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Irene Rigott

Proiezioni standard in mammografia

18 risposte in questa discussione

MAMMOGRAFIA
CENNI INTRODUTTIVI SULLA TECNICA D’ESAME

Gli accorgimenti tecnici per l’esecuzione delle proiezioni mammografiche rivestono un’importanza fondamentale per ottenere immagini che soddisfano i criteri di qualità e permettono la giusta valutazione clinica e diagnostica.
Da un punto vista tecnico, le variabili che influenzano la qualità iconografica possono essere riassunti in questi 3 aspetti:

- conoscenza apparecchitura
- conoscenza dei criteri di corretezza delle proiezioni standard e di quelle aggiuntive e mirate
- conoscenza e competenza della pratica operativa nel posizionamento della paziente per riuscire a ottenere l’imaging desiderato: con forte enfasi sull’aspetto della adeguata compressione

L'esame mammografico comporta un fastidio proprio per la compressione della mammella. Spesso le pazienti hanno paura del dolore, più ancora della possibile diagnosi. La sopportabilità del dolore è individuale, generalmente però quando si spiega alla paziente il motivo della compressione, accettano di buon grado il fastidio ed il dolore eventualmente provocato.

I vantaggi della compressione sono:

- Maggiore definizione ed uniformità dell’annerimento / livello di esposizione sull’area esposta: la limitazione dello spessore da una parte riduce la quantità della radiazione diffusa creata ed il risultato sono immagini con più alta definizione e dall’altra parte il livello di esposizione è più omogeneo sull’area esposta
- Riduzione del rischio da movimento: in genere il tempo espositivo per le mammografie è nel range tra i 200 a 500 msec, quindi risulta essere importante mantenere l’immobilità
- Riduzione della dose assorbita: la dose da radiazioni necessaria ad ottenere il desiderato livello di segnale al rivelatore diminuisce con spessori minori

CORRETTO POSIZIONAMENTO E CRITERI DI CORRETTEZZA DELLE PROIEZIOIONI STANDARD

Proiezione cranio-caudale (CC)

- Paziente in piedi e piano di appoggio posto all’altezza del solco sottomammario e perfettamente orizzontale.
- Spostare il viso fuori dal campo luminoso, per evitare la sovrapposizione di naso, mento o capelli sull’immagine mammografica.
- Stirare la mammella con il palmo della mano all’altezza dei quadranti inferiori, per consentire la completa rappresentazione della regione profonda ed evitare la formazione di pieghe.
- Posizionare la mammella perfettamente al centro del potter ed il capezzolo in asse rispetto alla linea cutanea. Si ottiene così: una corretta esposizione (in quanto il rivelatore del controllo automatico dell’esposizione sarà in corrispondenza della componente ghiandolare) e l’assenza di false immagini riferibili al capezzolo

- Invitare la paziente a piegare il braccio del lato in esame, con il gomito posto posteriormente rispetto al torace. Questo accorgimento permette di evitare la formazione di pieghe nei quadranti esterni compromettendo la compressione e evitando di formare sovrapposizioni della spalla.
- Iniziare la compressione, dopo aver avvertito la paziente, mantenendo la mano sulla sua spalla. In questo modo si impedisce che la paziente si allontani dall’apparecchio.
- A posizionamento ultimato, ci si avvia per l’emissione della radiazione.
- Contrassegnare l’immagine con: lato, proiezione, quadrante, nome della paziente e data dell’esame.

Criteri per la valutazione della proiezione CC
- presenti e corretti gli identificativi: nome della paziente e data esame, lato e quadrante, proiezione
- immagine della mammella simmetrica: capezzolo in asse, dimostrazione spazio retromammario, corpo ghiandolare perfettamente al centro del radiogramma
- assenza di artefatti (immagini sovrapposte), assenza di pieghe

post-4023-0-34686600-1422785958.jpg

La proiezione cranio-caudale non deve mai essere eseguita come unica proiezione, ma sempre abbinata alla proiezione obliqua o medio-laterale, in quanto non consente la rappresentazione delle porzioni più laterali e superiori della mammella.

Proiezione medio-laterale-obliqua (MLO)

Questa proeizione consente una più completa rappresentazione della mammella, in particolare delle strutture del quadrante esterno e superiore.

