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  1. Buonasera, potete cortesemente darmi un parere su questa rx bacino? donna 30 anni, si nota a destra un alone nero (buco), opinioni? grazie.
  2. STUDIO DEL GOMITO IN PROIEZIONE ANTERO-POSTERIORE (AP) Introduzione: Cenni di Anatomia Radiologica. L’articolazione del gomito ha funzione di cardine e rappresenta una delle articolazioni stabili appartenenti al nostro corpo. Coinvolge omero, radio e ulna, e, nello specifico, è costituita dall’articolazione omero-ulnare che fornisce la maggior parte della stabilità, e dall’articolazione omero-radiale: la prima data dall’incastro tra troclea dell’omero e dall’incisura trocleare dell’ulna, la seconda fornita dal capitello dell’omero e dalla superficie superiore appiattita della testa del radio. Si tratta di un’articolazione cosiddetta a GINGLIMO che consente il movimento angolare su un singolo piano (articolazione monoassiale) come quando si apre e si chiude una porta. Possono essere esercitati su di essa i movimenti di flessione ed estensione, pronazione e supinazione. Le due articolazioni che lo formano possiedono una capsula articolare comune che prende origine dall'epifisi distale dell'omero seguendo, sulla faccia posteriore, una linea arcuata che dall'epicondilo si porta al margine superiore della fossetta olecranica per poi ridiscendere all'epitroclea e alla sua superficie inferiore. Ivi procede in egual modo fino al margine superiore della fossetta coronoidea e della fossetta radiale per poi dirigersi verso l'epicondilo e alla sua superficie inferiore. Quindi la capsula si inserisce, sull'ulna, nel margine della cartilagine articolare dell'incisura semilunare e, sul radio, sul collo della testa del radio. Infine, si chiude inferiormente tra ulna e radio tendendosi tra i margini dell'incisura radiale dell'ulna e quelli della circonferenza articolare della testa del radio. Sono presenti numerosi legamenti intrinseci che provvedono al rinforzo della capsula quali il legamento anulare del radio, il legamento collaterale mediale (ulnare), il legamento collaterale laterale (radiale), il legamento quadrato e il legamento arciforme. Indicazioni e Interesse Diagnostico. Nonostante si tratti di una articolazione con capsula e legamenti resistenti, è facilmente soggetta a danneggiamenti dovuti ad impatti violenti o stress inconsueti. Infatti, l’indagine radiologica è utile per diagnosticare fratture, lussazioni (dislocazioni), tumori e metastasi, oppure alterazioni infiammatorie o degenerative. Preparazione del paziente. Il Paziente, dopo essere stato accolto ed identificato, viene invitato a scoprire la zona in esame consentendo quindi di evitare la visualizzazione di inutili trame tessutali date da indumenti che potrebbero mascherare micro fratture, e, in particolar modo, facendo attenzione alla completa rimozione di eventuali elementi metallici che, se mantenuti in tale sede, si sovrappongono certamente all’articolazione nascondendone totalmente alcune sue parti. Data la molteplice varietà di Pazienti, dovuta alla differenza d’età (dai più piccolini ai più anziani), dovuta al diverso carattere di ognuno, da quello più socievole e collaborante a quello più scontroso, riservato e meno conforme alla collaborazione, dalla diversa entità e gravità del problema fisico, dalla diversa percezione del dolore, dal diverso contesto sociale in cui il paziente vive quotidianamente la vita e dalla differente reazione di imbarazzo del “Bisognoso” dovuta al fatto di trovarsi in un ospedale di fronte a persone sconosciute e dovuta alla necessità di mostrare obbligatoriamente il proprio corpo, il Tecnico sanitario di radiologia Medica deve sapersi porre nel modo più adeguato possibile, da Professionista Sanitario, poiché esso rappresenta per il Malato una figura di riferimento. E’ per questo che risulta fondamentale l’utilizzo di un linguaggio consono e adattato in base alla persona che ci si trova davanti con il fine di porre al centro del nostro lavoro il Malato e la sua Sofferenza, ma soprattutto facendo in modo che il paziente si trovi il più possibile a suo agio, con comfort adeguati e nel rispetto del suo dolore. Tutto ciò porta sicuramente alla