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LucaB

Panoramica sulla radioprotezione in Italia

12 risposte in questa discussione

Auntminnie riporta uno studio del dottor Paolicchi, recentemente pubblicato, che dipinge un panorama sconfortante sull'aspetto radioprotezione in Italia:

http://www.auntminnieeurope.com/index.aspx?sec=sup⊂=cto&pag=dis&ItemID=612347

Un paio di citazioni interessanti:

The survey of 780 radiographers, thought to be the first of its kind in Italy, was conducted in 2014. Only 12.1 % of participants attended radiation protection training courses on a regular basis, while 56.4 % said they rarely took such courses and 31.5 % admitted they had never taken them.
...
About 5% of respondents thought pelvic MRI exposed patients to radiation, 4% believed abdominal ultrasound involved radiation, and 7% thought mammography does not use ionizing radiation.
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Questo è uno studio interessante, ci fa capire alcune cose.

Piuttosto mi chiedo quale fosse il risultato atteso, e quali le aspettative di un tale resoconto.

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In che senso il risultato atteso? Ti faccio un esempio: molte insegnanti al primo anno di una nuova scuola fanno i test di ingresso, a cosa servono? Servono per capire cosa iniziare ad insegnare e soprattutto se le nozioni della classe sono omogeneamente distribuite e se ci sono carenze importanti. Cosa si aspetta l'insegnante? Niente... Lo scopo di questo studio ci fa capire che occorre urgentemente una riforma dei corsi universitari così come sono strutturati adesso, e che all'esame finale non c'è abbastanza selezione, nonostante ormai i tecnici a spasso siano molti. Che si dovevano aspettare scusa?

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E mica dico il contrario, io ho pure partecipato alla raccolta dati...

L'obiettivo quale era? Identificare dei bisogni formativi? Obiettivo raggiunto

Fare autocritica? Obiettivo raggiunto

Svegliare l'opinione pubblica? Obiettivo superato oltre che raggiunto

Vorrei anche fare notare che, dato che non si tratta di uno studio fatto su studenti all'ingresso di una scuola ma su professionisti con abilitazione dello Stato Italiano, uno studio del genere può avere eccessiva ridondanza negativa per la categoria generando magari nell'opinione pubblica un'idea esasperata, anche se sicuramente veritiera.

Lungi da me dal voler criticare uno studio di questo tipo, poi conosciamo anche l'autore quindi sappiamo che c'è serietà e professionalità alle spalle, ma mi chiedo se era proprio necessario lanciarci una bomba atomica addosso quando magari era sufficiente cominciare con una puntura d'ago per svegliarci.

Comunque ben vengano tutti gli studi e quelli sulla radioprotezione in genere.

Adesso vediamo le altre categorie di professionisti della salute se sono in grado di fare altrettanto sulle loro competenze di base

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Beh non so che esperienze hai tu ma al ns Congresso Nazionale del 2011 avevo portato un analogo questionario con analoghi risultati...cambiato qualcosa? Nulla! Altro che bomba atomica ci vuole...

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Io mi auguro invece che tra 5 anni questo studio abbia portato dei cambiamenti invece, staremo a vedere

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Guarda che fra l'altro quello che ti sto dicendo vale anche come forte autocritica. Dopo quel questionario sono stato messo a capo del gruppo Nazionale di Radioprotezione, ho dato le dimissioni un anno dopo per la evidente incapacità (mia) di azione! Sto molto riducendo la mia attività di formazione anche per questo motivo, i miei corsi sempre più stucchevoli e con una incapacità di incisione sul lavoro di tutti i giorni che è impressionante! Ecco perché è gusto formare qualcun altro e far crescere nuove leve.

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Ma che c'entra la tua autocritica con questo studio ...

Tu ti sei dimesso perché eri troppo avanti e la gente non ti stava dietro; -)

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;-) non credo... Sarebbe cmq una magra consolazione... Dopo uno dei miei ultimi corsi mi ha scritto un Radiologo colpito dal fatto che i tecnici che avevano ascoltato lo avevano esortato a cambiare la loro prassi lavorativa...Gli ho riassunto i primi passi per iniziare un percorso di riduzione di dose è lui mi ha risposto che quelle cose le sapeva già tutte e che solo i tecnici erano ignoranti! Io allora ho risposto che aveva probabilmente ragione ma ho aggiunto che qualsiasi programma di riduzione di dose che non coinvolge tutti i tecnici è destinato SEMPRE a fallire, bastando 5cm di errore nella centratura in TC per produrre aumenti di dose del 40%. Quindi loro stavano cmq sbagliando tutto...

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Questo studio, anche se arriva come una tegola sulla testa, rispecchia una realtà purtroppo, ma è anche vero che quando ad alcuni radiologi proponi un esame a bassa dose, perchè magari esiste pure chi le sa queste cose nella nostra categoria, ti senti rispondere che l'esame è scadente dal punto di vista iconografico, anche se comunque diagnostico, e preferiscono usare protocolli che utilizzano dosi maggiori, perchè l'immagine è più bella. Spesso le strategie per ridurre la dose non vengono accettate, e spesso non sono conosciute.

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Come vi ho gia detto in privato, questo tipo di studi non mi piace molto, perchè non possono essere recepiti nel modo giusto. Anche io conosco Paolicchi, persona molto piacevole e competente, e penso che abbia fatto bene a fare quello che ha fatto. Dico che non mi piace questo tipo di materiale perchè purtroppo viene recepito in modo profondamente sbagliato dalla massa, penso probabilmente per il tipo di mezzo comunicativo che è stato utilizzato. E dico che ha fatto bene perchè secondo me le persone devono fare quello che ritengono più giusto, sempre senza limitare la libertà degli altri. L'articolo sicuramente ha "offeso" una parte dei tecnici italiani, ne ha indignati molti altri, non è stato neanche visto da tutti quelli che non sanno neanche che esistono le riviste scientifiche. Diciamo che ho paura che sia stato recepito più come un affronto che come uno stimolo.

Che non ne sapessimo nulla di radiorpotezione questo è ben chiaro da molti anni, come non ci capiamo molto nelle tecniche avanzate. Io faccio solo RM, eppure sono sempre in difficoltà sia dal punto di vista pratico e tecnico (non parliamo del teorico), significa che non ho sufficiente preparazione: ma provate a pensare quanto ne so di radioprotezione..... praticamente zero, soprattutto considerando che questa deve essere contestualizzata nello specifico a ciascuna apparecchiatura in uso. Questo è vero per me e per moltissimi tecnici che conosco.

Purtroppo ora non penso che Fabio avrà molti amici in piu di prima , almeno si spera che l'operazione abbia filtrato via i peggiori. Tieni duro, e fregatene delle critiche, tanto la gente in italia critica indiscriminatamente, un po per gelosia un po per cattiveria. Poi l'ambiente medico non è certo dei migliori......

Forse (spero) questa discussione potrà aiutarlo a diffondere il messaggio, e magari presentare l'argomento sotto una luce differente.....

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