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RX RACHIDE LOMBARE DINAMICHE_bando selezione 2013

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PROIEZIONI PER LO STUDIO DELLA MOBILITà DEL TRATTO LOMBARE

DINAMICHE IN PROIEZIONE LATERALE

INTRODUZIONE

Esame complementare alle proiezioni standard.

Fisiologicamente il rachide lombare è molto limitato nei movimenti di lateralità e rotazione assiale; in compenso permette ampi range di movimento in flessione ed estensione.

La flesso-estensione è un movimento che si esegue sul piano sagittale e sull’asse trasverso.

Escursione articolare lombare:

Flessione: 60°

Estensione: 45°

INDICAZIONI CLINICHE

  • Valutazione della mobilità articolare
  • Studio delle Alterazioni delle normali curve fisiologiche sotto carico
  • studio delle ernie discali per rendere visibili eventuali stenosi di origine discale accentuate dal movimento.

Questa tecnica di studio è utile anche Per quantificare l’alterazione del movimento delle vertebre attraverso una misurazione grafica e il Calcolo dei Centri di Istantanea Rotazione (definiti istantanei perché variano in base al grado di flessione o estensione) i quali vengono identificati su multipli radiogrammi acquisiti in posizione eretta, laterale a diversi livelli di flessione ed estensione.

Sovrapponendo i radiogrammi grazie ad un punto fisso – il sacro - il medico procede con l’analisi del moto di ogni vertebra.

POSIZIONE DEL PAZIENTE

Devono essere eseguite due radiografie in ortostasi, con paziente in posizione laterale la prima in massima flessione e la seconda in massima estensione.

È preferibile posizionare il paziente senza scarpe con i piedi uniti e le braccia sollevate.

È importante che il paziente non ruoti il busto durante i movimenti perciò la pelvi deve essere immobile.

Non è un esame eseguibile in traumatologia d’urgenza in quanto richiede una completa collaborazione del paziente.

Dopo il posizionamento il paziente viene invitato a compiere un movimento di estensione; raggiunto il livello di estensione massimo, il paziente deve mantenerlo rimanendo il più possibile immobile durante l'acquisizione dell'immagine. Successivamente il paziente deve flettersi il più possibile rimanendo immobile durante l'acquisizione.

DISTANZA DEL TUBO

100cm ( massimo 120 cm).

DIREZIONE ED INCIDENZA DEL RAGGIO CENTRALE

Incidenza del raggio centrale a livello di L3.

DIAFRAMMA E CAMPO DI VISTA

Pellicola 30 x 40 disposta o in senso longitudinale o trasversale a seconda dell’ampiezza del movimento effettuato.

Uso di griglia antidiffusione.

Non è indispensabile l’uso del fuoco fine in quanto con questo radiogramma vengono studiati principalmente i rapporti anatomici perciò è piuttosto relativo il dettaglio anatomico.

TECNICA DI ESPOSIZIONE

A differenza delle proiezioni standard, non è possibile utilizzare tempi di esposizione lunghi per non rischiare che il paziente si muova durante l’erogazione essendo le posizioni instabili e non essendo possibile utilizzare mezzi di stabilizzazione della posizione per non inficiare i dati diagnostici.

DATI DI ESPOSIZIONE

  • kV 75
  • mA 300
  • s 0.5

CRITERI DI CORRETTEZZA

  • rappresentazione di tutte le cinque vertebre lombari
  • buona esposizione
  • buona visualizzazione degli spazi intersomatici

Nella proiezione eseguita in iperflessione si noterà un allontanamento dei dischi posteriormente, mentre in iperestensione si noterà una compressione dei dischi posteriormente e restringimento dei forami.

Situazioni diverse sono da riferire ad ernia discale.

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RADIOPROTEZIONE

Il personale tsrm deve seguire le norme di radioprotezione, che vengono stabilite dall'Esperto Qualificato.

Prestare particolare attenzione alla radioprotezione in bambini e donne gravide per i quali non si può prescindere dall’esame radiologico.

Diaframmare il fascio il più possibile compatibilmente con l’esame diagnostico che si sta effettuando.

Fare utilizzare le protezioni individuali antiradiazioni alle persone che eventualmente assistano il paziente.

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Le immagini in allegato (seppure di scarsa qualità ed effettuate su paziente con limitazione di movimento) sono esempi delle proiezioni in questione.

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