maggior collaborazione possibile da parte del “Bisognoso” e quindi è di fondamentale importanza per ottenere il miglior risultato radiologico possibile. Nel caso in cui il Paziente risulti essere una ragazza o donna in età fertile, è indispensabile, prima di eseguire l’indagine radiologica, interrogarla sull’eventuale stato di gravidanza per accertarsi che essa non lo sia e successivamente far firmare un modulo nel quale essa si assume la totale responsabilità. Nel caso si verifichi anche un minimo dubbio, è fondamentale far eseguire gli esame del sangue per escluderlo con certezza prima della procedura radiologica. Nei casi di emergenza o nell’eventualità di gravidanza dichiarata, l’esame può essere eseguito solo in caso di inderogabilità dello stesso. In ogni caso, prima di procedere, avvisare il Medico Specialista. Per i Pazienti giovani è indispensabile la radioprotezione delle gonadi, ed eventualmente di zone sensibili come la tiroide, con collarini e camici piombati che attenuano le radiazioni per assorbimento. Posizione del paziente. Il Paziente è generalmente seduto vicino al tavolo radiografico ed appoggia ed estende il gomito il più possibile su di esso che si troverà ad una altezza adeguata tale da consentire alla spalla e all’articolazione in esame di trovarsi sullo stesso piano e alla stessa altezza. Braccio e avambraccio si trovano quindi sullo stesso piano. L’asse epicondilo-epitroclea risultano paralleli al piano sensibile. La mano è in supinazione ed immobilizzata da un peso anche se, in alternativa, può essere adagiata su un cuscino. Eventualmente, ci si può aiutare allontanando la sedia o regolando in altezza il tavolo radiologico. Quando l’arto si trova in supinazione, il profilo ulnare è mediale, ossia rivolto verso il fianco, mentre il profilo radiale si trova all'esterno. La radiografia può essere eseguita dunque con sistema DR o Flat Pannel, posizionando direttamente la regione da studiare sul piano sensibile, oppure utilizzando una cassetta radiologica 24X30 cm con opportuna collimazione (in alcuni casi è sufficiente utilizzare la 18X24 cm in quanto la zona in esame vi è compresa comunque) ponendola direttamente a contatto ( sistema CR). Nel caso di un Paziente poco collaborante e barellato è necessario utilizzare inevitabilmente la cassetta posta a contatto del gomito cercando di adattare la tecnica di posizionamento in base al Paziente, in maniera tale da avere comunque le identiche condizioni che si hanno per il paziente standard con gomito esteso, asse epicondilo-epitroclea parallela alla cassetta e mano in supinazione e immobilizzata. Pertanto è indispensabile utilizzare adeguati dispositivi di immobilizzazione, nonché elementi presenti nella diagnostica che possano aiutare a mantenere il corretto posizionamento. Il fine è dunque quello di ottenere un risultato radiografico di qualità anche nei casi in cui le condizioni siano sfavorevoli e non ottimali, ponendo sempre l’attenzione del Professionista Sanitario sul comfort da fornire in ogni caso al Malato. Direzione e incidenza del Fascio Centrale. Il Raggio Centrale, verticale e perpendicolare alla cassetta radiografica, incide 1-2 cm più in basso del centro della piega del gomito, ossia a livello della linea articolare radio-omerale. Distanza del Tubo. Il Tubo Radiogeno viene posto ad una distanza che va da 1 a 1,15 metri. O comunque ad una distanza tale da ridurre il più possibile le radiazioni diffuse. Diaframma e Campo di Vista. Il campo di vista è da tenere il più possibile collimato alla regione di interesse al fine di minimizzare la radiazione diffusa al paziente. Comunque è fondamentale che l’articolazione sia compresa interamente nel radiogramma, almeno comprendendo 5 cm di braccio (omero) e 5 cm di avambraccio (radio-ulna). Indispensabile apporre a fianco della regione in esame la lettera D se si tratta del gomito destro, la lettera S se si tratta del sinistro: lettere piombate posizionate a fianco del gomito prima dell’esposizione in caso di CR; in caso di DR è possibile aggiungerlo dopo l’esposizione con post processing digitale. Tecnica e Valori di esposizione tipici. Nella radiografia tradizionale, con una cassetta a schermo di rinforzo lento