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Temporizzazione Bolo in tempo reale

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Da circa un decennio ormai sono discponibili sulla maggior parte delle apparecchiature RM delle sequenze che permettono di monitorare in tempo reale l'arrivo del bolo di contrasto per poter poi fare partire la sequenza successiva al momento voluto.

Prima dello sviluppo di questa tecnica viniva utilizzato il test bolo.

La caratteristica principale di questa tecnica è l'elevata frequenza temporale dei frame acquisiti; si tratta infatti di una sequenza ponderata in T1, molto veloce, che produce un immagine (viene programmato un solo strato), con frequenza solitamente intorno al secondo. Le immagini prodotte vengono visualizzate a monitor in tempo reale, e l'operatore ha la possibilità di verificare la variazione progressiva del segnale ad ogni istante.

Alcune macchine, dopo aver acquisito le prime 3-4 immagini, eseguono contemporaneamente una sottrazione di immagine, in modo da visualizzare sempre il tempo reale, ma solo la varriazione in termini di contrasto e non l'insieme dei tessuti stazionari. Questa è comunque un opzione non indispensabile per la buona riuscita della procedura, anche se aiuta ad evitare problemi legati a spostamento del paziente.

Nell'insieme è ovviamente una tecnica che permette di decidere il momento specifico in cui lanciare la sequenza successiva, e prececisamente esistono due metodi differenti abbinati_

A- lo start manuale: cioè quando l'operatore determina il momento adeguato preme su un pulsante e viene mandata in esecuzione la sequenza successiva.

B- il tracking automatico: che avviene grazie all'utilizzo di una ROI posizionata sulla struttura vascolare che stiamo monitorando e , dopo aver preventivamente impostato una soglia limite, verrà rilevato l'aumento di segnale che porterà dallo start automatico della sequenza successiva.

Le differenze tra queste due tecniche sono abbastanza evidenti, la prima è completamente dipendente dall'operatore che quindi potrebbe interpretare in modo non costante e corretto le immagini visualizzate , ma è meno soggetta ad errori dovuti ad artefatti che possono comparire sull'immagine. La seconda ha caratteristiche inverse, prevalentemente legate alla stabilità e alla riproducibilità delle tempistiche.

Una complicazione che si è però presentata all'uso di questa tecnica è che nel momento in cui viene eseguita la sequenza di acquisizione successiva, che è la sequenza di interesse, ormai il picco di mdc è già arrivato, e quindi avremo pochissimi secondi per acquisire i dati voluti. Purtroppo però il riempimento dello spazio k, prevede nella prima parte della sequenza le informazioni relative alla risoluzione, nella parte centrale le informazioni relative al contrasto, e in quella finale ancora quelle di risoluzione, è quindi evidente che nel momento in cui viene acquisita la parte centrale di informazioni di contrasto ormai il nostro picco di enhancement sarà ormai svanito.

Per risolvere questo problema sono state sviluppate delle tecniche di riempimento dello spazio k chiamate generalmente "ellittiche" o "centrifughe" che iniziano a riempire il centro del k-spazio per poi nella seconda e nell'ultima parte della sequenza acquisire i dati relativi alla risoluzione spaziale.

Le tecniche di temporizzazione vengono chiamate in modo differente dalle diverse case costruttrici:

- Care-Bolus (Siemens)

- Smart Prep o Fluoro Trigger (GE)

- Bolus Track (Philips)

- Flute (Hitachi)

- Visual Prep (Toshiba)

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Ciao,usando il care bolus per un Angio rm dell’aorta toracica quando bisogna dare lo start per acquisire la sequenza successiva?Grazie

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