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phcy

Contrasto

59 risposte in questa discussione

Leggendo nei testi trovo posizioni contrapposte sull'incidenza sul contrasto dei mAs e dei kV. Molti citano i kV come i principali responsabili mentre sul Mazzuccato è chiaramente scritto che sono i mA ma nella sezione riguardante i kV dice che anch'essi influenzano il contrasto. Qualcuno riesce a spiegarmi bene questo concetto? Inoltre non riesco a capire come mai in Tradizionale aumentando i kV si ha un calo della dose assorbita dal pz. mentre in TC è il contrario; non vale per entrambe la prevalenza di scattening ad alte tensioni con conseguente calo di dose?! Grazie!

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Il contrasto si abbassa se si aumentano i kV perché aumentando aumenta la probabilità di accadimento dell'effetto Compton (che si verifica sempre più con l'aumentare dell'energia) e quindi aumentano le radiazioni diffuse che degradano il contrasto.

Il contrasto aumenta se aumeni i mAs perché aumenti il numero di fotoni X prodotti per cui aumenti l'annerimento e quindi il contrasto.

non ho capito bene cosa intendi nel discorso della dose però

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ciao e grazie per la risposta! Il discorso della dose riguarda le differenze di dose assorbita dal pz in proporzione ai kV che si contrappone in tradizionale e tc. In tradizionale se li aumento ho un calo della dose assorbita (minor fotoelettrico, piu' scattening) mentre in TC, non ho capito il perché sia il contrario, cioè calando i kV cala anche la dose assorbita dal pz!

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Perché in TC il tubo ruota attorno al paziente! Normalmente la dose si distribuisce in periferia, aumentando i kV la fai "migrare" maggiormente verso l'interno aumentandola esponenzialmente, In realtà anche in tradizionale non è detto che aumentando i kV si riduca la dose, diciamo che diminuisce la dose in superficie, a parità di dose totale!

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I parametri tecnici che influenzano il contrasto in radiologia tradizionale sono principalmente:

- i kV: aumentando i kV diminuisce il contrasto, perche i raggi X diventano più penetranti e quindi si nota meno la differenza del segnale tra due strutture adiacenti; in più, a kV aumentati aumenta la quantità di radiazione diffusa che peggiora ulteriormente il contrasto;

- l'utilizzo della griglia per togliere la radiazione diffusa che altrimenti andrebbe a incidere sul rivelatore

- con i sistemi digitali esiste la possibilità di modificare il contrasto anche dopo l'esposizione, con i software specifici che mirano proprio ad enfatizzare il contrasto

Ho notato anch'io che in vari libri di testo viene riportato che i mA e i mAs determinano il contrasto, cosa che non è vera dal tutto, a meno che non si utilizzano valori talmente alti, cioè con una massiccia sovraesposizione del rivelatore, per avere una diminuizione del contrasto.

Il discorso della dose al paziente legato al parametro dei kV:

In radiologia tradizionale i parametri che determinano la dose al paziente sono la combinazione dei kV, mAs e la distanza utilizzata. Scopo di ogni radiografia è quello di tenere costante l'esposizione al rivelatore. Se si aumentano i kV, bisogna ridurre i mAs per ottenere lo stesso valore e viceversa. In questo contesto è utile ricordarsi la cosidetta regola del 15%, che dice: aumentando i kV del 15% bisogna dimezzare i mAs per ottenere lo stesso livello di esposizione al rivelatore e come conseguenza diminuisce la dose al paziente del ca 30/35%.

Ovviamente, solo aumentare i kV e tenere i mAs allo stesso valore fa aumentare la dose al paziente in modo esponenziale.

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Grazie mille per le risposta! non mi è chiara una cosa, perché dite che aumentando i kV il contrasto cala? essendo piu' penetranti non tendono a bruciare la radiografia facendo in modo che ci siano meno scale di grigi AUMENTANDO cosi' il contrasto?Cioè per me +contrasto=-grigi e - contrasto=+grigi!