quindi ad alta definizione, si utilizzano generalmente 10 mAs con 50 Kv oppure 5 mAs con 40 Kv, tendendo comunque ad utilizzare un basso valore di Kv. Nei sistemi digitali la tecnica è la stessa tenendo comunque in considerazione che l’indice di esposizione deve essere compreso tra 1900 e 2100. In caso di paziente con il gesso è indispensabile aumentare il carico di almeno 5 Kv. Lo spessore della parte anatomica in esame non è troppo elevato e quindi la radiografia viene eseguita sempre senza griglia: l’utilizzo di quest’ultima sarebbe indispensabile per aumentare il contrasto e richiederebbe un aumento dei mA di un valore compreso tra 3 e 5 in base al fattore Bucky della griglia. Per quanto riguarda l’uso delle Camere, nei sistemi DR ne viene utilizzata una che si attiva al momento della selezione della proiezione AP del Gomito e che consente quindi il CAE (controllo automatico dell’esposizione). Parti Anatomiche in evidenza. Condilo e troclea dell’omero, epicondilo ed epitroclea dell’omero, testa del radio o capitello radiale, processo coronoideo dell’ulna, fossa coronoidea, olecrano e fossetta olecranica, 3° distale dell’omero, 3° prossimale del radio e dell’ulna. Criterio di Correttezza. Articolazione (interlinea articolare radio-omerale) ben dimostrata al centro del Radiogramma così da comprendere il 3°distale dell’omero e il 3° prossimale dell’avambraccio. Radioprotezione. Al paziente in giovane età deve essere sempre fornita una protezione di piombo (camice piombato) per la protezione delle gonadi da adagiare davanti alla parte sensibile durante l’esposizione al fascio radiante del gomito. In taluni casi è possibile fornire anche un collarino di piombo per proteggere la tiroide. I DPI (dispositivi di protezione individuali) anti X sono in gomma piombifera o di piombo emivalente ed hanno spessori variabili da 0,25 mm a 0,50 mm. Attenuano la dose per assorbimento dal 90% al 99%. Immagine Vergine. (vedi allegato) Immagine con Anatomia. (vedi allegato) IMMAGINE VERGINE.odg IMMAGINE CON ANATOMIA.odg
  3. Buongiorno a tutti, vi segnalo questo libro di un collega che conosco da più di due decenni, per tutti coloro che non vogliono perdere il contatto con le basi della nostra professione, per coloro che hanno degli studenti e che necessitano di un valido testo per l'insegnamento, come per coloro che vogliono tenersi in tasca uno strumento di confronto nel quotidiano. Disponibile in due edizioni, a colori e grayscale edition, QUI il link per l'acquisto: Nota dell'autore: Un compendio agile, di comoda e immediata consultazione, indirizzato ai Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e a tutti i professionisti dell’Area Radiologica che in queste pagine possono trovare con semplicità le conferme e il giusto indirizzo per la pratica quotidiana. Operatori, formatori e futuri TSRM hanno a disposizione uno strumento chiaro ed efficace per lo studio e l’approfondimento delle proiezioni radiografiche che sono esposte facendo ampio ricorso a illustrazioni ed immagini esemplificative della proiezione. Le schede riportano sinteticamente i principi di posizionamento, anche con pazienti a ridotta mobilità, i criteri di correttezza diagnostica e i principali utilizzi di ciascuna proiezione: solo lo «stretto indispensabile», a vantaggio degli operatori e dei pazienti! Buona lettura
  4. Al di là dei pareri personali o delle esperienze individuali, esistono delle indicazioni oggettive, delle linee guida o comunque dei criteri di correttezza consolidati per quanto riguarda la corretta rotazione delle immagini radiologiche relative alle estremità degli arti (mani e piedi)? Per essere più chiari: le immagini della mano vanno salvate con le dita verso l'alto (come del resto in genere visualizzate automaticamente dal software)? E le immagini dei piedi, ugualmente con le dita verso l'alto? Dove lavoro, un software presenta le immagini dei piedi ruotate con le dita verso il basso. Quindi il tecnico deve aver cura di ruotarle personalmente verso l'alto, una per una, prima di inviarle al pacs. Si può considerare questo come un errore dell'impostazione del software oppure sono corrette anche le immagini presentate con la rotazione verso il basso?