- Il piano di appoggio generalmente viene angolato di 45° in modo da trovarsi in parallelo con il muscolo pettorale; in casi particolari è opportuno adottare una angolazione diversa, tra i 30° e 60°.
- Invitare la paziente ad unire i piedi in posizione rilassata a porrsi a circa 20 cm di distanza dall’apparecchio. Questa posizione deve essere mantenuta per tutto il tempo del posizionamento.
- L’altezza dell’apparecchio viene stabilita dall’operatore che si pone alle spalle della paziente. Il lato superiore del potter viene determinato in corrispondenza dell’articolazione della spalla.
- Invitare la paziente ad inclinare in avanti il busto, senza ruotarlo.
- Dopo, l’operatore raccoglie la regione del solco sottomammario col palmo della mano.
- Da dietro il piano del rivelatore si determina il punto esatto di appoggio, sollevando il braccio del lato in esame ruotato, prima di fargli riprendere la posizione iniziale. Così si evitano pieghe che nell’immagine andrebbero a sovrapporsi alla rappresentazione del muscolo pettorale.
- Controllare che la linea mediana dell’ascella si pone parallelamente al potter. Con lo scorrere mano lungo questa linea si ha la possibilità di verificare che i quadranti esterni vengano correttamente visualizzati, anche nella loro porzione più profonda.
- Tornato davanti alla paziente, l'operatore fa in modo da rilassare la spalla facendo leva sulla clavicola.
- La mammella va distesa verso il centro del piano e si da il via alla compressione, dopo aver informata la paziente. Durante questa fase bisogna sostenere la mammella in modo da determinare lo spessore massimo comprimibile in corrispondenza della porzione ghiandolare.
- Assicurarsi poi che il pilastro ascellare poggia ben aderente sul potter e che la clavicola non ostacola la complressione.
- Dopo questi accorgimenti, si parte con l’esposizione.

Criteri per la valutazione della proiezione MLO
- presenti e corretti gli identificativi: nome della paziente e data esame, lato e quadrante, proiezione
- immagine della mammella simmetrica, capezzolo in asse, rappresentazione immagine riferibile al muscolo pettorale fino al livello del capezzolo, libera rappresentazione dell’angolo sottomammario,
- assenza di artefatti (immagini sovrapposte), assenza di pieghe

post-4023-0-20798200-1422786002.jpg

La proiezione obliqua può essere presa come unica proiezione nei casi dove sia sufficiente una sola immagine.

Proiezione medio laterale (ML)

La proiezione medio-laterale viene eseguita nei casi di approfondimento radiologico come proiezione complementare ed ortogonale alla proiezione cranio-caudale. Questa proiezione offre la possibilità di localizzare esattamente una lesione se presente o sospettata.

- Lo stativo viene fatto ruotare di 90° e la paziente sarà invitata a porsi bene dritta davanti allo stativo.
- La mammella in esame è allineata al piano di appoggio con l’angolo superiore posto in corrispondenza dell’articolazione della spalla.
- Stando dietro alle spalle della paziente, si fa appogiare il cavo ascellare sul lato superiore del potter adagiando anche il braccio.
- Porre attenzione che i quadranti esterni della mammella siano completamente inseriti nel campo d’esame.
- Si torna davanti alla paziente e si fa abbassare la spalla contro laterale, portando fuori campo lo sterno e la mammella controlaterale.
- Prima di iniziare la compressione, distendere con una mano la mammella in esame e con l’altra impedire alla paziente di muoversi. Attenzione a evitare la formazione di pieghe e sovrapposizioni, specialmente tra i quadranti inferiori e l’addome.
- Anche in questo caso, è buona norma che il corpo ghiandolare si trovi, a compressione ultimata al centro del potter, in corrispondenza della camera di ionizzazione per l’esposizione automatica.
- Prima dell’erogazione dei raggi assicurarsi che il viso della paziente non crei zone d’ombra sul campo luminoso e che l’eventuale fastidio dovuto alla compressione non abbia determinato cambiamenti di posizione.

Criteri per la valutazione della proiezione ML
- presenti e corretti gli identificativi: nome della paziente e data esame, lato e quadrante, proiezione
- immagine della mammella simmetrica, capezzolo in asse, rappresentazione immagine riferibile a una parte del muscolo pettorale, libera rappresentazione dell’angolo sottomammario,
- assenza di artefatti (immagini sovrapposte), assenza di pieghe

La proiezione medio-laterale viene sempre accompagnata dalla proiezione cranio-caudale nell’esecuzione dell’esame di base o come completamento alla proiezione obliqua per localizzare con più precisione una lesione.

post-4023-0-00993200-1423053232.jpg

PROBLEMI DI POSIZIONAMENTO

Spesso è necessario affrontare situazioni particolari legate a limiti anatomici della paziente che possono rendere difficile il posizionamento o una corretta esposizione dell’immagine radiografica.
In questi casi oltre ad intervenire con accorgimenti adeguati è importante informare il medico refertante per far presente gli eventuali limiti dell’esame mammografico eseguito.

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Molto utile, grazie Irene. 2 domande:

Nella proiezione ML non occorre sia visibile il muscolo pettorale?

La proiezione di Eklund, per le mammelle con protesi, si applica a tutte le proiezioni standard o solo alla CC? mi sembra più una tecnica che una proiezione....ma come si applica nella ML??

