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8 risposte in questa discussione

Buongiorno a tutti. Sono Federico Pettorossi un giovane T.S.R.M.

Ho accettato un primo impiego lavorativo come libero professionista presso una clinica privata con un corrispettivo mensile fisso di 800 euro lordi. Ben conscio del tipo di contratto offertomi, presentatomi come una sorta di "apprendistato" ho comunque accettato per poter fare esperienza e perché è l'unica possibilità lavorativa che mi si è presentata. Do le mie disponibilità a svolgere i turni tutti i giorni della settimana e anche se li ho più volte richiesti, ancora non ho ne dosimetro ne password per certificare l'esecuzione di esami. Se non fosse per la bontà dei miei colleghi che mi hanno fatto prendere dimestichezza con i diversi macchinari della struttura per la direzione mi sarei ritrovato a lavorare solo con macchine che non so usare in completa autonomia perché durante il percorso di studi non ho fatto mai pratica con questo tipo di macchinari. Durante l'ultimo turno lavorativo ho inoltre scoperto che il direttore sanitario mi ha messo in reperibilità senza chiedere la mia disponibilità ne avvertirmi. Chiedendo quindi un appuntamento per parlare di questa situazione e spiegare che non sono in grado di raggiungere la clinica in tempo utile e quindi non posso garantire la pronta disponibilità, come avviene in altri reparti. Ricevo pronta risposta che la distanza dalla clinica non è un loro problema e che la reperibilità è prevista dal CCNL altrimenti stracciano il contratto. In pratica anche i miei colleghi e i medici radiologi mi fanno notare che vengo trattato come un lavoratore dipendente e che il mio caso è quello di una falsa partita iva. Chiedo se per caso esistono norme che certificano che il direttore sanitario può obbligare il libero professionista a svolgere turni di pronta disponibilità, o posso rifiutare anche a costo di ricevere lettera di rescissione del contratto perché comunque dovendo dormire fuori casa ci rimetterei e di molto. 

Vi ringrazio e chiedo scusa per il lungo messaggio. Cordiali saluti

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per quel poco che ne so io, il libero professionista non ha obblighi di alcun tipo. Va da sè che anche la clinica non ha alcun obbligo verso il libero professionista, e puo' decidere di interrompere la collaborazione in ogni momento.

La tua sembra una situazione da denuncia, anche se non ho capito quante ore fai per quei 800 euro lordi.

Al tuo posto io punterei ad andare via il prima possibile e segnalare il tutto al tuo collegio- sindacato.

 

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Faccio 36 ore settimanali dal lunedì al sabato ma ho accettato per fare esperienza dato che appena usciti dall'università ammetto che anche se possiedo buone conoscenze teoriche in pratica sapevo fare ben poco. Ma tutto mi sarei aspettato meno che essere trattato come tappabuchi a due soldi. 

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Qui direi che nessuno meglio di un sindacato potrebbe aiutarti.

Io non sono un sindacalista, ma se lo fossi preferirei occuparmi di queste cose piuttosto che di assicurazioni

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Da collega giovane con qualche anno di esperienza ti dico che hai sbagliato ad accettare il contratto!!! Va bene prendere dimistichezza con gli esami, ma farsi sfruttare proprio non va bene! Sono Segretario del mio Collegio, ai ragazzi che vengono ad iscriversi consiglio di non accettare paghe da fame e di non fare volontariato. Penso sia meglio fare piuttosto un altro lavoro e provare a fare concorsi!

Detto ciò, la situazione non è legale, Anche io sono stato un falsa partita iva (anche se con uno stipendio maggiore) e mi sono rivolto ai sindacati, i quali mi hanno detto che la monocommittenza, un tot di ore fatte per lo stesso datore di lavoro e il lavoro consecutivo di più mesi nello stesso posto corrispondono a un lavoro parasubordinato, quindi è un diritto essere assunti.

Un'altra questione: se succede qualcosa, visto che non hai la possibilità di eseguire gli esami, su chi ricade la responsabilità??

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Ci vuole del coraggio a fare come dici te, Anche perché se rifiuti mi sa che c'è un altro ad accettare

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Io ho accettato il contratto anche perché si prospettava una assunzione data la mancanza di personale. Ma sta accadendo che anche i medici vengono licenziati e riassunti a partita iva. Quindi figurarsi un tecnico per di più senza esperienza come me. Ma il fatto che mi infastidisce è che mi si chieda di fare la reperibilità anche con questo tipo di contratto. In pratica non svolgo nessun apprendistato perché sto piazzato in radiologia data la mancanza di personale e lavoro autonomamente. Gli esami li spunto con l'account dei colleghi che si fidano del mio operato. Ma password e dosimetro mi verrebbero anche fornite a breve. 

Il fatto è proprio che in sede di firma del contratto, nessuno ha mai menzionato la reperibilità e che la dovessi svolgere dopo neanche due mesi con questo tipo di contratto. Un conto è un normale contratto di lavoro, che anche se ci rimettessi mi fermerei dove lavoro. Ma a queste condizioni fermarmi significherebbe spendere tutto quel poco che guadagnano per garantire l'arrivo in clinica in tempo utile. Ne mi sento in grado di gestire un esame in emergenza da solo

Colleghi del laboratorio analisi sono esentati dalla reperibilità proprio per la distanza, ma giustamente sono strutturati. Io come libero professionista ho sul piatto o fermarmi qui o essere licenziato

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Un contratto comunque ce l'hai, e su quello c'è scritto cosa tu devi e puoi fare.

È con quello che devi rivolgerti ad un sindacato, anche solo per chiedere consiglio.

Da come la metti tu sembra evidente l'abuso di richiesta che stanno perpetrando nei tuoi confronti, e dovresti fare attenzione ad accettare una situazione di questo tipo per evitare abusi ulteriori in futuro.

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