  5. È l’elettrodo positivo del tubo radiogeno e serve per la produzione di raggi X. Il materiale che lo costituisce è il Tungsteno scelto per il suo elevato numero atomico e punto di fusione e per la sua buona conducibilità termica oltre che per le sue buone proprietà meccaniche. Esistono due tipi di anodo: 1- Fisso: [ potenza massima 10 kW ]Utilizzato solo per i piccoli apparecchi. È costituito da un piattello di tungsteno infisso su un blocco di rame con la faccia rivolta verso il catodo inclinata di 18°- 21° gradi. Questo accorgimento permette di ottenere un fuoco ottico di dimensioni più piccole pur mantenendo un fuoco elettronico più grande. È importante disperdere le unità termiche accumulate attraverso il blocco di rame o anche l’uso di liquidi di raffreddamento. 2- Rotante: [potenza massima anche oltre i 100 kW ] È costituito da una corona di tungsteno con profilo a tronco di cono. Riscontriamo la solita inclinazione di 18° - 21°. La corona è infissa sull' asse di un rotore (cilindro di rame) e la rotazione dello stesso è consentita dall’attivazione di un motore a induzione elettromagnetica. Rappresenta la soluzione tecnica migliore per la dissipazione del calore e per una maggiore durata nel tempo del piattello di tungsteno. Infatti, grazie alla rotazione, il fuoco termico si distribuisce su tutta la superficie dell’anodo e non corrisponde solo al fuoco elettronico come invece avviene in caso di utilizzo dell’anodo fisso. Ciò consente anche di lavorare a temperature più elevate mantenendo piccole le dimensioni del fuoco ottico con conseguenti prestazioni migliori. L’anodo è collegato ad un circuito AD ALTA TENSIONE, costituito da un trasformatore e un raddrizzatore, che applica una differenza di potenziale costante ( nell’ordine dei Kv) tra il filamento catodico e il piattello di tungsteno.
  6. NOME PROIEZIONE Rx Spalla AP in intrarotazione INDICAZIONI CLINICHE • Fratture, lesioni e lussazioni • Depositi di calcio nel muscolo • Periartriti, brachialgie, parastesie • Controllo post- operatorio PREPARAZIONE Parte in esame libera da indumenti, gioielli, ecc... RADIOPROTEZIONE Protezione delle gonadi TECNICA DI ESPOSIZIONE - Cassetta 24/30 trasversale (scegliere il formato e l’orientamento sempre in relazione all’anatomia del paziente) - Lettera di piombo - Uso della griglia; per pazienti estremamente magri può anche essere evitato con conseguente adattamento dei parametri espositivi (mAs) - Fuoco fine - SID: 110 cm (distanza di focalizzazione della griglia) POSIZIONAMENTO • Paziente in ortostatismo • Controllare che il piano coronale del paziente sia parallelo al piano sensibile e verticale • Ruotare il paziente quanto necessario (circa 45°) affinché la scapola in esame risulti aderente al piano sensibile •Capo rivolto verso il lato sano • Ruotare internamente la mano e braccio fino a portare l’asse epicondilo-epitroclea perpendicolare al piano sensibile CENTRATURA Inclinazione di 20° cranio-caudale Centratura a livello dell’articolazione gleno-omerale (circa 2 cm sotto il processo coracoideo; circa 3 cm sotto la clavicola a livello del terzo laterale) COLLIMAZIONE ↕ 1 cm circa sopra il margine della spalla fino a comprendere il terzo prossimale dell’omero ↔ includere appena oltre la linea della pelle del braccio e il giunto sterno-claveare RESPIRAZIONE Far sospendere la respirazione per maggiore immobilità VALORI DI ESPOSIZIONE • kV 65 • mAs 16 CRITERI DI VALUTAZIONE • Visualizzazione dell’ Articolazione gleno-omerale, giunto sterno-clavicolare, processo coracoideo, clavicola (leggermente rimpicciolita a causa della rotazione del paziente), scapola, terzo prossimale dell'omero. • La piccola tuberosità “trochine” visualizzata di profilo sul margine interno della testa omerale, in corrispondenza della parte inferiore della glenoide • La grande tuberosità "trochite" sovrapposta anteriormente e al centro della testa omerale • Spazio sotto claveare libero • Leggera sovrapposizione della testa omerale sul margine della cavità glenoidea • La clavicola e l’acromion risultano allineati • Nessuna riduzione prospettica del corpo scapolare NOTE La rotazione del paziente (intra/extra) è finalizzata alla visualizzazione di entrambi i tubercoli * Traumi: In caso di frattura (o sospetto di essa) non forzare la rotazione del braccio ed eseguire la proiezione in posizione neutra senza inclinazione del fascio. Proiezione eseguibile in clinostatismo con l’utilizzo di cuscinetti per ruotare il paziente
