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pelle84

Buongiorno a tutti

32 risposte in questa discussione

Come da titolo, buongiorno :)

mi chiamo Demetrio, ho 30 anni (ahimé) e sono ormai prossimo alla laurea come TSRM (discuterò la tesi il 27 ottobre prossimo). prima di affrontare questo percorso ho lavorato per 7 anni come tecnico sistemista/supporto tecnico.

ho sempre seguito questa community "dall'esterno", trovandola ricca di contenuti ed utili consigli.

un saluto a tutti !

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Ciao Alessandro, grazie mille :)

la mia tesi riguarderà il supporto della radiodiagnostica nell'ambito dei traumi derivati dagli sport da combattimento. tratterò rx/tc/rmn , quest'ultima molto interessante perchè comprende anche l'esame funzionale per l'encefalopatia traumatica cronica (o encefalopatia del pugile, in questo caso).

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ho sviluppato una tabella con i principali infortuni dovuti a questa tipologia di sport, sulla base di 3 studi (riguardanti 3 discipline diverse: boxe, mma e brazilian jiu-jitsu).

al di là delle "solite" fratture e lussazioni per studiarne le metodiche rx, ho inserito anche ematomi subdurali acuti, traumi oculari , all'orecchio interno e addominali per quanto riguarda la tc, infine ernie ed encefalopatia traumatica cronica per quanto riguarda la metodica rmn (per quest'ultima a giorni vedrò il neuroradiologo che dovrebbe seguirmi, in maniera da avere un quadro chiaro del percorso da intraprendere).

non è niente di che, però trovo sia un argomento diverso e comunque interessante, se hai altre domande sono a disposizione :)

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ciao demetrio, benvenuto! L'argomento della tua tesi è molto interessante - se vuoi condividerla con noi una volta finita, puoi usare lo spazio dei blog. Ancora buon lavoro!

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Ciao Irene e grazie! :) una volta finita sarò lieto di condividerla, si sa mai che possa anche tornare utile a qualcuno! Grazie per la calda accoglienza :)

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Ciao Demetrio benvenuto. Parli di argomenti clinici ma tu sei pazzo!!!! I grandi cultori della nostra professione ti potrebbero crocifiggere.....

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Spero ti vorrai approcciare alla tecnica di studio di questi quadri patologici e non altro...

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Ciao Andrea e grazie :) assolutamente non toccherò la parte clinica, il mio relatore ha già messo il veto!

Rossana , è esattamente quello che intendo fare, niente di più :) non volevo essere ambiguo a riguardo...!

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Ne sono felice perchè tanti colleghi tendono a snobbare la tecnica e a privileggiare la clinica addentrandosi in territori pericolosi. Comunque ciao. E facci leggere i tuoi contenuti che sono interessanti.

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Mha io sono del parere contrario

Saper guidare senza sapere dove andare non serve a molto...

Poi ovvio che se uno ha sempre l'angelo radiologo custode dietro la spalla allora puo' anche fregarsene della clinica

Aggiungo una cosa: conosco piu radiologi che non conoscono nulla di tecnica e che saprebbero fare un esame ben fatto piuttosto che un tecnico in autonomia e che considera importante solo la parte tecnica

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Non ho detto che un tecnico non debba sapere la clinica, ma soprattutto deve sapere come studiare quello che gli si para davanti, e deve saper farlo bene perchè senza di noi non si fa diagnosi. Un medico che fa un bell'esame schiacciando solo il bottone e alla pari di un tecnico che schiaccia il bottone senza sapere cosa fa. Oggi le macchine le manovrano anche le scimmie, sono facili da usare, ma il bagaglio culturale che c'è alle spalle non è cosa da poco. Quando si presenta un problema bisogna riuscire a gestirlo, e questo si sa fare solo con la cultura alle spalle. Questo è un mio modesto pensiero, magari sbagliato, ma la penso così. Poi tutti i pareri sono validi e tutti possono avere ragione o torto a seconda dei casi specifici. L'angelo custode è la conoscenza di quello che si fa, perchè se no non ti salva nessuno.