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Ciao Gnappo.

Infatti, la rappresentazione del muscolo pettorale nella ML è uno dei criteri di correttezza.

Per quanto riguarda la manovra di Eklund: dal materiale che ho consultato lo considererei una tecnica come dici anche tu applicata alla CC ed ev alla LM.

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Per quanto riguarda la proiezione cranio-caudale è consigliabile ruotare di poco la paziente in senso mediale per visualizzare interamente i quadranti esterni (La metà dei casi di tumore al seno si presenta nel quadrante superiore esterno della mammella).

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Ciao Gnappo.

Infatti, la rappresentazione del muscolo pettorale nella ML è uno dei criteri di correttezza.

Per quanto riguarda la manovra di Eklund: dal materiale che ho consultato lo considererei una tecnica come dici anche tu applicata alla CC ed ev alla LM.

Irene durante un corso in Germania si è discusso molto a riguardo dei criteri di correttezza della proiezione medio-laterale...

Le insegnanti affermano che la rappresentazione del muscolo pettorale per questa proiezione non rientra tra i criteri di correttezza.

Forse domani riesco a recuperare il materiale e te lo invio

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Ah, grazie mille Michela per la precisazione.

Sulle mie dispense di un corso sulla tecnica mammografica che ho fatto nel 2003, era riportato nei criteri, ma potrebbe darsi che con le nuove linee guida sia stato modificato e/o ritenuto un criterio non prioritario.

Ben venga se hai del materiale.

:D

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Ah, grazie mille Michela per la precisazione.

Sulle mie dispense di un corso sulla tecnica mammografica che ho fatto nel 2003, era riportato nei criteri, ma potrebbe darsi che con le nuove linee guida sia stato modificato e/o ritenuto un criterio non prioritario.

Ben venga se hai del materiale.

Nei prossimi giorni scannerizzo tutto.....speriamo decentemente :huh::D

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Quali valori utilizzate? spesso non riesco ad evitare l'effetto cute soprattutto nei seni medio-piccoli!

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Salve a tutti, sono nuovo di questo forum. Volevo sapere. Se usate l'esposizione manuale e non quella automatica. Che parametri di esposizione utilizzate?

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Ciao a tutti volevo fare una domanda: ma con quanta forza bisogna comprimere il seno affinchè l'immagine sia diagnosticamente accettabile? Parlo in termini di Newton..c'è chi dice almeno 70N c'è chi dice almeno 100N. Grazie in anticipo!!

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salve, sto cercando delle info riguardanti l'ingrandimento diretto in mammografia. qualcuno può aiutarmi? non ho ancora capito cos è.

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La tecnica radiografica per l'ingrandimento prevede di posizionare la struttura anatomica di interesse più vicina al fuoco radiogeno, aumentando cosi la distanza tra rivelatore d'immagine e struttura d'interesse. Si ottiene così l'immagine radiografica per ingrandimento geometrico.

Questa tecnica viene applicata quasi esclusivamente in mammografia.

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La tecnica radiografica per l'ingrandimento prevede di posizionare la struttura anatomica di interesse più vicina al fuoco radiogeno, aumentando cosi la distanza tra rivelatore d'immagine e struttura d'interesse. Si ottiene così l'immagine radiografica per ingrandimento geometrico.

Questa tecnica viene applicata quasi esclusivamente in mammografia.

irene, al concorso esce sempre la domanda riguardo il fuoco in mammografia con ingrandimento diretto. Puoi spiegarmi perchè varia il fuoco e come si fa nella pratica ad allontanare la mammella dal piano d'esame,se ho capito bene? con le apparecchiature digitali viene ancora eseguito l'ingrandimento diretto? io non l ho mai visto fare

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Per gli ingrandimenti in mammografia bisogna usare il fuoco piccolo per avere minore sfumatura geometrica.

Per ottenere l'ingrandimento si usa un accessorio che viene montato sul potter cosiche la mammella si trova in appoggio a metà tra fuoco e potter.
Per l'esposizione va tolta la griglia (non serve).

http://www.akisrx.com/Edizioni/Ottimizzazione_in_mammografia.htm

Nel link, dove non ho letto tutto, trovi alla fine un piccolo paragrafo sull'ingrandimento.

Stavo cercando delle foto ma non ne trovo...inoltre, devo ammettete che non so se coi mammografi digitali la tecnica x l'ingrandimento viene ancora usata.

Ecco una foto:

post-4023-0-58028700-1451978757.jpg

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Posso confermare per esperienza diretta che con i mammografi digitali si fanno ancora gli ingrandimenti.

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Posso confermare per esperienza diretta che con i mammografi digitali si fanno ancora gli ingrandimenti.

come avviene l'ingrandimento diretto? la mammella poggia su un sostegno rialzato rispetto al piano d'immagine? come nella foto di Irene

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