  7. NOME PROIEZIONE Rx Spalla AP in extrarotazione INDICAZIONI CLINICHE • Fratture, lesioni e lussazioni • Depositi di calcio nel muscolo • Periartriti, brachialgie, parastesie • Controllo post- operatorio PREPARAZIONE Parte in esame libera da indumenti, gioielli, ecc... RADIOPROTEZIONE Protezione delle gonadi TECNICA DI ESPOSIZIONE - Cassetta 24/30 trasversale (scegliere il formato e l’orientamento sempre in relazione all’anatomia del paziente) - Lettera di piombo - Uso della griglia; per pazienti estremamente magri può anche essere evitato con conseguente adattamento dei parametri espositivi (mAs) - Fuoco fine - SID: 110 cm (distanza di focalizzazione della griglia) POSIZIONAMENTO • Paziente in ortostatismo • Controllare che il piano coronale del paziente sia parallelo al piano sensibile e verticale • Ruotare il paziente quanto necessario (circa 45°) affinché la scapola in esame risulti aderente al piano sensibile •Capo rivolto verso il lato sano • Ruotare esternamente la mano e braccio fino a portare l’asse epicondilo-epitroclea parallelo al piano sensibile CENTRATURA Inclinazione di 20° cranio-caudale Centratura a livello dell’articolazione gleno-omerale (circa 2 cm sotto il processo coracoideo; circa 3 cm sotto la clavicola a livello del terzo laterale) COLLIMAZIONE ↕ 1 cm circa sopra il margine della spalla fino a comprendere il terzo prossimale dell’omero ↔ includere appena oltre la linea della pelle del braccio e il giunto sterno-claveare RESPIRAZIONE Far sospendere la respirazione per maggiore immobilità VALORI DI ESPOSIZIONE • kV 65 • mAs 16 CRITERI DI VALUTAZIONE • Visualizzazione dell’ Articolazione gleno-omerale, giunto sterno-clavicolare, processo coracoideo, clavicola (leggermente rimpicciolita a causa della rotazione del paziente), scapola, terzo prossimale dell'omero. • La testa omerale in rotazione esterna proietta la grossa tuberosità “trochite” di profilo sul margine esterno. • Spazio sotto claveare libero • La testa dell’omero deve risultare isolata • Sovrapposizione dei margini della cavità glenoidea che si rappresenta a forma lineare • Visualizzazione libera dell’articolazione gleno-omerale • La clavicola e l’acromion risultano allineati • Nessuna riduzione prospettica del corpo scapolare NOTE La rotazione del paziente (intra/extra) è finalizzata alla visualizzazione di entrambi i tubercoli * Traumi: In caso di frattura (o sospetto di essa) non forzare la rotazione del braccio ed eseguire la proiezione in posizione neutra senza inclinazione del fascio. Proiezione eseguibile in clinostatismo con l’utilizzo di cuscinetti per ruotare il paziente
  8. È l’elettrodo negativo del tubo radiogeno e serve per la produzione di elettroni per effetto termoionico. È formato da due elementi: 1- Filamento È di Tungsteno o Molibdeno ed è collegato ad un generatore di potenziale elettrico a BASSA TENSIONE (tensioni nell’ordine dei Volt). Esso fa circolare all’interno del filamento una corrente elettrica sufficientemente elevata ( nell’ordine degli Ampere) tale da provocare l’allontanamento delle particelle cariche negativamente. Il numero di elettroni allontanati va a costituire la corrente del tubo, o corrente anodica (nell’ordine dei mA) . Il filamento raggiunge temperature di almeno 2200° C. Solitamente ci sono due filamenti catodici uno più grande e uno più piccolo la cui scelta condiziona l’ ampiezza dell' area focale (fuoco fine o fuoco grande) e quindi la resa in termini di dettaglio dell’immagine radiologica. 2- Coppa focalizzatrice È uno schermo metallico caricato negativamente che serve sia a proteggere il filamento, sia a mantenere compatto il fascio elettronico evitando l’espansione dello stesso per repulsione reciproca indirizzandolo verso la macchia focale dell’anodo. Se il tubo radiogeno è dotato di doppio fuoco, ci sono due coppe focalizzatrici per ciascun filamento catodico.