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Ma e' proprio quello che dico io. Le macchine sono sempre piu gestibili, e se invece il tecnico sa quello che cerca allora diventa tutto fatto meglio

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La clinica che lo si voglia o meno fa parte del nostro lavoro. Chiaramente in misura molto inferiore al medico, ma esiste.

Ed è il bello ed il brutto del nostro lavoro che ci permette di lavorare rigidamente per protocolli (senza preoccuparsi di sapere perché si fa cosa) come di chiederci il perchè delle cose andando inevitabilmente a sconfinare nelle competenze del medico.

Alla fine lo stipendio per un dipendente è lo stesso, per un LP invece sapere di più può toglierti dalle grane.

Io consiglio sempre di approfondire sempre entrambe i lati della medaglia 'che non si sa mai, ma di non impostare mai il proprio lavoro sulla clinica, perché il referto è del medico.

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Ho scritto l'ultimo pezzo senza aver letto i due precedenti, pardon !!!

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Si ma quello che credo, è che sapere una cosa è un discorso, entrare nel merito delle competenze di un altro è un altro paio di maniche. Io non mi azzarderei mai a dire ad un infermiere capace e competente cosa deve fare, a meno di vederlo brancolare nel buio più totale. Quando comincio un esame Tc o RM voglio sapere dal paziente prima, e dal medico poi, che cosa andiamo a cercare, per dare il mio meglio nello specifico e di certo non lo posso dare se non conosco un minimo di patologia. E se il medico mi chiede "Rosà che hai visto", io rispondo prontamente " Mi pare ci sia questo dottore, riguardiamolo insieme". Insieme si forma una squadra che lavora nell'interesse del malato. Quando questo non c'è non si arriva quasi mai ad una vera conclusione e si lavora male. Scusa lo sfogo, ma mi trovo a volte di fronte a persone che pensano di poter fare tutto da soli e fanno un gran casino, e sto parlando di tutte le categorie sanitarie.

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Bagaglio tecnico "a bomba" ma anche la clinica è assolutamente basilare..... condivido

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Si ma quello che credo, è che sapere una cosa è un discorso, entrare nel merito delle competenze di un altro è un altro paio di maniche. Io non mi azzarderei mai a dire ad un infermiere capace e competente cosa deve fare, a meno di vederlo brancolare nel buio più totale. Quando comincio un esame Tc o RM voglio sapere dal paziente prima, e dal medico poi, che cosa andiamo a cercare, per dare il mio meglio nello specifico e di certo non lo posso dare se non conosco un minimo di patologia. E se il medico mi chiede "Rosà che hai visto", io rispondo prontamente " Mi pare ci sia questo dottore, riguardiamolo insieme". Insieme si forma una squadra che lavora nell'interesse del malato. Quando questo non c'è non si arriva quasi mai ad una vera conclusione e si lavora male. Scusa lo sfogo, ma mi trovo a volte di fronte a persone che pensano di poter fare tutto da soli e fanno un gran casino, e sto parlando di tutte le categorie sanitarie.

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Ah dimenticavo, non ho mai visto un medico lamentarsi di lavorare con tecnici che capissero di clinica, piuttosto il contrario

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Ma ti è capitato di vedere medici che si lamentano dei tecnici che sanno qualcosa di clinica e poco di tecnica? Io ne ho visti.

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Questa discussione ha acceso gli animi... molto bene.... Pelle84 ha fatto il suo primo post e gli sono pivuti decine di commenti..... speriamo non si impaurisca :)

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Ma purtroppo non è sempre così; a volte c'è un approccio superficiale alle cose e te ne rendi conto nel momento in cui ci sbatti il muso. Oppure quando il medico ti dice "come mai è uscito questo artefatto?" e tu non ne hai la più pallida idea. La cosa più difficile per chi, come mi pare noi, cerca di migliorare, è trasmettere agli altri che si può e si deve. Per me che faccio il tutor nella mia azienda, non è difficile spiegare la tecnica, ovviamente quello che conosco, ma far capire ai ragazzi che è importante andare a fondo delle cose che si studiano, perchè poi ti scontri con la realtà, e te la devi saper cavare. E nessuno deve dire di un TSRM "questo non capisce niente".

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