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Che cos'è la Risonanza Mangetica

4 risposte in questa discussione

Com’è fatta un apparecchiatura RM:

Esistono 3 principali modelli:

-le apparecchiature dedicate allo studio articolare: hanno le sembianze di un lettino da dentista, con una struttura cubica con dimensioni di poco più di un metro all’interno della quale viene infilata la parte anatomica da esaminare. Ovviamente con queste apparecchiature possono essere eseguiti solo esami alle articolazioni periferiche (piede, mano, ginocchio, gomito). Sono tecnologicamente le più semplici.

-apparecchiature a magnete aperto: possono avere forme diverse a seconda dei modelli (vedi alcuni esempi illustrati). Alcune possono eseguire gli studi di tutte le parti anatomiche, ma le caratteristiche tecniche non consentono delle prestazioni elevatissime.

-apparecchiature a tunnel (spesso erroneamente definite “chiuse”): è opportuno precisare che queste macchine, nonostante ad un primo impatto diano l’impressione di un luogo chiuso, sono aperte da entrambi gli estremi e rimangono aperte durante tutto il tempo dell’esame.

Generalmente possono eseguire tutti gli esami diagnostici ed alcune raggiungono prestazioni di altissimo livello.

Come si svolge un esame RM?

Come primo passo, il paziente viene sottoposto ad un questionario atto a verificare la sua compatibilità con la macchina. All’interno della apparecchiatura (ma anche all’interno della sala) non possono essere introdotti oggetti che potrebbero subire una alterazione fisica (surriscaldamento, attrazione magnetica ecc..) oppure un malfunzionamento (per le strumentazioni elettroniche o meccaniche). L’esame non verrà eseguito se il paziente è portatore di Pace-Maker, elettrostimolatori, pompe ad insulina non compatibili, schegge metalliche vicino ad organi vitali, protesi metalliche non compatibili (negli ultimi 2 decenni ormai la maggior parte delle protesi metalliche che vengono utilizzate in sala operatoria sono compatibili con la risonanza magnetica).

Il paziente viene poi fatto spogliare, e deve togliere tutti gli oggetti metallici che indossa (orologio, anelli, collane, orecchini, portafoglio, cellulari). E’ consigliabile anche rimuovere il trucco perché spesso continene delle microparticelle ferrose che possono creare artefatti sulle immagini e surriscaldamenti a livello cutaneo (lo stesso discorso vale per i tatuaggio che però non possono essere rimossi).

Il paziente viene fatto stendere sul lettino, generalmente viene collocata una “bobina” sulla parte da esaminare, e viene fatto avanzare verso il l’apparecchiatura: la regola assoluta è che la parte studiata si dovrà trovare al centro dell’apparecchiatura. Ad esempio in un apparecchiatura a tunnel , quando si esegue l’esame del cervello la testa verrà collocata al centro della lunghezza del tunnel, e le gambe rimarranno all’esterno; viceversa per lo studio del piede, il piede verrà collocato al centro della lunghezza del tunnel mentre la testa rimarrà all’esterno.

Al paziente viene dato un allarme per poter interrompere l’esame qualora ci sia un problema.

Durante l’esame la macchina emette un rumore più o meno forte (possono essere utilizzate delle cuffie insonorizzanti).

La durata dell’esame può variare da 10min ad oltre 30min a seconda dell’esame da eseguire e alla patologia da ricercare.

Che cosè il mezzo di contrasto?

Il mezzo di contrasto (mdc) è un prodotto che viene somministrato (la maggior parte delle volte per via endovenosa e previa valutazione anamnestica per escludere possibilità di allergie) per poter studiare le caratteristiche funzionali di molti organi. Di solito la somministrazione avviene durante l’esame (anche se spesso si tende a preparare la via venosa già all’esterno della sala prima di cominciare), per permettere di eseguire delle immagini senza contrasto e delle immagini con contrasto e fare successivamente la valutazione delle modificazioni avvenute. La maggiorparte degli esami possono essere eseguiti senza somministrazione di mezzo di contrasto, ma spesso quest’ultimo consente una valutazione più accurata e specifica soprattutto per determinate patologie. Alcuni esami invece possono essere eseguiti solo con somministrazione di mezzo di contrasto (RM mammella, alcune AngioRM, ecc..)