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provo a fare un esempio assurdo! :) immagina di avere osso e aria in un fantoccio e immagina di esporli ad altissimi kV tali da dare ai fotoni un'energia tale da attraversare l'osso allo stesso modo di come attraversano l'aria senza essere "bloccati" (attenuati) dall'osso stesso, quindi cosa vedrai sull'immagine? tutto nero perchè i raggi hanno attraversato l'osso allo stesso modo di come hanno attraversato l'aria, per cui cosi facendo "hai bruciato" le strutture, o meglio hai abbattuto la differenza di contrasto fra osso e aria e non riuscirai piu a distinguerli! :) se diminuisci invece i kV a livelli più ragionevoli otterrai che i fotoni attraversano ugualmente l'aria (nero) ma saranno attenuati dall'osso che vedrai bianco

inoltre se aumenti i kV aumenti la probabilità di accadimento dell'effetto compton che crea radiazione diffusa che va a degradare il contrasto dell'immagine

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se tu hai solo bianco e nero come "scala di grigio" non riuscirai a distinguere tutte quelle strutture che stanno fra bianco o nero, cioe grigio chiaro, grigio intermedio, grigio scuro.... e quindi avrai meno risoluzione di contrasto

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se scrivi risoluzione di contrasto sono d'accordo! il contrasto praticamente è l'opposto!

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per contrasto intendo la capacità di tessuti di densità diversa di assorbire i fotoni diversamente fra loro, mentre per risoluzione di contrasto la capacità di un sistema di risolvere dettagli con contrasto limitato rispetto al fondo

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Contrasto si riferisce sempre a una differenza (di annerimento, di segnale, di valore di pixel..) di due strutture vicine che a loro volta devono avere un contrasto intrinseco, sennò non si rappresenterà mai una differenza sulla radiografia. Questo concetto è espresso molto bene in inglese, dove parlano sempre di object contrast e image contrast.

La scala di grigio si riferisce al numero di tonalità diverse rappresentabili con un determinato sistema di imaging e i due termini non sono intercambiabili. é vero che il contrasto è ipoteticamente più alto, se si hanno meno tonalità di grigio, ma per assurdo, se ho un'immagine sottoesposta e solo pochi livelli di grigino rappresentate, non potrei parlare di immagine ad alto contrasto.

Su questo sito potrete trovare varie slide molto interessanti, anche sul contrasto: http://www.sprawls.org/resources/

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Ovviamente, solo aumentare i kV e tenere i mAs allo stesso valore fa aumentare la dose al paziente in modo esponenziale.

Rileggendo questo passo non mi è chiaro! se alzo i kV a parità di mAs avendo meno effetto fotoelettrico e quindi meno assorbimento di rx da parte del pz la dose non dovrebe comunque calare?

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esempio:

60kV e 20mAs: dose in ingresso: 0.64mGy

80kV e 20mAs: dose: 1,15mGy

100kV e 20mAs: dose: 1,81mGy

tracciando un semplice grafico x/y puoi verificare l'andamento esponenziale della dose all'variare di kV

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Ciao a tutti! Vorrei sapere come adattare approssimativamente i KV e i mAs se ho un paziente grasso e uno molto magro.

Grazie.

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dipende dall'esame che devi studiare e quindi dalle strutture coinvolte: nel senso che se devi studiare un polso tra un paziente grosso ed uno magro non dovresti scostarti di molto dai parametri usati per un paziente normotipo, mentre se devi fare un rx torace devi aumentare abbastanza i kV per un paziente robusto e diminuirli per un paziente magro

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Carissimi, vi segnalo questo sito/blog, dove potete trovare una serie di tabelle espositive riferite a molte proiezioni per vari sistemi di rivelazione digitale:

http://www.digitalra...lutions.com -> all charts + blog

Utilissimo!!!

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I parametri tecnici che influenzano il contrasto in radiologia tradizionale sono principalmente:

- i kV: aumentando i kV diminuisce il contrasto, perche i raggi X diventano più penetranti e quindi si nota meno la differenza del segnale tra due strutture adiacenti; in più, a kV aumentati aumenta la quantità di radiazione diffusa che peggiora ulteriormente il contrasto;

- l'utilizzo della griglia per togliere la radiazione diffusa che altrimenti andrebbe a incidere sul rivelatore

- con i sistemi digitali esiste la possibilità di modificare il contrasto anche dopo l'esposizione, con i software specifici che mirano proprio ad enfatizzare il contrasto

Ho notato anch'io che in vari libri di testo viene riportato che i mA e i mAs determinano il contrasto, cosa che non è vera dal tutto, a meno che non si utilizzano valori talmente alti, cioè con una massiccia sovraesposizione del rivelatore, per avere una diminuizione del contrasto.

Il discorso della dose al paziente legato al parametro dei kV:

In radiologia tradizionale i parametri che determinano la dose al paziente sono la combinazione dei kV, mAs e la distanza utilizzata. Scopo di ogni radiografia è quello di tenere costante l'esposizione al rivelatore. Se si aumentano i kV, bisogna ridurre i mAs per ottenere lo stesso valore e viceversa. In questo contesto è utile ricordarsi la cosidetta regola del 15%, che dice: aumentando i kV del 15% bisogna dimezzare i mAs per ottenere lo stesso livello di esposizione al rivelatore e come conseguenza diminuisce la dose al paziente del ca 30/35%.