  9. RX RACHIDE LOMBARE IN LL INTRODUZIONE La radiografia del rachide lombare in proiezione laterale ha un ruolo fondamentale per lo studio di patologie a carico del distretto anatomico preso in considerazione. Consente infatti (insieme alla proiezione in AP) una visione panoramica del tratto lombare e una prima valutazione MORFOLOGICA sull’estensione e localizzazione del processo patologico. L’esame standard è costituito da un radiogramma in AP e uno in LL eseguibili sia in clinostatismo che in ortostatismo. Con la proiezione LL è possibile valutare l’allineamento delle vertebre ed ottenere informazioni anche sui tessuti molli. Possono integrare l’esame standard - due proiezioni oblique per lo studio delle articolazioni interapofisarie – proiezioni dinamiche in massima flessione e massima estensione per valutare le alterazioni del moto nello spazio delle vertebre. INDICAZIONI CLINICHE Le principali indicazioni cliniche sono: Trami e studio di patologia post-traumatica Processi infiammatori Processi degenerativi Malattie del disco Patologia artrosica Anomalie dello sviluppo Patologie neoplastiche Valutazione del grado di spondilolistesi e spondilo lisi PREPARAZIONE DEL PAZIENTE La preparazione del paziente è la stessa per tutti i protocolli di studio eseguibili in proiezione LL.. Principalmente bisogna accertarsi che il paziente corrisponda ai dati della specifica richiesta compilata da un medico ed è sempre buona norma chiedere eventuali esami radiologici analoghi precedenti. Il paziente deve togliere gli indumenti indossati a livello della zona lombare (pantaloni, gonne…) e il tsrm deve coprirlo con un panno di modo che il paziente sia a suo agio durante l’esecuzione dell’esame: in questo modo viene favorita una migliore collaborazione del paziente. POSIZIONE DEL PAZIENTE Proiezione in clinostatismo IL paziente viene fatto accomodare sul tavolo radiologico e posizionato il decubito laterale: il piano sagittale mediano e quindi anche l’asse longitudinale del rachide ( escluso casi di scoliosi) devono essere paralleli al tavolo radiologico. Questa situazione è ottenuta portando in avanti le braccia all’altezza della testa e invitando il paziente a flettere leggermente le gambe. Può essere inserito un rialzo sotto il capo. Se il paziente è molto magro deve essere inserito nell’incavo dorso-lombare un cuneo. Bisogna evitare che il paziente ruoti anteriormente o posteriormente perciò è utile porre dei cuscinetti anche a livello delle ginocchia per favorire l’immobilità del paziente in posizione corretta. Per pazienti scoliotici si fa poggiare sul tavolo il lato convesso ( posizione preferita inquanto rende il tratto di rachide in esame più vicino al piano sensibile evitando distorsioni geometriche. È importante rendere la posizione del paziente stabile dato che l’esposizione ai raggi x sarà piuttosto lunga. Proiezione in ortostatismo Dovrebbe essere eseguita preferibilmente a tutti i pazienti che riescano a mantenere agevolmente la posizione eretta con le stesse indicazioni cliniche relative alla proiezione laterale in clinostatismo. La proiezione in posizione eretta è utile per valutare la lordosi lombare attraverso la misurazione dell’angolo lombo-sacrale e l’angolo del promontorio e gli stati di rigidità. Il paziente poggia contro il sistema di rilevazione in posizione laterale con l’asse longitudinale del rachide parallelo al piano sensibile. Le gambe distese e leggermente divaricate. Le braccia vengono portate in avanti e in alto possibilmente poggiate ad un sostegno o incrociate sopra il capo. DIREZIONE ED INCIDENZA DEL RAGGIO CENTRALE Il raggio centrale è perpendicolare al sistema di rilevazione per evitare distorsioni geometriche e prendere di infilata gli spazi