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Mi chiedo se non esiste alternativa alla rm. Per ottenere gli stessi risultati diagnostici che restituisce questa tecnologia non esiste alcun metodo differente? È in previsione? Dò per scontato che al risposta sará negativa ma forse molti come me che soffrono di claustrofobia ci spererebbero. Capisco che è un esame diagnostico preciso e poco invasivo ma il problema è legato al pensiero di dover stare immobili e al chiuso... non è per niente facile per uno come me...

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Elio, effettivamente la risposta è "no", anche se dipende da quello che si vuole studiare; per certe cose, ad esempio, la TC è superiore alla RM...

Per quanto riguarda la claustofobia, chi ti scrive in quel posto buio e chiuso (si fa per dire) ci è entrato... E se sono qui ancora vivo a scriverti...

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Ciao elio , benvenuto

Bhe si, come dice Oscar la Risonanza Magnetica può (o diciamo deve/dovrebbe) avere degli esami sostitutivi, anche perchè non può essere considerata la metodica di scelta in tutti i casi, soprattutto considerando i costi elevati e la difficoltà di ottenere accessi veloci per il paziente.

Ovviamente andrebbe vistto ciascun caso specifico, ma diciamo che esistono tutta una serie di categorizzazioni generali che sono ormai entrati nella mentalità collettiva degli specializzati del settore. Questi concetti però spesso vanno in conflitto con problematiche relative all'essposizione alle radiazioni ionizzanti, e quindi vengono relativamente sopravalutate,

Se vogliamo entrare nello specifico per esempio possiamo dire che nella maggior parte della patologia osteoarticolare la RM rimane l'esame più indicato, più completo e meno invasivo. Purtroppo è molto caro rispetto ad una radiografia o ad una ecografia, ma considerando che per ottenere risultati sovrapponibili alla RM bisognerebbe fare sia RX che Eco allora il prezzo dell'indagine alternativa inizia ad aumentare, e siamo comunque lontani dal livello diagnostico richiesto. In questo contesto andrebbe forse tutto rivalutato nel contesto specifico del paziente, cercando di selezionare quali soggetti potrebbero veramente avere un vantaggio da una diagnosi ultra specifica, cosa che per esempio non è sempre valida per i pazienti anziani. La TC è solitamente usata solo nei traumi importanti, o alla ricerca di problemi della trabecolatura o corticale ossea.

Nella patologia toracica possiamo dire che la RM ha poche indicazioni, la TC in questo settore è di gran lunga superiore, sia negli studi del mediastino ma soprattutto nei problemi del parenchima polmonare. La RX ha comunque un utilizzo molto diffuso.

Nella patologia addominale l'ecografia è solitamente l'indagine di prima scelta, perchè non invasiva, molto indicata nella maggiorparte delle patologie, economica e molto accessibile. Nei casi dubbi poi si passa solitamente alla TC, che consente di avere risultati di buon livello e molto stabili per tutti per tutti i pazienti: purtroppo richiede l'utilizzo di radiazioni ionizzanti e molto spesso del mezzo di contrasto. La RM è un indagine solitamente utilizzata nei casi che non sono stati chiariti dalla TC, e comunque rimane l'esame più indicato nello studio della pelvi femminile e della prostata.

Per la patologia Rachidea le RX convenzionali sono utili, la TC è utile nel tratto lombare ma molto meno in quello cervicale e dorsale, mentre la RM la fa veramente da padrona, con uno studio eccellente del midollo.

Nello studio dell'encefalo si eseguono prevalentemente TC ed RM, ovviamente la RM in generale riesce a dare molte più informazioni ma purtroppo, come già detto, ha costi molto elevati e le liste di attesa sono molto lunghe.

Sostanzialmente direi che il medico di base dorebbe essere in grado di capire se l'esame per il paziente è più o meno urgente e quindi scegliere la metodica più indicata e che permette l'esecuzione nei tempi utili.

La claustrofobia è quasi sempre superabile, come abbiamo scritto e dimostrato da dati statistici. Bisogna fare un piccolo sforzo e avere fiducia in chi si occupa dell'esecuzione.

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