo factor (che c'è se non erro tra le impostazioni) non lo toccano mai. Quindi ieri ho pensato "il turbo factor verrà quindi adeguato automaticamente a questo aumento automatico del TR che fa?"... perchè ragionandoci abbiamo detto che di base la macchina, se aumento le fette e non aumento le concatenazioni, aumenta il TR in automatico in modo da consentire un turbo factor maggiore (per evitare che il TA aumenti troppo e il SAR lieviti e "frigga" il pz); ma se il fattore turbo non viene aumentato che senso ha l'aumento del TR? e soprattutto, se effettivamente sbagliano i tecnici a non aumentarlo, come mai la macchina consente ugualmente di lanciare la sequenza senza l'accorgimento dell'aumento del turbo factor che velocizzerebbe la sequenza (riducendone il SAR)?
  10. Grazie mi hai chiarito davvero molti concetti ! Una curiosità: finora abbiamo parlato di utilizzare le concatenazioni, andando ad aumentarle, nel caso in cui dovessi fare più fette e volessi evitare di aumentare il TR e tenerlo fisso. Ma può essere utile anche fare il procedimento inverso? se non ricordo male vidi infatti un tecnico che, in una sequenza T1 dove secondo lui il TR era troppo basso, è andato a togliere una concatenazione (ne ha tolta una rispetto alle, se non ricordo male, 3 già impostate di default) per poi andare ad aumentare il TR. E altra cosa: nel caso in cui debba aumentare le fette (e non voglia aumentare le concatenazioni impostate) abbiamo detto che la macchina, per compensare a questo aumento, mi fa aumentare automaticamente il TR per evitare che il tempo di acquisizione,e di conseguenza il SAR, aumentino troppo. Questo aumento del TR infatti permette di acquisire più righe del k-spazio rispetto a prima (perchè posso usare un turbo factor (o ETL) più lungo) e di conseguenza velocizzo l'esame e il SAR non lievita. La domanda è: ma così come la macchina, all'aumentare delle slices (senza aumentare concatenazioni) mi aumenta in automatico il TR per evitare che il SAR aumenti, mi andrà ad aumentare anche in automatico il turbo factor (appunto per permetermi di acquisire più righe k-spazio rispetto a prima, in modo da ridurre il TA e il SAR) o devo andare a modificarlo io? Cioè esiste una "variazione automatica" del fattore turbo (ETL) in base al TR impostato?
  11. Sisi infatti quando parlavo del fatto che con l'aumento del TR potessi acquisire più righe mi riferivo appunto alla possibilità di poter usare un turbo factor più lungo e di conseguenza ottenere più righe, ma in effetti è più corretta e diretta la relazione che dici tu! Come hai detto tutti i parametri sono un po' tutti collegati! è un po' il bello della RM I valori che hai riportato sono inerenti al valore di turbo factor? Ovvero quando tipo in T1, come dici, posso arrivare fino a 4, significa che posso impostare un fattore turbo (o ETL) in modo da avere quindi 4 echi ogni TR?
  12. Eccomi scusa no ti sei spiegata benissimo ma era un argomento molto ostico per me e volevo essere certo di aver capito bene Per quanto riguardo la correzione che hai fatto: si è vero le righe del k-spazio acquisite sono legate al fattore turbo che uso (più echi ho più righe acquisisco in un TR); ma la possibilità di utilizzare un fattore turbo "lungo" è determinata anche dal TR, no? Altrimenti non mi tornerebbe molto il discorso... Cioè se il TR si allunga avrò più tempo a disposizione e potrò utilizzare un fattore turbo più lungo e acquisire, di conseguenza, più righe del k spazio (non è una relazione lineare così stretta come tra righe k-spazio e fattore turbo ma c'è comunque una correlazione indiretta tra le righe acquisite e il TR).
  13. Grazie mille gli sto dando un'occhiata. Un'ultima cosa per concludere: Quindi l’accorgimento che usa la macchina, quando vuoi aumentare le fette, di aumentare il TR o di farti dividere la sequenza in concatenazioni (tenendo lo stesso TR), sono entrambe strategie atte a non far lievitare il SAR sostanzialmente? Nel primo caso infatti, aumentando il TR, la macchina mi permette di acquisire un numero maggiore di righe del k spazio in un solo TR e quindi di evitare che la sequenza, dovendo acquisire più fette, si allunghi eccessivamente e debba ripetere troppe volte i TR per sopperire all’esigenza di acquisire più fette (se non aumentassi il valore del TR infatti, riuscirei ad acquisire meno righe del k spazio in un TR e dovrei quindi ripetere i vari TR più volte, rispetto a quelli impostati nella sequenza di defaut, dando quindi più impulsi al pz con conseguente aumento del SAR); nel secondo caso invece, di fatto le ripetizioni dei vari TR aumentano rispetto a quelli di default, sempre per sopperire all’esigenza delle slices in più, ma il SAR viene dissipato grazie alla divisione in due concatenazioni della sequenza (ovvero viene smaltito nella pausa tra le concatenazioni). Tutto corretto? (quando dico "ripetizioni del TR" intendo proprio il ripetersi dell'intervallo di tempo TR caratteristico della sequenza, in cui acquisisco una riga del k spazio nelle SE, o più righe nel caso delle TSE)
  14. Ottimo grazie ora inizio decisamente a vederci più chiaro! E per curiosità, questa pausa tra una concatenazione e l'altra, che come detto serve appunto per smaltire il SAR, è proprio un vero e proprio stacco di qualche sedodo in cui la macchina rimane proprio ferma? Ho solo poi un dubbio sulla formula che hai riportato N slice= TR/ETL per IES Dove ETL è echo train lenght e IES è inter echo space. Quando dici che "utilizzare un lungo ETL riduce la possibilità di acquisire un alto numero di slice e quindi l'apparecchiatura si adopera, aumentando il TR per farci acquisire il numero di slice desiderate"... il fatto quindi che il numero di slice acquisibili dipenda dall'ETL, in modo inversamente proporzionale (ovvero più sale ETL, meno fette posso acquisire.... inizialmente avrei detto il contrario perchè appunto se aumenta ETL pensavo si riuscissero ad acquisire più fette) è legato sempre al fatto che utilizzando un ETL lungo aumenta il SAR? Ovvero quando si parla di "numero di fette max acquisibili", questo numero limite di cui si parla è quindi un qualcosa che è legato semplicemente e solamente ai vincoli imposti dal SAR (più che a dei veri e propri limiti fisici di acquisizione delle immagini che, come detto, in realtà non ci sono)?
  15. Ah ecco ora è chiaro...Grazie Rosanna L'esigenza quindi della divisione in concatenazioni (volendo mantenere il TR iniziale fisso senza snaturare la sequenza) è dovuta quindi solo ed eslcusivamente alla questione del SAR? Esemplificando: considerando la mia sequenza detta prima da 15 slices (con TR "x") a cui decido di aggiungere altre 15 slices (che decido di acquisire sempre con lo stesso TR con valore "x"); se non ci fosse il problema dell'innalzamento del SAR, a livello puramente fisico e di acquisizione delle immagini, potrei andare ad eseguirla senza la necessità di interromperla nel mezzo con la pausa data dalla divisione in concatenazioni, acquisendone tutte le 30 slices di fila e tutte allo stesso modo? (ovvero ripetendo semplicemente i vari TR della sequenza, tutti allo stesso modo, fino ad acquisire tutte le righe delle 30 slices, tenendo sempre lo stesso valore fisso "x", senza bisogno di aumentarlo a "x+Y")

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