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Nora

PARAMETRI DI ACQUSIZIONE (kV, mAs, s, mAs)

2 posts in this topic

Ciao a tutti, sono una studentessa di Tecniche di Radiologia del secondo anno, ma è come se fossi del primo vista la pandemia e l'interruzione dei tirocini. Ho iniziato da poco il tirocinio di RX vero e proprio e sono molto confusa in merito ai parametri di acquisizione. Ho notato che più o meno tutti usano parametri a volte troppo diversi e che si discostano di molto da quelli proposti dai miei professori universitari, di conseguenza non riesco a capire come effettivamente impostare i parametri e modificarli in base anche al paziente che ho davanti o all'esame che devo eseguire. Esistono delle linee guida in merito con dei parametri indicativi da cui posso partire sia per CR che DR? Qualcuno potrebbe più o meno spiegarmi come "aggiustare" i parametri in base alla proiezione da eseguire o al pz che ho davanti? GRAZIE

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2 ore fa, Nora dice:

Ciao a tutti, sono una studentessa di Tecniche di Radiologia del secondo anno, ma è come se fossi del primo vista la pandemia e l'interruzione dei tirocini. Ho iniziato da poco il tirocinio di RX vero e proprio e sono molto confusa in merito ai parametri di acquisizione. Ho notato che più o meno tutti usano parametri a volte troppo diversi e che si discostano di molto da quelli proposti dai miei professori universitari, di conseguenza non riesco a capire come effettivamente impostare i parametri e modificarli in base anche al paziente che ho davanti o all'esame che devo eseguire. Esistono delle linee guida in merito con dei parametri indicativi da cui posso partire sia per CR che DR? Qualcuno potrebbe più o meno spiegarmi come "aggiustare" i parametri in base alla proiezione da eseguire o al pz che ho davanti? GRAZIE

Ciao Nora! 
Per esperienza personale ti suggerirei innanzitutto di crearti una tabella suddivisa nei vari segmenti che vengono studiati nella Radiologia Convenzionale (es. torace, addome e apparato scheletrico, suddiviso in cranio, rachide, cingolo scapolare -quindi spalla scapola clavicola - arto superiore -quindi omero gomito avambraccio ecc -). Creati un metodo nel quale collocare i parametri.

I parametri di acquisizione possono differire tra di loro per le dimensioni del paziente (ovviamente) ma anche per modalità d’uso acquisizione (CR e DR). In particolare quest’ultima variabile puoi impararla a occhi chiusi soltanto con la pratica quotidiana, per cui non crucciarti se adesso fai difficoltà ad imparare a menadito i parametri sulle due differenti modalità.

Ma soprattutto i parametri variano a seconda del distretto anatomico studiato. Torace e addome richiedono kV rispettivamente alti e medio-alti poiché, avendo già un contrasto intrinseco e quindi tessuti di differenti densità,  è necessario avere un ampio ventaglio di fotoni a diverse energie, e tempi di esposizione brevi, chiaramente per minimizzare i movimenti involontari degli organi interni non controllabili da noi (cuore e visceri). Saprai che l’effetto fotoelettrico diminuisce e quello Compton aumenta all’aumentare dei kV riducendo la qualità del dettaglio ma in questi due distretti a te non interessa. Questa è la base per partire con dei parametri che puoi usare con pazienti standard e che poi regoli a seconda della corporatura ma anche della collaborazione (es. RX Addome: 80 kV, 500 mA di base e 100 ms, distanza fuoco-film 150 cm e fuoco grande per pz standard). Ad esempio aumenti i kV per pz più robusti.

Dettagli che invece ti servono per i segmenti ossei, per i quali devi utilizzare kV medio-bassi prediligendo l’effetto fotoelettrico. Puoi anche permetterti di utilizzare tempi lunghi per alcuni segmenti (pensa al rachide lombare: il rachide è una struttura che rimane ferma ma usando tempi lunghi puoi sfumare i visceri addominali facendo sí che non disturbino lo studio delle vertebre).

chiaramente i parametri vanno imparati a memoria (e con la pratica del tirocinio sarà davvero semplicissimo), ma considera ad esempio che le estremità superiori ed inferiori possono avere valori analoghi (es, piedi-mani, avambraccio-gamba). 

per la differenza tra CR e DR questa varia molto anche a seconda delle ditte, ma generalmente con i DR si usano parametri diversi dai CR (che in genere sono più alti) ma c’è anche da dire che possono erogare  la dose avendo i dati già impostati.

Le differenze che trovi nei parametri tra teoria e pratica sono frutto di molti fattori (appunto paziente, apparecchiatura ma anche soprattutto esperienza personale). Fortunatamente c’è anche la letteratura che viene in soccorso (un buon libro è il Trenta se non sbaglio, magari prova a sbirciare nella biblioteca del tuo corso di laurea, o anche nelle stesse radiologie, dove spesso si trovano dei manuali interessanti ). Per tutto il resto non temere, facendo pratica (speriamo presto!) le idee ti saranno ben più chiare! :)

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