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Risonanza magnetica a 3T: qualità dell'indagine in base alla durata dell'esame

8 risposte in questa discussione

Ho effettuato pochi giorni fa una risonanza magnetica alla caviglia con una nuovissima Siemens Magnetom Spectra a 3 tesla , esame durato circa 15 minuti.

La mia domanda è, un esame  RMN a 3T della durata di 15 minuti è equivalente per qualità delle immagini alla stessa indagine effettuata con una RMN a 1,5T della durata di 30 minuti ?

Inoltre ho notato che, diversamente da quanto accaduto con lo stesso esame fatto in passato, l'operatore non mi ha fatto togliere la calza in quanto "trasparente all'esame": aver mantenuto l'indumento può in minima parte influire sull'esito finale ?

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nessuno puo dare rispste certe a queste domanda, possono essere tutte giuste  tutte giuste e tutte sbagliate, dipende in particolare da come sono tarate le macchine.

Per le calze generalmente non ci sono problemi se non contengono parti metalliche, ma il tecnico ha gia spiegato che la calza non da problemi quindi direi inutile divulgarsi in merito

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3 ore fa, AndForn dice:

nessuno puo dare rispste certe a queste domanda, possono essere tutte giuste  tutte giuste e tutte sbagliate, dipende in particolare da come sono tarate le macchine.

Ammesso che sia possibile ipotizzare una taratura identica tra le due macchine da 1,5 e 3 Tesla, è possibile dare una risposta ?

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Non è possibile parlare di taratura identica delle due macchine, perché si tratta di immagini differenti, perdonami ma dove vuoi arrivare?

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1 ora fa, Alessandro Tombolesi dice:

Non è possibile parlare di taratura identica delle due macchine, perché si tratta di immagini differenti, perdonami ma dove vuoi arrivare?

Semplice curiosità , naturalmente parlo di una taratura ipotetica che sicuramente in realtà non è possibile raggiungere mai.

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Le riviste scientifiche possono dirimere tutti i dubbi, in particolare con dettagli specifici su casi specifici. Ma non esiste nulla di generalizzabile. 

 

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forse il pz. non sa che le macchine da 3T sono più veloci di quelle da 1.5 T e che quindi a parità di risoluzione spaziale e numero di sequenze di norma un esame è più breve rispetto a quello fatto su una 1.5 T.

per cui l'esame durato la metà non necessariamente è peggiore di un esame durato il doppio...

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16 ore fa, AndForn dice:

Le riviste scientifiche possono dirimere tutti i dubbi, in particolare con dettagli specifici su casi specifici. Ma non esiste nulla di generalizzabile.

In effetti, leggendo qualche articolo scientifico, si nota come l'evoluzione delle RMN non riguardi solo il magnete ma la tipologia dello stesso, il software, i dispositivi elettronici associati come le cpu che processano il segnale acquisito. Un aspetto su cui puntano molto i produttori per lo sviluppo dei nuovi modelli è proprio la riduzione del tempo richiesto per l'esame, cercando di mantenere inalterata la qualità finale.

Diciamo che volevo capire se i 3T servivano al paziente ad avere un esame più approfondito o solo al centro diagnostico per processare più pazienti nell'unità di tempo e aumentare la redditività... :P

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