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Risonanza Magnetica a tunnel aperta: pazienti alti avantaggiati.

3 posts in this topic

Da molto tempo ormai abbiamo spiegato la differenza tra le macchine per risonanza magnetica a struttura "aperta" e quelle con struttura "a tunnel", mettendo ben in evidenza che in entrambe i casi si tratta di strutture aperte da almeno due lati a volte anche tre. Questo significa che in nessuna condizione il paziente si potrebbe trovare costretto ad eseguire esami in un ambiente chiuso.

Rimane il fatto che le macchine RM aperte con struttura a tunnel hanno, ad un primo approccio, un aspetto relativamente impressionante che però si rivela ingannevole andando effettivamente ad osservare la parte laterale e posteriore del macchinario.

I magneti moderni (cioè la parte più voluminosa della macchina in cui il paziente viene posizionato) sono notevolmente cambiati rispetto a quelli utilizzati 20 anni fa e hanno raggiunto delle dimensioni esterne decisamente compatte, fino ad una lunghezza di 145cm !!! (poco di più dell'altezza di un bambino di 8anni). Allo stesso tempo si sono ingrandite le dimensioni del tunnel, nello specifico il diametro (del buco in cui si entra) che arriva a 70cm aumentando di molto lo spazio utile ed il comfort del paziente.

Ora, considerato che la claustrofobia non è solo una semplice paura di rimanere richiusi ma in molti casi può essere una sensazione di soffocamento data dalla presenza di una parete molto vicino al viso, nonostante ne dimensioni del tunnel RM decisamente più sopportabili, per alcuni Pazienti potrebbe rimanere comunque il forte timore di sentirsi soffocare. Vogliamo allora tranquillizzare chi deve essere sottoposto all'esame RM che per la maggior parte degli esami la posizione sarà tale da permettere di vedere direttamente all'esterno del buco. E la situazione sarà migliore se l'altezza del paziente aumenta. Vogliamo quindi fare il punto proprio sul vantaggio effettivo che hanno i pazienti di alta statura nel poter avere il capo vicino all'uscita della risonanza magnetica (parliamo sempre e solo di apparecchiature a tunnel, perchè in quelle completamente aperte il problema non si pone).

Partiamo dal concetto che la parte anatomica da studiare dovrà essere posizionata al centro della lunghezza del tunnel: il resto del corpo assumerà una posizione direttamente legata a questo fattore, quindi per esempio se dovessimo studiare un piede, il piede verrà posizionato al centro del magnete, il bacino sarà indicativamente all'entrata e la il capo del paziente sarà abbondantemente fuori. Per il ginocchio il corpo sarà di poco più all'interno, quindi sempre in una posizione assolutamente sopportabile.

NOTA BENE: tutti i disegni presenti in questa sezione sono stati realizzati rispettando le giuste proporzioni tra le misure del paziente e quelle della macchina.

L'omino di colore BLU è quello riferito ad un paziente alto 150cm mentre quello di colore VERDE è riferito ad un paziente di 200cm

RM GINOCCHIO PAZIENTE 150CM

distanza-tunnel-150-gin.png

RM GINOCCHIO PAZIENTE 200CM

distanza-tunnel-200-gin.png

Ma più la parte del corpo è craniale (verso il cranio), quindi ad esempio il bacino le anche o la pelvi, e più il capo sarà vicino al magnete, ma sempre approssimativamente all'esterno. Già in questa condizione è possibile osservare come per un paziente di 150cm di altezza il capo sarà poco all'interno del magnete mentre per un paziente alto 200cm la situazione sarà migliore: infatti se il bacino è al centro del magnete questo disterà dall'uscita di circa 70cm, e quindi per un paziente di bassa statura gli occhi saranno a 60cm dal centro quindi poco dentro il tunnel, mentre per un paziente molto alto gli occhi saranno ad almeno 80cm quindi un po al di fuori.

distanza-tunnel-150-anche.png

distanza-tunnel-200-anche.png

Lievemente più fastidiosa (sempre considerando l'ambito dei pazienti con sospetta sindrome claustrofobica) la posizione per l'addome superiore, che come potete vedere in figura, è una trentina di centimetri spostata verso l'interno.

In questo caso sarà fondamentale iperestendere il capo all'indietro in modo che lo sguardo possa avere la massima apertura verso l'uscita. da notare che tutte le posizioni descritte fino ad ora sono sempre con paziente supino e piedi rivolti verso l'interno del tunnel.

distanza-tunnel-150-add.png

distanza-tunnel-200-add.png

La situazione è decisamente più delicata quando si devono studiare i distretti anatomici al di sopra dell'addome superiore, quindi torace, spalle, collo, cervicale e cranio con tutte le sue strutture. In questo caso la posizione del paziente sarà invertita, quindi sempre supino ma con entrata nel tunnel di testa. Vediamo due dei casi limite.

Esame RM della spalla, la spalla è al centro del magnete, e di conseguenza la testa sarà di 15-30 cm verso l'uscita posteriore del tunnel. Se l'operatore riesce a posizionare la testa del paziente lievemente iperestesa, gli occhi si troveranno allora ad una distanza di XXcm per i pazienti bassa statura e di XXcm per quelli alti.

distanza-tunnel-150-spalle.png

distanza-tunnel-200-spalla.png

Caso specifico in cui non esistono vantaggi per nessun tipo di paziente e oltretutto non possono essere assunte posizioni speciali, è quello dell'esame RM dell'encefalo per il quale il capo è perfettamente al centro del tunnel, lo sguardo deve essere verso l'alto e (dobbiamo dire la verità) viene applicata una sorta di "gabbietta" per la lettura delle immagini.

distanza-tunnel-150-testa.png

distanza-tunnel-200-testa.png

La conclusione è quindi che effettivamente i pazienti molto alti sono avantaggiati rispetto a quelli di bassa statura, ma che per entrambi, con le nuove apparecchiature a magnete compatto, le condizioni di comfort sono relativamente elevate e la frequenza di episodi di panico è diventata veramente bassa.

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ciao purtroppo in un trasferimento le abbiamo perse

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