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mauro24

rm mano e estremità

9 posts in this topic

qualcuno potrebbe indicarmi il protocollo classico per lo studio rm mano, se è possibile anche tutto l'iter diagnostico dell'esame 

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Ciao Mauro,
La faccenda non è semplice in quanto non esiste un protocollo univoco, dipende dall'indicazione clinica e dallo strumento/radiologo con cui viene svolto.

 

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Parlando molto in generale potremmo dire che un protocollo estremamente base e generico potrebbe prevedere 4 sequenze:

- Assiale con soppressione del grasso (es. DP fatsat)
- Coronale morfologica a strato sottile (es. FSE T1)
- Coronale sensibile all'edema a strato sottile (es. DP/T2 fatsat - STIR)
- Sagittale mirata ad un raggio o ad ampia copertura (es DP/T2 fatsat)

Nel caso di patologia neurologica (es. intrappolmento) potrebbe essere utile una FSE T1 assiale ad alta risoluzione oltre che alla soppressione.
Nel caso di patologia reumatica (es. sospetta artrite reumatoide/psoriasica) potrebbe essere utile una 3D isotropica sensibile alle alterazioni cartilaginee ed erosioni (DESS per Siemens, SHARC per Esaote ecc), oltre all'iniezione di MDC ovviamente.
Se lo studio è per il primo raggio gli assi ovviamente cambiano completamente e l'approccio dovrebbe essere diverso.

L'argomento è molto ampio e complesso 

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1 ora fa, Luca Bartalini dice:

Parlando molto in generale potremmo dire che un protocollo estremamente base e generico potrebbe prevedere 4 sequenze:

- Assiale con soppressione del grasso (es. DP fatsat)
- Coronale morfologica a strato sottile (es. FSE T1)
- Coronale sensibile all'edema a strato sottile (es. DP/T2 fatsat - STIR)
- Sagittale mirata ad un raggio o ad ampia copertura (es DP/T2 fatsat)

Nel caso di patologia neurologica (es. intrappolmento) potrebbe essere utile una FSE T1 assiale ad alta risoluzione oltre che alla soppressione.
Nel caso di patologia reumatica (es. sospetta artrite reumatoide/psoriasica) potrebbe essere utile una 3D isotropica sensibile alle alterazioni cartilaginee ed erosioni (DESS per Siemens, SHARC per Esaote ecc), oltre all'iniezione di MDC ovviamente.
Se lo studio è per il primo raggio gli assi ovviamente cambiano completamente e l'approccio dovrebbe essere diverso.

L'argomento è molto ampio e complesso 

grazie luca, nel caso in cui il quesito clinico sia di tumore di una delle estremità come si può procedere?

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40 minuti fa, mauro24 dice:

grazie luca, nel caso in cui il quesito clinico sia di tumore di una delle estremità come si può procedere?

Ah beh, in questo caso tutto è molto legato alla localizzazione. 
Per quanto riguarda la mia esperienza, ovviamente opinabile, tenderei ad usare sequenze "pure", come per esempio la STIR al posto della DP/T2 fatsat, almeno una FSE T2 e T1 senza soppressione del grasso, sicuramente una o più FSE T1 soppresse pre e post MDC.

In alcuni casi, specialmente se la patologia è ossea, può essere richiesto di andare ad esplorare l'intero arto superiore per ricercare le cosiddette "skip lesions".
In questo caso avrai bisogno del massimo campo di vista, con difficoltà nella soppressione omogenea del grasso: utilizzare le DixonT1 al posto delle spettrali può essere preferibile. 

Spero di averti aiutato, aspettiamo anche altri consigli ovviamente

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ciao. oltre a quello detto da Luca vedi questo video , qualcosa è spiegato

 

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Il 22/10/2020 at 16:11, AndForn dice:

ciao. oltre a quello detto da Luca vedi questo video , qualcosa è spiegato

 

fenomenale, grazie mille.

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A me invece è stata chiesta Angio RM mano in reimpianto post amputazione.

Che sequenze devo fare ed a quali condizioni per la migliore sensibilità e risoluzione ai più piccoli capillari?

Posso operare sia su GE Excite che su Siemens Aera, ma tendenzialmente preferirei la seconda.

 

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11 ore fa, Alex Tom dice:

A me invece è stata chiesta Angio RM mano in reimpianto post amputazione.

Che sequenze devo fare ed a quali condizioni per la migliore sensibilità e risoluzione ai più piccoli capillari?

Posso operare sia su GE Excite che su Siemens Aera, ma tendenzialmente preferirei la seconda.

 

In questo caso credo che la sequenza migliore possa essere la angio 4D ("Twist" per Siemens, "Tricks" per GE, "4D Track" per Philips) la quale permette, se ben gestita rispetto all'iniezione,  di visualizzare la fase di arrivo arteriosa e ritorno venoso in più step. 

Personalmente non l'ho mai fatta su distretti periferici: è probabile che sia conveniente ridurre le fasi per prediligere la risoluzione spaziale viste le dimensioni delle strutture.
Sentiamo Andrea e gli altri cosa dicono

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