Ovviamente, solo aumentare i kV e tenere i mAs allo stesso valore fa aumentare la dose al paziente in modo esponenziale.

scusami Irene potresti chiarirmi una cosa?!..io non ho bene inteso il concetto quando hai scritto : "LO SCOPO DI OGNI RADIOGRAFIA E' QUELLO DI MANTENERE COSTANTE L'ESPOSIZIONE AL RIVELATORE"...

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Una radiografia è l'insieme di tonalità di grigio / valori di pixel rappresentati su pellicola o su monitor.

Ciao Marco!

La creazione dell'immagine prevede che il sistema di rivelazione, qualunque esso sia, sia capace ad assorbire e convertire i raggi X in uscita dal paziente in un immagine che è la radiografia finale.

La quantità di radiazione (=dose) che arriva a livello del rivelatore deve essere costante per ogni radiografia prodotta. Se non lo è si avranno delle differenze nella densità / valore di pixel e probabili immagini sovra-o sottoesposte.

L'arte del TSRM è proprio quella di scegliere e modificare tutti i parametri tecnici (kV, mAs, distanze, uso griglia e filtri, posizionamento, scelta e impostazione AEC,.....) ed avere sempre la stessa quantità di radiazione che arriva al rivelatore.

Sono riuscita a chiarirti il concetto?

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Come mi manca la tecnica libera e le frasi dei colleghi anziani :"Ricordati, l'osso va cotto a fuoco lento"...

L'arte del TSRM, come la chiama giustamente Irene, era quella lì...

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Quella dell'osso non l'avevo mai sentita, ma nei primi anni di lavoro facevo molte lastre ed in effetti cercavo di allungare il più possibile. Anzi ero un gran specialista della tomografia......

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Perché tu, proprio tu sei stato in una camera oscura? :D

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si, ma la stavano ormai chiudendo, ho fatto solo alcune piccole cose. Avevano installato da poco le sviluppatrici automatiche....

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Grazie mille per le risposta! non mi è chiara una cosa, perché dite che aumentando i kV il contrasto cala? essendo piu' penetranti non tendono a bruciare la radiografia facendo in modo che ci siano meno scale di grigi AUMENTANDO cosi' il contrasto?Cioè per me +contrasto=-grigi e - contrasto=+grigi!

ecco quà un immagine che visualizza il concetto: più contrasto, meno livelli di grigio e viceversa

[immagine da: Radiographic imaging & exposure, fourth edition; Terri Fauber; pag: 57]

post-4023-0-68620700-1370544655_thumb.jpg

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Ok, però sai in alcuni centri modificano sia i mAs che i KV. In generale come mi devo comportare se ad esempio devo fare un lombare ad un paziente grasso?

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ok, parliamo quindi di costruire tabelle espositive adattate al paziente e alla proiezione.

Si possono distinguere tra due modi di agire nella definizione dei parametri kV e mAs:

1. tecnica a kV variabili e a mAs fissi: una volta trovato il valore kV e mAs ottimale per un paziente standard, per ogni cm in più di spessore si aumenta di 2 kV e per ogni cm di meno di spessore si riduce di 2kV:

esempio: ginocchio AP: 10cm spessore 63kV e 20mAs

11cm 65kV e 20 mAs

12cm 67kV e 20mAs

ecc.ecc. a

arrivi a 18 cm e hai 79kV e 20mAs

questa modalità però ha dei limiti: a) agisci sul contrasto

b) devi misurare con molta precisione lo spessore

2. La tecnica dei kV fissi e mAs variabili si basa sul principio che l'assorbimento all'interno del corpo radoppia per ogni 4-5 cm di tessuto attraversato, e quindi bisogna raddoppiare i mAs.

Il procedimento quindi prevede di determinare il valore di kV ottimale per la proiezione considerata e poi si adattano i mAs a seconda dello spessore del paziente. Questa modalità permette di creare tabelle di più facile consultazione.

Esempio: ginocchio AP

10-13 cm spessore 73kV 10mAs

14-17cm 73Kv 20mAs

18-21cm 73kV 40mAs

La qualità dell'immagine con questa tecnica è più ripetibile e non bisogna essere precisi al cm per determinare lo spessore.

Poi ovviamente ci sono una serie di condizioni patologici che possono chiedere al TSRM di aumentare o diminuire i kV. Su questo, al prossimo post.

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