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Jac N

Tecniche Iterative (ASIR, iDose, IRIS, AIDR, ecc...)

8 risposte in questa discussione

Chi ha la fortuna (sfortuna) di avere sulla propria macchina questa tipologia di tecniche di ricostruzione sa benissimo che, spesso, bisogna discutere con chi è poi deputato, a vario titolo, a vedere l'esame finale. Queste tecniche depurano quasi completamente le immagini dal rumore ma, proprio per questo, creano spesso degli esami anche molto diversi da quelli a cui i radiologi sono abituati. Il risultato, purtroppo, è che poi si tende a tornare indietro e a non utilizzarle più! In attesa di avere le nuove generazioni di questi algoritmi (model based) e, soprattutto che questi non rendano la ns routine insopportabile (attualmente uno dei pochi model based in circolazione impiega circa mezz'ora per ricostruire un esame), cerchiamo di capire come rendere queste "nuove" immagini di facile digestione...;-)

Attualmente nelle ns macchina abbiamo su tutti i protocolli le iterative di routine, non spinte al massimo, in maniera tale da avere un giusto compromesso fra velocità di ricostruzione, diminuzione del rumore (e della dose...), qualità iconografica e risoluzione spaziale.

Nonostante questo però, soprattutto in pz molto grossi ed in esami parenchimali dove il rapporto Segnale/Rumore è critico, ci si può effettivamente trovare di fronte ad immagini un pò "plasticose" con apparente perdita di dettaglio soprattutto nella interfacce fra organi a diversa densità.

Come risolvere il problema?

La prima soluzione, per chi ha la fortuna (sfortuna) di poter scegliere il livello di rumore nelle immagini, è quella di lasciare la Deviazione Standard stabile nel passaggio fra vecchie e nuove tecniche: il vantaggio si tradurrà esclusivamente in una dose di radiazioni inferiore.

Per chi invece non può scegliere il livello di rumore si hanno due strade: o si diminuisce la dose nei protocolli fino a raggiungere il livello di rumore preesistente all'aggiornamento, oppure si può decidere di utilizzare dei filtri a maggior risoluzione spaziale (i famosi kernel) scegliendo ad es. sharp invece che standard nell'addome. Sto provando questa seconda strada con discreti risultati, appena posso posterò qualche immagine ma sarebbe utile che ognuno postasse le proprie esperienze...

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Grazie Jacopo. Questi sono i punti critici della nostra professione. Io non posso aiutare perche' non sono dotato di tali opzioni...

Ma intanto chiedo, visto che parli di chi puo' e chi non puo'... Con quali macchine puoi fare? E che cosa?

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Al solito abbiamo due scuole di pensiero: Ge e Toshiba da un lato e Philips Siemens dall'altro.

Con le prime puoi scegliere in sede di programmazione di esame il livello di rumore desiderato nelle immagini finali mentre per le altre c'è il concetto dei mA standard per un paziente standard.

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Non ho capito il concetto dei mA standard per paziente standard.

Poi ti faccio lavorare: puoi spiegarmi che cosa significano le varie sigle che hai messo nel titolo, e a quali case corrispondono? Ce ne sono altre ancora?

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In Siemens ed in Philips (nell'ultima release...nelle altre l'esposimetro funziona in maniera completamente diversa...) si mettono nei protocolli un valore di mA che si ritengono "normali" per un paziente di circa 70-80kg (diametro di riferimento 33cm). Da questi il computer, una volta effettuata la scout (che gli serve per capire se il paziente attuale è più grande o più piccolo di uno normale), aggiusta la corrente in senso positivo o negativo e lungo l'asse del paziente.

ASIR GE l'ultima versione (model based) si chiama Veo

iDose Philips

Iris Siemens l'utlima versione è SAFIRE

AIDR Toshiba

Intelli ip Hitachi

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ah dimenticavo...volevi il significato

ASIR (adaptive statistical iterative reconstruction)

iDose (la i sta per iterative)

IRIS (iterative reconstruction in Image Space)

AIDR (Adaptive Iterative Dose Reduction)

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Mi piacerebbe riaprire questa discussione perché a distanza di quasi 5 anni (ragazzi, è un po' che scrivete) vorrei sentire innanzitutto quale sviluppo ha avuto la ricostruzione iterativa, poi mi piacerebbe capire quale è stato l'approccio vincente laddove si è cercato di ridurre la dose e non solo migliorare l'immagine.

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