intervertebrali. Il punto di incidenza è posto lungo una linea di continuazione della linea medio ascellare all’altezza delle creste iliache (o poco più in alto di queste approssimativamente tra il margine caudale dell’arcata costale e il margine craniale delle creste iliache). Il punto di incidenza del fascio deve corrispondere anche al centro del sistema di rilevazione. Fisiologicamente il punto centrale di una linea tangente alle due creste corrisponde a L2. Se è richiesto lo studio del passaggio lombosacrale si porta il raggio centrale 2-3 cm sotto la cresta iliaca così da ottenere una buona visualizzazione del tratto di passaggio lombo-sacrale che non risulta bene rappresentato a causa della divergenza del fascio. A volte, in base al paziente, può risultare necessaria un’inclinazione del tubo in senso cranio-caudale o caudo-craniale per prendere d’infilata lo spazio intervertebrale tra L5 e S1 ed ottenere la sovrapposizione di peduncoli e forami DISTANZA DEL TUBO 100 cm. DIAFRAMMA E CAMPO DI VISTA È importante diaframmare il più possibile, compatibilmente con la regione anatomica da esaminare per cui è possibile evitare di comprendere nel campo di vista anche la parte ventrale irradiandola inutilmente. La pellicola utilizzata è solitamente di formato 20 x 40 o 30 x 40 disposta in senso longitudinale. TECNICA DI ESPOSIZIONE L’acquisizione avviene in apnea. L’esposizione è lunga inquanto le strutture ossee sono piuttosto immobili e non risentono di movimenti causati da atti respiratori o dalla peristalsi. Di compenso viene utilizzata una scala di mA relativamente bassa. Viene utilizzata la griglia antidiffusione. Può essere utilizzata la camera di ionizzazione centrale purchè sia posta esattamente in corrispondenza del rachide ottenere un’immagine con un buon livello di esposizione. VALORI DI ESPOSIZIONE TIPICI: kV 75 mA 100 s 2 Si può scegliere di eseguire la radiografia utilizzando fino a 160 mA andando a ridurre i ms. Fuoco fine per una migliore qualità morfologica. Nel caso dello studio del passaggio lombo-sacrale bisogna utilizzare radiazioni più penetranti in quanto in questo punto si ha la sovrapposizione delle creste ilache. kV 80 mA 100 s 2.5 Più variabile è la scelta dei dati esposi metrici da utilizzare per lo studio del passaggio dorso-lombare data la differenza anatomica dei corpi vertebrali delle vertebre dorsali ( più piccolo e meno esteso in senso trasversale)e lombari (più voluminosi). In questo caso è molto utile la maggiore latitudine di esposizione data dall’Imaging digitale. È importante sempre ricordare che i dati esposi metrici variano in base all’apparecchiatura, alla conformazione fisica del paziente e in base alle tecniche di Imaging utilizzate (analogico o digitale). CRITERI DI CORRETTEZZA Le cinque vertebre lombari devono essere rappresentate interamente sul radiogramma Esposizione uniforme Le vertebre devono essere prese d’infilata: con una giusta centratura a livello di L2/L3 si ottiene una buona visualizzazione degli spazi intervertebrali anche delle restanti vertebre lombari nonostante la divergenza del fascio. Per lo studio del passaggio lombo-sacrale è indispensabile vedere libero lo spazio compreso tra L5 e S1. Buona e completa visualizzazione della parte posteriore di L5 e S1. RADIOPROTEZIONE Il personale tsrm deve seguire le norme di radioprotezione, che vengono stabilite dall'Esperto Qualificato. Prestare particolare attenzione alla radioprotezione in bambini e donne gravide per i quali non si può prescindere dall’esame radiologico. Diaframmare il fascio il più possibile compatibilmente con l’esame diagnostico che si sta effettuando. Fare utilizzare le protezioni individuali antiradiazioni alle persone che eventualmente assistano il paziente.
  10. PROIEZIONI PER LO STUDIO DELLA MOBILITà DEL TRATTO LOMBARE DINAMICHE IN PROIEZIONE LATERALE INTRODUZIONE Esame complementare alle proiezioni standard. Fisiologicamente il rachide lombare è molto limitato nei movimenti di lateralità e rotazione assiale; in compenso permette ampi range di movimento in flessione ed estensione. La flesso-estensione è un movimento che si esegue sul piano sagittale e sull’asse trasverso. Escursione articolare lombare: Flessione: 60° Estensione: 45° INDICAZIONI CLINICHE Valutazione della mobilità articolare Studio delle Alterazioni delle normali curve fisiologiche sotto carico studio delle ernie discali per rendere visibili eventuali stenosi di origine discale accentuate dal movimento. Questa tecnica di studio è utile anche Per quantificare l’alterazione del movimento delle vertebre attraverso una misurazione grafica e il Calcolo dei Centri di Istantanea Rotazione (definiti istantanei perché variano in base al grado di flessione o estensione) i quali vengono identificati su multipli radiogrammi acquisiti in posizione eretta, laterale a diversi livelli di flessione ed estensione. Sovrapponendo i radiogrammi grazie ad un punto fisso – il sacro - il medico procede con l’analisi del moto di ogni vertebra. POSIZIONE DEL PAZIENTE Devono essere eseguite due radiografie in ortostasi, con paziente in posizione laterale la prima in massima flessione e la seconda in massima estensione. È preferibile posizionare il paziente senza scarpe con i piedi uniti e le braccia sollevate. È importante che il paziente non ruoti il busto durante i movimenti perciò la pelvi deve essere immobile. Non è un esame eseguibile in traumatologia d’urgenza in quanto richiede una completa collaborazione del paziente. Dopo il posizionamento il paziente viene invitato a compiere un movimento di estensione; raggiunto il livello di estensione massimo, il paziente deve mantenerlo rimanendo il più possibile immobile durante l'acquisizione dell'immagine. Successivamente il paziente deve flettersi il più possibile rimanendo immobile durante l'acquisizione. DISTANZA DEL TUBO 100cm ( massimo 120 cm). DIREZIONE ED INCIDENZA DEL RAGGIO CENTRALE Incidenza del raggio centrale a livello di L3. DIAFRAMMA E CAMPO DI VISTA Pellicola 30 x 40 disposta o in senso longitudinale o trasversale a seconda dell’ampiezza del movimento effettuato. Uso di griglia antidiffusione. Non è indispensabile l’uso del fuoco fine in quanto con questo radiogramma vengono studiati principalmente i rapporti anatomici perciò è piuttosto relativo il dettaglio anatomico. TECNICA DI ESPOSIZIONE A differenza delle proiezioni standard, non è possibile utilizzare tempi di esposizione lunghi per non rischiare che il paziente si muova durante l’erogazione essendo le posizioni instabili e non essendo possibile utilizzare mezzi di stabilizzazione della posizione per non inficiare i dati diagnostici. DATI DI ESPOSIZIONE kV 75 mA 300 s 0.5 CRITERI DI CORRETTEZZA rappresentazione di tutte le cinque vertebre lombari buona esposizione buona visualizzazione degli spazi intersomatici Nella proiezione eseguita in iperflessione si noterà un allontanamento dei dischi posteriormente, mentre in iperestensione si noterà una compressione dei dischi posteriormente e restringimento dei forami. Situazioni diverse sono da riferire ad ernia discale. RADIOPROTEZIONE Il personale tsrm deve seguire le norme di radioprotezione, che vengono stabilite dall'Esperto Qualificato. Prestare particolare attenzione alla radioprotezione in bambini e donne gravide per i quali non si può prescindere dall’esame radiologico. Diaframmare il fascio il più possibile compatibilmente con l’esame diagnostico che si sta effettuando. Fare utilizzare le protezioni individuali antiradiazioni alle persone che eventualmente assistano il paziente. Le immagini in allegato (seppure di scarsa qualità ed effettuate su paziente con limitazione di movimento) sono esempi delle proiezioni in questione.

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